Israele: Stato nazione del Popolo ebraico

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Dopo avere pubblicato le parole di Moni Ovadia (La catastrofe annunziata), prendiamo a prestito quelle del giornalista israeliano Gideon Levy, tratte dal quotidiano Haaretz: «Il Parlamento israeliano, la Knesset, ha approvato una delle leggi più importanti della sua storia, oltre che quella più conforme alla realtà. La legge sullo Stato-nazione (che definisce Israele come la patria storica del popolo ebraico, incoraggia la creazione di comunità riservate agli ebrei, declassa l’arabo da lingua ufficiale a lingua a statuto speciale) mette fine al generico nazionalismo di Israele e presenta il sionismo per quello che è. La legge mette fine anche alla farsa di uno Stato israeliano “ebraico e democratico”, una combinazione che non è mai esistita e non sarebbe mai potuta esistere per l’intrinseca contraddizione tra questi due valori, impossibili da conciliare se non con l’inganno. Se lo Stato è ebraico non può essere democratico, perché non esiste uguaglianza. Se è democratico, non può essere ebraico, poiché una democrazia non garantisce privilegi sulla base dell’origine etnica. Quindi la Knesset ha deciso: Israele è ebraica. Israele dichiara di essere lo Stato nazione del popolo ebraico, non uno Stato formato dai suoi cittadini, non uno Stato di due popoli che convivono al suo interno, e ha quindi smesso di essere una democrazia egualitaria, non soltanto in pratica ma anche in teoria» (www.chiesadituttichiesadeipoveri.it/la-legge-che-dice-la-verita-su-israele).

Abbiamo volutamente richiamato, per descrivere il senso e il segno della legge fondamentale “Israele, Stato nazione del Popolo ebraico”, approvata nel luglio scorso dalla Knesset, parole di due autorevoli esponenti del mondo ebraico e della sua cultura. Non è facile, infatti, per noi europei, dare giudizi negativi sullo Stato di Israele: per un incancellabile senso di colpa conseguente a quanto di orribile è stato fatto nel secolo scorso, anche con il concorso del nostro Paese, al popolo ebreo e per l’angoscia che ci provocano le rinascenti espressioni di antisemitismo. Non è facile ma è necessario, se vogliamo salvaguardare princìpi fondamentali di dignità delle persone e di eguaglianza tra i popoli.

L’approvazione della legge in esame (non una legge qualsiasi, ma una norma di rango costituzionale, «emendabile solo con un’altra legge fondamentale, approvata dalla maggioranza dei membri della Knesset», come recita il suo articolo 11) è, infatti, uno strappo senza precedenti. Dal 19 luglio – sono ancora parole di Gideon Levy – «Israele è solo per gli ebrei, anche sulla carta. Lo Stato nazione del popolo ebraico, non dei suoi abitanti. I suoi Arabi sono cittadini di seconda classe e i suoi abitanti palestinesi non hanno statuto, non esistono. Il loro destino è determinato da Gerusalemme, ma non sono parte dello Stato». In conseguenza di ciò, dal 19 luglio, Israele è uno Stato fondato sulla razza e, in esso, l’apartheid è diventato legge, ratificando una risalente situazione di fatto – ben descritta, in queste pagine, da Nello Rossi. (Israeliani e palestinesi dalla repressione all’apartheid)

È un fatto epocale, gravido di effetti devastanti non solo per il popolo ebreo e per lo scenario geopolitico del Medio Oriente ma anche per gli sviluppi della democrazia nel mondo.

Perché tutti possano percepire il segno di questa svolta legislativa pubblichiamo di seguito il testo integrale della legge (nella traduzione di Federico Ferrone tratta dal sito www.chiesadituttichiesadeipoveri.it). 

Legge fondamentale 19 luglio 2018 (Israele, Stato Nazione del Popolo Ebraico)

1) Principi fondamentali

A. La Terra di Israele è la patria storica del popolo ebraico, in cui lo Stato di Israele si è insediato.
B. Lo Stato di Israele è la patria nazionale del popolo ebraico, in cui esercita il suo diritto naturale, culturale, religioso e storico all’autodeterminazione.
C. Il diritto di esercitare l’autodeterminazione nazionale nello Stato di Israele è esclusivamente per il popolo ebraico.

2) Simboli dello Stato

A. Il nome dello Stato è “Israele”.
B. La bandiera dello Stato è bianca con due strisce azzurre vicino i bordi e una stella di David blu al centro.
C. Il simbolo dello Stato è una Menorah a sette braccia con foglie d’ulivo su entrambi i lati e la scritta “Israele” sotto di esso.
D. L’inno nazionale è l’“Hatikvah”.
E. Ulteriori dettagli sui simboli di Stato saranno determinati dalla legge ordinaria.

3) La capitale dello Stato

Gerusalemme, integra e unita, è la capitale di Israele.

4) Lingua

A. La lingua ufficiale è l’ebraico.
B. La lingua araba gode di riconoscimento speciale nello Stato. La legge regolamenterà l’impiego dell’arabo nelle istituzioni di Stato.
C. Questa previsione non pregiudica lo status riconosciuto alla lingua araba dalle normative preesistenti.

5) Ritorno degli esuli

Lo Stato è aperto all’immigrazione ebraica e al ritorno degli esuli

6) Collegamento con il popolo ebraico

A. Lo Stato si impegnerà affinché sia garantita la sicurezza dei membri del popolo ebraico in pericolo o in cattività a causa della loro ebraicità o cittadinanza.
B. Lo Stato agirà nell’ambito della Diaspora per rafforzare l’affinità fra esso e i membri del popolo ebraico.
C. Lo Stato agirà per preservare il patrimonio culturale, storico e religioso del popolo ebraico fra gli ebrei della Diaspora.

7) Insediamenti ebraici

A. Lo Stato considera lo sviluppo di insediamenti ebraici come valore nazionale e agirà per incoraggiare e promuoverne l’insediamento e il consolidamento

8) Calendario ufficiale

Il calendario ebraico è il calendario ufficiale dello Stato, e sarà affiancato dal calendario gregoriano come calendario ufficiale. L’utilizzo del calendario ebraico e di quello gregoriano sarà disciplinato dalla legge.

9) Giornata dell’Indipendenza e commemorazioni

A. La Giornata dell’Indipendenza (Yom HaAtzmaut) è la festività nazionale ufficiale dello Stato.
B. La Giornata della Memoria per i Caduti in tutte le Guerre di Israele, per le vittime dell’Olocausto, nonché la Giornata del Ricordo dell’Eroismo, sono giorni di commemorazione dello Stato.

10) Giorni del riposo e Shabbat

Lo Shabbat e le festività di Israele sono i giorni di riposo fissati per lo Stato. I non ebrei hanno diritto a rispettare i loro giorni di riposo e le loro festività. I dettagli su questo argomento saranno fissati dalla legge.

11) Immutabilità

Questa legge fondamentale non può essere emendata che da un’altra legge fondamentale, approvata dalla maggioranza dei membri della Knesset.

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