Amitav Ghosh, La maledizione della noce moscata (Neri Pozza, 2022)

In un villaggio, Selamon, di una sperduta isoletta vulcanica dell’arcipelago Banda (Molucche), si consuma nel 1621 uno dei più efferati crimini ad opera di coloni olandesi. Un banale incidente, la caduta al suolo di una lampada nella notte nella moschea brutalmente requisita per accamparvisi, risveglia le paure inconsce dei coloni, timorosi e convinti di un tentativo di vendetta in atto contro di loro da parte dei nativi del villaggio, da tempo invisi e vessati. È l’inizio di un massacro che si conclude in poche settimane, dopo una fiera resistenza dei bandanesi, con la deportazione dei sopravvissuti.

Ghosh parte da questa orrenda pagina di storia di colonizzazione “dell’altra parte del mondo” per descrivere non solo la voracità e la ferocia con cui i coloni occidentali hanno perseguito il loro obiettivo di monopolio del commercio delle ricchezze locali (nello specifico delle Molucche, le spezie: noce moscata, chiodi di garofano, il cui valore a quel tempo in Europa era altissimo, “simbolo invidiabile di lusso e ricchezza, ne bastava una manciata per comprare una casa o un vascello”), ma anche per delineare le differenze di pensiero fra culture diverse con una grande quanto affascinante esplorazione antropologica che si nutre di mille esempi anche vicini nel tempo, e che comunque l’autore riconduce sempre al tempo presente. Differenze fra chi considera ogni cosa, vulcani e fiumi, alberi e insetti, come creature viventi con cui convivere, difendere, compenetrarsi in armoniosa comunione con la natura e chi, in una storia di conquista e sfruttamento dell’uomo sull’uomo e dell’uomo sull’ambiente naturale, ha edificato uno dei primi esempi di capitalismo razziale.

Sir Francis Bacon, in un suo libro scritto proprio negli anni del massacro di Banda, legittima per diritto divino la messa al bando e la proscrizione di “genti degenerate” e sostiene che un paese ben governato gode del diritto assoluto di invadere paesi che sono “degenerati”. Che cosa è questa teoria, si chiede Ghosh, se non l’antesignana della dottrina “dell’interventismo liberale”, invocata più volte negli ultimi decenni per giustificare “guerre per scelta” intraprese dalle potenze occidentali?

Segnalazione di

Paolo Barsi
libraio di Comunardi
via San Francesco da Paola 6, Torino
tel. 011 19785465

comunardi@fastwebnet.it

Gli autori

Paolo Barsi

Paolo Barsi, libraio, gestisce dal 1976 la storica libreria “Comunardi” di Torino

Guarda gli altri post di: