Salvatore Brusca, I Santidiavoli. Nascere e morire nell’età della bioetica (Santelli, 2021)

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Le paure della contaminazione virale e delle sue conseguenze dominano il vissuto pubblico e privato contemporaneo da quasi due anni. I vaccini, se limitano le conseguenze sul piano della malattia, alimentano radicali posizioni di scontro sulla loro obbligatorietà. Questioni di etica e di diritti costituzionali diventano elementi di principio che ricadono sui corpi vivi degli individui e sulla qualità delle loro relazioni. Le questioni sarebbe bene che venissero affrontate lontano da quelle paure, capaci di confondere la lucidità del confronto odierno sulla pandemia.
Così fanno i protagonisti del testo teatrale (che si legge come un romanzo) di Salvatore Brusca, I Santidiavoli. Nascere e morire nell’età della bioetica. Personaggi che vivono gli aspetti della bioetica direttamente sulla loro pelle e su quella dei loro cari, come conseguenze di scelte già fatte (procreazione assistita) e da fare (eutanasia). Atti da valutare nella complessità dei rapporti che legano le proprie vite a quelle degli altri, in riferimento al passato e all’eventualità che l’esistenza prosegua nella malattia. Decisioni da elaborare nel conflitto tra scienza e religione, verità e opportunità, viltà e coraggio. In una narrazione dove il coup de théâtre fa del dramma commedia reale, regalando sorpresa di vita.

segnalazione di:
Pino Sassano
libraio della Libreria Mondadori
corso Mazzini n. 156, Cosenza
tel. 0984.795814
mondadoricosenza@gmail.com
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