Marco Ballestracci, Giocare col fuoco (Mattioli 1885, 2021)

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L’Italia divisa in due, la paura dei bombardamenti, la guerra che imperversa e il fronte che sale verso Nord… Ma il pallone continua a rotolare e a emozionare. Perché quello è il suo compito, divertire e regalare attimi di spensieratezza a un paese in guerra. C’è tanto di romanzesco nel “campionato di guerra” vinto dalla squadra dei Vigili del Fuoco di La Spezia nel 1944, anche se non figura nell’albo d’oro della nostra serie A.
Una scrittura pulita ed efficace questa volta ci porta nel clima acre della fine della guerra, romanzando le vicende private ‒ ma i fatti storici di cui leggiamo sono assolutamente fedeli alla realtà ‒ di quel torneo assolutamente particolare. La voce di Natalino, giovane meccanico lunigianese, assoldato dai Vigili del Fuoco per garantire il funzionamento del camion destinato a trasportare i giocatori su e giù dall’Appennino toscoemiliano, ci racconta storie ‒ sportive e umane ‒ della squadra dei Pompieri di La Spezia, dai faticosi inizi nel loro girone fino al torneo finale e alla trionfale vittoria, all’Arena di Milano, sul favoritissimo Torino.
Il calcio, la storia del nostro paese, l’eroismo e la passione. Lo ha scritto un grande raccontastorie, veneto ma originario del borgo di Filetto in Lunigiana, un amico, Marco Ballestracci ed è la conferma che, parafrasando Brera, il calcio non è solo questione di pedate.

segnalazione di

Martina Franchino
libraia di La Casa dei Libri
corso Laghi, 31, Avigliana (Torino)

tel. 011.9320999
lacasadeilibri@gmail.com

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