Helen Humphreys, Bill, Playground, 2020

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Canwood, cittadina del Saskatchewan (Canada), 1947. Bill è il barbone del villaggio, vive in una tana in cima alla collina circondato da cani ai quali non si premura di dare un nome perché tanto a che serve? Bill è il centro di gravità di una intera esistenza: quella di Leonard Flint, il ragazzino suo unico amico che dodici anni dopo ritroveremo tentare la strada della psichiatria nel tentativo di decifrare il significato profondo delle vite altrui e della propria. Ma Bill è soprattutto una persona con una storia dentro sepolta viva.
In questo racconto affilatissimo niente è come sembra. Solo alla fine si intravede uno spiraglio di verità quando si aprirà per Leonard la possibilità di essere, semplicemente, nonostante tutto. 

segnalazione di
Filippo Scisciani
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