Buongiorno Generale

image_pdfimage_print

Buongiorno Generale, come va?

Sa, qualche anno fa anche io ero d’accordo con lei sulle classi speciali. Mi ricordo che una sera, forse dopo l’ennesimo intervallo solitario a scuola, chiesi a mia madre di iscrivermi ad una scuola “per quelli come me”. Una scuola dove non erano ammesse le persone perfette, quelle che riescono a camminare e parlare come la maggior parte dei compagni e delle compagne; quelle che riescono ad ammiccare a chi gli piace senza sbavare o emettere suoni strani dalla bocca; quelle che per scegliere un locale non devono contare i gradini ma pensare solo a dove il cibo è più gustoso. L’ho chiesto veramente, l’ho desiderato sin dove la mia fede ne fosse capace, di potermi circondare solo di persone che condividessero con me l’essere disabile, l’essere inadatta alla società.

Sinceramente non ricordo cosa rispose mia madre; forse che non sapevo di che stessi blaterando. Fatto sta che in una classe speciale, in una zona lontana da sguardi compassionevoli e sdegnati, io non ci sono mai stata. A scuola ci sono andata insieme agli altri e alle altre, a chi voleva aiutarmi e a chi mi chiamava “mostro bavoso”; a chi aveva bisogno di aiuto e a chi mi offriva sempre un appoggio; a chi si innamorava di ragazzi e a chi di ragazze; a chi andava in chiesa, a chi in moschea, a chi al tempio e a chi non ci andava proprio. Vede, tutte persone diverse; cosa vuole fare una classe diversa anche per loro?

Non importa, chissà se, nel suo piano così ordinato, prevale il mio essere disabile, donna, atea o altro… comunque non rientrerò nelle sue grazie. Vede, quello che mi preme dirle, è che il suo compito, qualora venga eletto, non è quello di portarci indietro ma di condurci avanti; se la complessità la infastidisce così tanto… l’Europa? Sicuro? Lì si potrebbe confrontare con legislazioni molto più aperte ed evolute della nostra, norme che tutelano la Libertà di essere se stessi e di scegliere… altro che le sue classi tutte ben distinte!

Ci tengo, se ha ancora due secondi, a spiegarle perché oggi ringrazio di non essere finita in una classe speciale. Ringrazio perché il confronto con gli altri e le altre, mi ha portato ad essere me, ed esserlo sempre. Perché, vede, senza una scuola PUBBLICA aperta a tutti, non mi sarei mai sognata di poter praticare in un Tribunale vero, né di leggere e studiare su libri ostici; senza una gita scolastica aperta anche a me, non avrei imparato a muovermi e cercare quello che mi piace fuori dalla casa della mia famiglia. Senza una scuola con i normodotati non avrei amici e amiche con cui condividere la passione per lo sport, la montagna, i viaggi o il cinema.

Forse ha ragione lei, però. Non credo neanche io che un disabile (che disabile, poi? Fisico, mentale, sensoriale…) debba competere con un centometrista, ma credo abbia diritto a provarci. Se fossi stata “costretta” a rimanere in una classe secondo le mie possibilità non sarei mai stata atleta, mai consigliera comunale e forse neanche avvocata.

L’handicap con cui mi è capitato di nascere è un limite e lo sarà per sempre. Mi fa sentire inadeguata quando non imparo a sciare, quando non riesco a leggere i miei discorsi in Comune, quando arrivo tardi alle foto di gruppo o quando ci metto troppo a parlare. Mi sento inadeguata quando davanti al ragazzo con cui esco mi impiastriccio la faccia di salsa, o quando non vado al cinema perché è distante e non ho la patente. Mi sentirò sempre inadeguata, come credo possa succedere ad ogni essere umano, perché nessuno mi ha ancora impedito di confrontarmi con altre persone e scoprire lì i miei limiti.

Arrivederci Generale. Non sono una sua elettrice e, neanche, lettrice; non mi convince e sinceramente il suo mondo così ordinato e pulito mi spaventa non poco. Mi adopererò, nelle mie forze, perché lei non vada a rappresentarmi e spero che possa confrontarsi con quella cultura che ha portato all’inclusione scolastica, alla carta dei diritti delle persone con disabilità o ancora le norme contro la discriminazione. Le auguro di avere meno paura delle persone che la circondano!

Arrivederci

Irene Formento, handicappata, donna, attivista politica e molto altro.

Gli autori

Irene Formento

Irene Formento è avvocata a Pinerolo

Guarda gli altri post di:

2 Comments on “Buongiorno Generale”

  1. Complimenti. Una serie di motivi in più per vergognarsi di certa gente che, misteri di questa italietta, riesce ad arrivare tanto in alto. Forse rispecchia il sentire maggioritario di questo paese.. chissà..

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.