Un attacco informatico a Volere la Luna

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Come avete visto il sito non è stato raggiungibile dalle 11.00 circa di venerdì alle 18.00 di ieri (domenica) e anche la newsletter, di cui era in corso l’invio, si è interrotta, per cui una parte dei destinatari non l’ha ricevuta. Molti lettori e lettrici se ne sono accorti e abbiamo avuto numerosi messaggi preoccupati che ce lo segnalavano e ci chiedevano spiegazioni.

La ragione è semplice. Abbiamo subìto un attacco informatico: non gravissimo, nel senso che non è stato infettato il sistema con codice malevolo e non è stato acquisito il controllo dei dati per utilizzazioni improprie, ma tuttavia grave e finalizzato a bloccare il funzionamento del sito. L’attacco non è stato diretto al server condiviso a cui ci appoggiamo ma direttamente a Volere la Luna ed è avvenuto generando un numero abnorme di accessi simultanei tale da rendere ingestibile il sistema. Questa la comunicazione del provider: «Sulla base delle nostre ricerche riteniamo che il problema in questo caso sia dovuto a un attacco DoS (Denial of Service), ovvero un tentativo dannoso di bloccare il tuo sito web attraverso un numero elevato di connessioni simultanee il cui scopo è sovraccaricare il server che ospita il tuo sito. Ci scusiamo per gli eventuali disagi che questo problema potrebbe causarti e desideriamo assicurarti che stiamo facendo tutto ciò che è in nostro potere per mitigare il carico il prima possibile». Il provider ha bloccato il sito per due giorni al fine di evitare ulteriori danni e di ripristinarne la normale funzionalità.

Gli accessi simultanei hanno riguardato alcuni articoli ma il primo ad essere attaccato e con il maggior numero di accessi è stato l’intervista di Loris Campetti ad Ali Rashid pubblicata il 27 ottobre 2023 con il titolo «Una volta in Palestina eravamo fratelli» (https://volerelaluna.it/in-primo-piano/2023/10/27/una-volta-in-palestina-eravamo-fratelli-intervista-ad-ali-rashid/). Ovviamente non siamo in grado di dire se esista un collegamento tra l’attacco hacker e il contenuto dell’articolo ma certo, considerando il clima che ci circonda, la cosa è sospetta e inquietante.

Il nostro webmaster ha immediatamente provveduto ad attivare ulteriori servizi di protezione (di cui trovate traccia in immagini che compaiono all’atto della apertura del sito), pur nella consapevolezza che la loro efficacia non è decisiva.

Abbiamo ritardato questa comunicazione perché il provider ci ha suggerito di aspettare 24 ore per essere certi che il problema non si ripetesse.

È tutto quanto siamo in grado di dire e ci teniamo a informarvene. Con un unico commento: se siamo attaccati da hacker vuol dire che abbiamo raggiunto una visibilità significativa e che quel che scriviamo non passa inosservato… Il che è una buona cosa. Confidiamo che lo spiacevole “incidente” sia uno stimolo non solo a seguirci di più ma anche a diffondere la conoscenza del sito.

 

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