Clima. Ogni ulteriore ritardo significa morte

Volerelaluna.it

17/03/2022 di:

Il 28 febbraio scorso è stato presentato il secondo volume del sesto Rapporto IPCC (Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico). Pubblichiamo di seguito l’intervento svolto a commento dal Segretario generale delle Nazioni Unite António Guterres, importante per la durezza e la denuncia esplicita della responsabilità degli Stati e dei Governi (la redazione)

Ho visto molti rapporti scientifici nella mia vita, ma nessuno come questo. Il rapporto dell’IPCC di oggi è una mappa della sofferenza umana e un’accusa schiacciante al fallimento della leadership climatica. Con fatti su fatti, questo rapporto rivela come le persone e il pianeta sono stati colpiti dal cambiamento climatico.  

Quasi la metà dell’umanità vive nella zona di pericolo – ora. Molti ecosistemi sono al punto di non ritorno – ora. L’inquinamento da carbonio incontrollato sta costringendo i più vulnerabili del mondo a una marcia obbligata verso la distruzione – ora.  

I fatti sono innegabili. Questa rinuncia alla leadership è criminale. I più grandi inquinatori del mondo sono colpevoli di aver incendiato la nostra unica casa.

È essenziale raggiungere l’obiettivo di limitare l’aumento della temperatura globale a 1,5 gradi. La scienza ci dice che questo richiederà al mondo di ridurre le emissioni del 45% entro il 2030 e di raggiungere emissioni nette zero entro il 2050. Ma secondo gli impegni attuali, le emissioni globali sono destinate ad aumentare di quasi il 14% nel decennio in corso. Questo significa una catastrofe. Distruggerà ogni possibilità di rimanere sotto il grado e mezzo di aumento.

Il rapporto di oggi sottolinea due verità fondamentali. 

Primo, il carbone e altri combustibili fossili stanno soffocando l’umanità. Tutti i governi del G20 hanno accettato di smettere di finanziare il carbone all’estero. Ora devono urgentemente fare lo stesso a casa e smantellare le loro flotte carboniere. Quelli del settore privato che ancora finanziano il carbone devono essere tenuti a rispondere. Anche i giganti del petrolio e del gas – e i loro sottoscrittori – sono avvisati. Non potete affermare di essere verdi mentre i vostri piani e progetti minano l’obiettivo del 2050 e ignorano i grandi tagli alle emissioni che devono avvenire in questo decennio. La gente vede attraverso questa cortina di fumo. I paesi dell’OCSE devono eliminare gradualmente il carbone entro il 2030, e tutti gli altri entro il 2040. L’attuale mix energetico globale è finito. Come gli eventi attuali rendono fin troppo chiaro, la nostra continua dipendenza dai combustibili fossili rende l’economia globale e la sicurezza energetica vulnerabile agli shock geopolitici e alle crisi. Invece di rallentare la decarbonizzazione dell’economia globale, ora è il momento di accelerare la transizione energetica verso un futuro di energia rinnovabile. I combustibili fossili sono un vicolo cieco – per il nostro pianeta, per l’umanità, e sì, per le economie.  Una transizione rapida e ben gestita verso le energie rinnovabili è l’unica via per la sicurezza energetica, l’accesso universale e i lavori verdi di cui il nostro mondo ha bisogno. Chiedo ai paesi sviluppati, alle banche multilaterali di sviluppo, ai finanziatori privati e ad altri di formare coalizioni per aiutare le principali economie emergenti a porre fine all’uso del carbone. Questi meccanismi mirati di sostegno sarebbero ben al di là degli attuali obiettivi di sviluppo sostenibile.

Il secondo risultato centrale di questo rapporto è una notizia leggermente migliore: gli investimenti nell’adattamento (cioè nell’adozione di misure adeguate per prevenire o ridurre al minimo i danni prodotti dai cambiamenti climatici, ndr) funzionano. L’adattamento salva delle vite, e quando gli impatti climatici peggioreranno – e lo faranno – aumentare gli investimenti sarà essenziale per la sopravvivenza. L’adattamento e la mitigazione devono essere perseguiti con la stessa forza e urgenza, ed è per questo che ho spinto per arrivare al 50% di tutti i finanziamenti per l’adattamento. Chiaramente l’impegno di Glasgow per il finanziamento dell’adattamento non è sufficiente per affrontare le sfide delle nazioni in prima linea nella crisi climatica. Sto anche premendo per rimuovere gli ostacoli che impediscono ai piccoli stati insulari e ai paesi meno sviluppati di ottenere i finanziamenti di cui hanno disperatamente bisogno per salvare vite e mezzi di sussistenza. Abbiamo bisogno di nuovi sistemi di regole per affrontare questa nuova realtà. Ritardo significa morte. Prendo ispirazione da tutti coloro che sono in prima linea nella battaglia climatica e che si confrontano con le soluzioni. Tutte le banche per lo sviluppo – multilaterali, regionali, nazionali – sanno cosa deve essere fatto: lavorare con i governi per disegnare pipeline di progetti di adattamento “bancabili” e aiutarli a trovare i finanziamenti, pubblici e privati. E ogni paese deve onorare l’impegno di Glasgow di rafforzare i piani climatici nazionali ogni anno fino a quando non saranno allineati a 1,5°C.  

Il G20 deve fare da guida, o l’umanità pagherà un prezzo ancora più tragico. So che ovunque c’è gente ansiosa e arrabbiata. Lo sono anch’io. Ora è il momento di trasformare la rabbia in azione. Ogni frazione di grado conta, ogni voce può fare la differenza. E ogni secondo conta. Grazie. 

La traduzione, tratta dal sito climalteranti.it, è di Claudio della Volpe e Sylvie Coyaud