«L’aiuola che ci fa tanto feroci»

L’aiuola che ci fa tanto feroci,
volgendom’io con li etterni Gemelli,
tutta m’apparve da’ colli alle foci.

Dante Alighieri,
La divina commedia, III, Paradiso,
canto XXII, vv. 151-153

È il punto di svolta della terza cantica della Divina commedia. Il personaggio Dante, guidato da Beatrice, ha raggiunto il settimo cielo, il cielo di Saturno. Di qui, viene innalzato alla sfera delle stelle fisse, nella costellazione dei Gemelli, sotto il cui segno era nato. Prima di procedere verso le meraviglie più eccelse del Paradiso, Beatrice lo esorta a volgere indietro un ultimo sguardo verso il mondo, verso la terra. Il sommo poeta immagina di vederla, girando intorno ad essa insieme alle stelle, proprio come la vedranno gli astronauti, sette secoli dopo: un’aiuola, un piccolo giardino fiorito. Conteso dagli uomini, animali feroci.

Sette secoli dopo, il genere umano ha avvelenato l’aiuola dove è nato e cresciuto. L’aiuola, infetta, ha infettato il genere umano. Invece di unirsi, per condurre a buon fine la cura della duplice infezione, di se stesso e dell’aiuola, il genere umano si è diviso, ancora una volta, per contendersi e dividersi l’aiuola. Ferocemente. Ha messo mano alla più perversa delle sue invenzioni: le armi. Giunge a sfiorare la più folle: l’arma omicida suicida. La distruzione. La fine di tutto, di se stesso e dell’aiuola.

Fermiamoci. Salus mundi suprema lex esto.

27 febbraio 2022

Gli autori

Michelangelo Bovero

Michelangelo Bovero, allievo di Norberto Bobbio, è professore di Filosofia politica nell’Università di Torino. Studioso della filosofia politica antica e moderna e delle teorie politiche e giuridiche contemporanee, si è dedicato in particolare ai temi della democrazia e dei diritti fondamentali. È autore di circa 250 pubblicazioni. Dirige la “Scuola per la buona politica di Torino”. Dal 2007 è titolare onorario della “Cátedra por la democracia y el derecho” presso l’Unitec (Politecnico) di Città del Messico.

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