«Vergognatevi per quel che ci avete fatto!»

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«La situazione è davvero brutta. Tutte le donne che ho sentito, impegnate nel mondo dell’associazionismo per la difesa dei diritti delle donne, stanno lasciando il luogo in cui vivono in cerca di un posto sicuro. Ribadisco: la situazione è estremamente drammatica.

Quello che mi rende molto triste è il fatto che l’Afghanistan e il popolo afghano siano diventati per il mondo unicamente hashtag su Twitter. L’Europa e le Nazioni Unite come il resto del mondo guardano passivamente. Cosa pensano che possa accadere in Afghanistan?

Non ci aspettiamo che sia il Governo afghano a proteggerci. Il Governo non ha nessun piano per noi. Le strade sono piene di persone che scappano e in cerca di cibo. Le persone dormono per strada e lasciano le proprie abitazioni. Le donne afghane non si aspettano che il Governo le protegga. Come già visto in Siria e in Iraq anche in Afghanistan noi donne saremo le vittime di questa guerra.

Vorrei dire a tutto il mondo “vergognatevi” per ciò che avete fatto a noi e all’Afghanistan. Ci prendete in giro e ci usate. Non contiamo più su di voi, non ci fidiamo più di voi. Non vorrei nemmeno parlare con voi perché il tempo per parlare è finito.  

Ci siamo rivolte a voi, vi abbiamo chiesto aiuto, vi abbiamo presentato le nostre richieste, abbiamo fatto di tutto e a voi non è importato nulla di tutto ciò. Gli uomini di potere del mondo che prendono decisioni secondo i propri interessi prendendo in considerazione solo alcune delle nostre richieste, hanno così distrutto tutto quello che abbiamo costruito con fatica. Siete tutti disgustosi.

Tutti i leader del mondo e tutto il mondo, vergognatevi per tutto quello che avete fatto in Afghanistan. Non conto più su di voi perciò non ho nemmeno voglia di rivolgermi a voi. Perché ormai il tempo per parlare è finito. Tutto quello che accade oggi in Afghanistan riporterà il paese a 200 anni indietro. Come riusciremo a sistemare tutto? Io non potrò vedere le cose sistemate, morirò prima. Nemmeno la prossima generazione potrà mai vedere il mio Paese tornare in equilibrio. I giovani se ne andranno, migreranno. Che cosa vi aspettate da loro? Pretendete che rimangano a combattere per essere sconfitti di nuovo? Dovremmo sacrificare l’ennesima generazione per una guerra scoppiata da una stupida decisione? Quanto durerà tutto questo? Forse, fino a quando non saremo tutti morti. È questo quello che sta avvenendo. Non capisco, mi dispiace, non capisco….

Vi ringrazio per avermi dato l’opportunità di dirlo. Siete, tuttavia, tutti disgustosi».

Il testo è la trascrizione di una dichiarazione resa il 10 agosto all’emittente turca TRT World
La traduzione in italiano è di Murat Cinar

3 Comments on “«Vergognatevi per quel che ci avete fatto!»”

  1. questo “urlo disperato nel vuoto” fa riflettere.
    ai tempi dei social media le immagini soppiantano la realta. le vite, le esperienze personali, i drammi non esistono fin quando non esiste un hashtag o qualche foto ad effetto sui media, tipo aeroporto di kabul.
    negli ultimi 20 anni sono morti 160 mila persone. invisibili sui social media occidentali,
    ma sono comunque morte. come invisibili sono i milioni di afghani che hanno vissuto con grosse difficolta, oppressioni e umiliazioni.

    é una situazione drammatica, con radici profonde, che affondano a tempi antecedenti l arrivo dei militari occidentali, che dura da troppo tempo e che adesso rischia di degenerare.

    quello che non capisco e perche in questo urlo non ci sia una sola parola di risentimento verso gli afghani, loro connazionali che “consentono” tutto questo. sembra quasi un dato di fatto, assolutamente immodificabile che il governo non si occupi dei diritti delle donne.

    additare l occidente puo forse servire a solleticare sensi di colpa, in realta l occidente ha provato per VENTI ANNI, con costi elevati sia intermini di vite (militari) e economici, per tentare di ristabilire quello che noi chiamiamo democrazia.
    senza successo, purtroppo.

    appena i gatti se ne sono andati i topi sono tornati immediatamente al potere, con una velocita che fa riflettere su quanto fossero stati realmente sconfitti..

    non conosco la storia di quel paese, qui se ne parla (solo) adesso, sempre in termini molto superficiali, con immagini a effetto.

    conosco la storia del nostro paese e altri paesi che hanno vissuto una dittatura. i partigiani (uomini e donne) hanno rischiato la vita per allontanare i fascisti dal potere e ridarci la liberta, con l aiuto prezioso degli alleati.

    non mi risulta che a quei tempi gli americani fossero visti come nemici, né che fossero additati come responsabili di quanto stesse accadendo a causa del fascismo.

    oggi, e non mi riferisco all Afghanistan che non conosco, si ha l impressione che se ci sono dei problemi nei paesi i primi a scappare sono proprio quelli che potrebbero (dovrebbero?) cercare di cambiare: uomini giovani.

    invece, si cercano vie di fuga, per salvare solo se stessi. spero di sbagliarmi, perche senza l apporto dei civili e delle nuove generazioni, é difficile immaginare che la situazione cambi in meglio…

    1. Parlerei degli americani e non proprio dell’occidente quando si parla dell’intervento straniero in Afganistan. Sopratutto dal 2014 a oggi Washington ha portato avanti i lavori di state-building e addestramento dell’esercito, proprio da sola. La corruzione si è diffusa, il traffico di armi, eroina e persone si è diffuso. Senz’altro ci sono parecchi problemi ed errori commessi dai cittadini e bisogna anche tenere in considerazione l’antropologia etnica e politica del paese ma il modello americano, possiamo dire che ancora per un’altra volta non ha retto. In Iraq, Siria, Libia, Corea, Vietnam, Afganistan…

  2. Hai ragione Mahbouba Seraj, hai una profonda, totale ragione. Ci dobbiamo vergognare e straziarci per ciò che è stato fatto nel tuo paese. Ma la vergogna, lo strazio, non vi faranno liberi. Così come il pianto di Biden, pianto che un pessimo attore avrebbe recitato meglio. Biden, acclamato quando è stato eletto, si è subito dimostrato un presidente scadente. Così come tutti i protagonisti della politica,internazionale, italiana, che non sono mai stati così scadenti come oggi. Come del resto i cittadini che accettano, subiscono qualunque imposizione. Se noi cittadini occidentali non siamo in grado di cambiare le cose nei nostri paesi “democratici”, come si può accusare i cittadini afgani di non cambiare le cose, davanti a tanta ferocia?
    Come è possibile che tutto questo sia accaduto? Gli americani vogliono essere gli sceriffi del mondo, ma come vediamo riescono solamente a creare odio, violenza, morte, miseria. Hanno cercato di rendere “democratici” i paesi del medio oriente e del nord africa, con i risultati drammatici che tutti conosciamo. Con l’appoggio europeo sia chiaro. Ma mi chiedo come sia possibile che sappiano tutto cio che fanno gli altri paesi, nelle più nascoste parti del modo, che riescano a conoscere, a trovare, ad uccidere i mandanti dell’attentato all’aereoporto nel giro di poche ore, ma non sono riusciti a prevedere la marcia su Kabul dei talebani al momento del ritiro degli occidentali, la cui decisione è avvenuta mesi prima. E cosa si aspettavano un comportamento civile? Come mai non è stato previsto un piano di evacuazione dei cittadini con tempo adeguato? e in ultimo come mai non hanno adottato misure di sicurezza straordinarie intorno all’aereoporto? Il tempo c’è stato da quando i talebani erano ancora lontani. A me pare proprio strano.
    Mahbouba Seraj auguro a te e i tuoi frateli afghani di trovare il coraggio, la forza e i mezzi per riuscire a portare il tuo paese ad un livello civile. Non come il nostro occidente, venduto ai potenti del commercio e delle multinazionali. Governato da persone scadenti che non hanno la capacita, la lucidità, l’interesse di fare il meglio per le persone. Auguro a tutti voi di riuscire a trovare la libertà e di diventare un paese diverso dai nostri, che possa in un prossimo futuro diventare d’esempio per tutti. Imparare a comportarvi in modo da non dovervi vergognare come noi.

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