Il mondo all’incontrario della viceministra Bellanova

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Sabato scorso la viceministra alle Infrastrutture e mobilità sostenibile Teresa Bellanova ha chiesto le mie dimissioni da rettore dell’Università per Stranieri di Siena (ma lo sarò solo da ottobre) perché non so «tenere la lingua a freno».

È davvero gravissimo che un membro del Governo si permetta di violare l’autonomia dell’università, con l’intenzione di reprimere l’espressione di una libera opinione, garantita a tutti (e perfino ai rettori) dall’articolo 21 della Costituzione. O si vuol chiedere di nuovo ai professori un giuramento di fedeltà al regime?

Avevo scritto su Twitter: «È un segnale infallibile, da anni: il #pontesullostretto è lo stigma di mafiosi, corrotti, mestatori, politici finiti, venditori di fumo, berlusconiani nativi e di ritorno, telepredicatori del progresso de noantri, servi dei padroni, sviluppisti d’antan, sauditi e pennivendoli». È la mia opinione, argomentata prima in tanti articoli e libri: ritengo che il Ponte sullo Stretto sia ormai il manifesto ideologico del peggio di questo Paese. Oltre ad essere esattamente il contrario di quella sostenibilità (ambientale, economica, sociale) che la vice ministra dovrebbe servire.

Spero che la sua uscita sia solo un incidente, dovuto all’evidente analfabetismo istituzionale che caratterizza gran parte della cosiddetta classe dirigente italiana. Ed è, del resto, solo l’ennesimo episodio in cui la politica italiana mostra la sua insofferenza verso la libera espressione del pensiero dei professori universitari. Un tema sul quale bisognerà presto tornare a discutere: senza nasconderci l’oggettiva complicità di un’università sottomessa, e preoccupata solo di difendere la propria immagine (il brand), secondo il modello aziendalistico che ha ormai introiettato.

Le porte dell’università sono, comunque, aperte a tutti: anche alla senatrice Bellanova. Frequentandola, potrebbe scoprire che l’università serve a nutrire il dissenso, a combattere il pensiero unico, a costruire strumenti per criticare il potere.

Non è mai troppo tardi.

Tomaso Montanari

Tomaso Montanari insegna Storia dell’arte moderna all’Università per stranieri di Siena. Prende parte al discorso pubblico sulla democrazia e i beni comuni e, nell’estate 2017, ha promosso, con Anna Falcone l’esperienza di Alleanza popolare (o del “Brancaccio”, dal nome del teatro in cui si è svolta l’assemblea costitutiva). Collabora con numerosi quotidiani e riviste. Tra i suoi ultimi libri Privati del patrimonio (Einaudi, 2015), La libertà di Bernini. La sovranità dell’artista e le regole del potere (Einaudi, 2016), Cassandra muta. Intellettuali e potere nell’Italia senza verità (Edizioni Gruppo Abele, 2017) e Contro le mostre (con Vincenzo Trione, Einaudi, 2017)

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3 Comments on “Il mondo all’incontrario della viceministra Bellanova”

  1. il ponte sullo stretto porta in Sicilia, terra splendida e famosa anche per i pupi siciliani.

    i [pupi sono simpatici personaggi da teatro di strada, portano il sorriso nei loro spettacoli.
    dietro le quinte ci sono i pupari, personaggi che stanno nell ombra e che li muovono e li comandano. agli occhi deglii spettatori il pupo sembra muoversi da se ed esprimersi in autonomia. quando in realta tutti sanno che il pupo “esprime” esclusivamente la volonnta del puparo.

    se questo é il contesto teatrale, si puo immaginare apparire sulla scena un soggetto che si muove autonomamente e che esprime proprie idee, addirittura in contrasto con quelle del puparo?

    improbabile, lo spettacolo dei pupi perderebbe il proprio fascino e, forse, sarebbe in pericolo, e il pupo apparirebbe come tale, con tutti i suoi limiti.

    tornando a nord dello stretto e nella realta, la fondatezza, la condivisibilitá delle opinioni espresse dal Prof. Montanari (o da chiunque altro) non c’entrano affatto, secondo me.

    la liberta di opinione riguarda tutti i cittadini indistintamente e non deve avere standard o filtri qualitativi, é sancita dalla Costituzione sulla quale tutti i Ministri della Repubblica hanno giurato fedelta. non é una mera formalitá, il rispetto della Costituzione é il presupposto imprescindibile in una democrazia repubblicana. se si va oltre si esce dai confini della democrazia.

    un Ministro dovrebbe aver ben noti i limiti e la portata del proprio agire. esprimersi in liberta quasi auspicando l “epurazione” di persone che hanno l unica colpa di avere opinioni diverse dalle proprie (o da quelle che porta avanti…) non é consono al suo ruolo istituzionale e ricorda tempi molto bui della nostra storia.

  2. Bravissimo Prof., ottima risposta a chi vive di arroganza ed è ormai passata da sindacalista al servizio dei potenti. Che misera classe politica.

  3. Bravo prof Montanari . Questa ministra esprime il peggio della ignoranza presuntuosa ed è grave che vanti un passato ( ma sarà trapassato remoto) da sindacalista. Forse quello sarebbe stato jn guolo a Lei più congeniale . Da ministra fa veramente vergognare

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