A margine del “Giorno del ricordo”: la palude italiana

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L’Italia è un Paese bellissimo, unico per ricchezze culturali e paesaggistiche, ma è infestato da una palude piena di miasmi ammorbanti, di mafie, di corruzione, di fellonia di molti esponenti delle classi dirigenti, di trame dei servizi segreti deviati, di privilegi immondi e, ultimo ma non il meno importante, del miasma da liquame nero che è il revanscismo fascista. Questa pandemia si esprime a vari livelli: le violenze, le scritte antisemite, gli squadristi dei nostri tempi, ma anche le indulgenze e i revisionismi da talk show e kermesse varie e le sconce riabilitazioni di un criminale, traditore e disonorato, come Benito Mussolini o del ventennio in cui i fascisti hanno perpetrato crimini di ogni genere.

È in questo contesto che a ogni ricorrenza del cosiddetto “Giorno del ricordo” si scatena la gazzarra revanscista di fascisti, fascistoidi, retori, opportunisti e sedicenti pacificatori. Per questo occorre essere chiari.

Ogni volta che ho parlato della vexata quaestio delle foibe, ho premesso il più assoluto rispetto per qualsiasi vittima innocente e il suo pieno diritto a vedere riconosciuta giustizia per il suo martirio. Non solo. Penso, in generale e con riferimento agli orrori della Seconda guerra mondiale, che i colpevoli, persino i più criminali ed efferati, abbiano diritto a un giusto processo concesso da uno Stato di dritto e che la loro pena, per quanto dura, debba rientrare in un quadro di civiltà giuridica. E, nello specifico, esprimo la più piena vicinanza e solidarietà per gli esuli istriani e l’orrore per la loro tragedia.

Chiarito questo, ribadisco con la più determinata certezza che la responsabilità assolutamente principale di tutto ciò che è accaduto nel secondo conflitto mondiale è della peste nazifascista (https://volerelaluna.it/in-primo-piano/2019/02/14/von-banditen-erschossen-su-mattarella-e-le-foibe/). Ciò non significa che non ci siano altri responsabili. Ma i nostalgici e gli eredi del fascismo hanno titolo a fare una sola cosa: tacere e vergognarsi! I nazisti tedeschi, i fascisti italiani e gli ustascia (i fascisti croati) hanno commesso ogni sorta di crimini: dalla guerra stessa a massacri, pulizie etniche, assassinii di massa, torture, campi di concentramento e di sterminio, crimini razzisti. L’elenco non cesserebbe mai (https://volerelaluna.it/in-primo-piano/2019/02/15/memorandum-per-il-presidente-mattarella/).

Quali potevano essere le conseguenze di questi orrori? Non bisogna essere dei grandi storici per capirlo.

Il “Giorno del ricordo” ha dignità solo se si espunge dalla sua celebrazione qualsivoglia tentativo di revanscismo filofascista o anche semplicemente nostalgico. Non permettiamo a chi fa apologia di un regime criminale di strumentalizzare il dolore delle vittime e dei loro cari. Le istituzioni vigilino per impedire che si permettano tali strumentalizzazioni e si facciano paralleli con gli incommensurabili orrori dei crimini nazifascisti (https://volerelaluna.it/rimbalzi/2020/02/12/foibe-lagguerrito-esercito-della-negazione-della-storia/).

La Costituzione italiana è antifascista. In questo senso è divisiva e deve esserlo. Essa afferma che i fascisti sono esclusi dalla vita democratica italiana. Eppure – ciò che è più grave per il nostro martoriato Paese – le connivenze, le indulgenze, le trame sotterranee, le massonerie deviate, i fascisti non giudicati insediati nei gangli vitali come i servizi segreti e i neofascisti usati per impedire le trasformazioni nel segno della giustizia sociale della nostra democrazia ci hanno devastato e continuano a farlo: con gli attentati della lunga stagione stragista, con la criminalità organizzata, con il terrorismo e con il revanscismo sempre in agguato.

Moni Ovadia

Moni Ovadia è un attore, drammaturgo, scrittore e compositore di famiglia ebraica. Tale ascendenza influenza tutta la sua opera, diretta al recupero e alla rielaborazione del patrimonio artistico, letterario, religioso e musicale degli ebrei dell’Europa orientale. Politicamente impegnato nella sinistra è profondamente critico nei confronti della politica ultranazionalista del Governo di Israele e impegnato nella difesa dei diritti della Palestina e dei palestinesi.

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3 Comments on “A margine del “Giorno del ricordo”: la palude italiana”

  1. Chiarissima analisi della feccia fascista. Totalmente d’accordo col grande Moni.

  2. Noto un peccato di omissione storica.L’Autore della condivisa analisi cita gli ”istriani” come uniche vittime dell’esodo.E noi dalmati?

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