Terre rare e colpi di Stato frequenti

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Gli strumenti che usiamo quotidianamente, come lo smartphone o il notebook, molto probabilmente contengono indio, stagno e terre rare (minerali definiti green, volutamente ignorando le attività inquinanti svolte per accumulare e usare energia a basse emissioni) sullo schermo; litio, cobalto e grafite nella batteria; metalli preziosi e semipreziosi come oro, argento o rame per le connessioni; tantalio, gallio, arsenico, fosforo e antimonio nei circuiti integrati e nei loro componenti semiconduttori e tungsteno e terre rare come disprosio, promezio, neodimio, per altoparlanti e unità di vibrazione. Oltre che nell’elettronica di consumo, ritroviamo questi materiali in tecnologie come pannelli solari, veicoli elettrici e turbine eoliche. Il litio è presente nelle batterie dei prodotti elettronici di consumo e nelle auto elettriche o ibride.

La fonte più importante di sua estrazione e produzione al mondo sta nel cosiddetto “Triangolo del Litio”, situato tra Bolivia, Cile e Argentina. L’estrazione di questo minerale richiede un uso intensivo di acqua dolce, problema gravissimo in una delle regioni più aride del pianeta dove parte della popolazione dipende direttamente dall’agricoltura di sussistenza. I problemi legati all’esaurimento delle falde acquifere hanno già creato un movimento di opposizione che, ad esempio, è recentemente riuscito a paralizzare le operazioni di SQM (il secondo più grande estrattore di litio al mondo e principale fornitore di batterie per i prodotti Apple) nei depositi di Atacama in Cile (1). Le ultime elezioni politiche in Bolivia hanno ripristinato in modo democratico ed esemplare il governo del MAS, il Movimento al Socialismo, sconfiggendo lo schieramento che aveva sostenuto il golpe dopo la vittoria di Evo Morales alle elezioni presidenziali dell’ottobre 2019. Questa volta Evo non ha potuto candidarsi perché esule all’estero e si è candidato un suo giovane ministro, Luis Arce. Secondo molti commentatori una delle ragioni era il controllo della estrazione del litio, metallo essenziale per i nuovi accumulatori di energia. Anche in Messico sono presenti dei giacimenti di minerali di litio.

I presidenti del Messico e della Bolivia pongono in evidenza la necessità, ma anche le difficoltà, di affermare la sovranità dei loro paesi su una risorsa essenziale per la riorganizzazione di parte importante della fase del consumo di energia (2). In una conferenza stampa assieme al presidente boliviano Luis Arce, il presidente messicano Andrés Manuel López Obrador ha evidenziato l’interesse del suo governo a sfruttare i giacimenti di litio di cui dispone il Paese, valutando la possibilità di una maggiore partecipazione all’estrazione del metallo le cui riserve sono concentrate a Sonora. La Bolivia, va ricordato, ha le maggiori riserve del cosiddetto petrolio del futuro, tanto ambito oggi nel mondo. Arce ha ricordato che il controllo delle risorse naturali è una questione strategica e ha affermato che il predominio sul litio era l’obiettivo economico alla base del colpo di Stato che nel novembre 2019 ha costretto l’ex presidente Evo Morales e membri del suo gabinetto ‒ lui compreso ‒ all’esilio in Messico. López Obrador ha riconosciuto che il ruolo del governo nel settore sarà inevitabilmente limitato dalla resa sfrenata dei suoi predecessori, che hanno concesso vasti tratti del territorio nazionale per produrre oro, argento, rame, litio e, principalmente, per speculare sul mercato finanziario. Per entrambi i leader, la gestione di questo minerale altamente strategico non può essere lasciata all’arbitrarietà del mercato mondiale, ma deve essere soggetta a meccanismi di regolamentazione nazionale per garantire un contributo allo sviluppo industriale e tecnologico delle aree in cui si trovano i depositi e per favorire il paese nel suo insieme, la sua sovranità energetica e il benessere di tutti i cittadini. López Obrador ha sottolineato che la sfida sarà trovare la formula per stabilire un quadro normativo virtuoso in un contesto in cui 35 dei 36 progetti esistenti per la produzione di litio a livello messicano sono in mano a società straniere. Si dovrà inoltre evitare di fornire un pretesto alle aziende interessate per organizzare campagne di boicottaggio legale come quella che si sta svolgendo contro la legge sull’industria elettrica. Durante l’incontro, entrambi i presidenti hanno espresso la loro comunione di intenti sulla giustizia, la libertà, la liberazione dal classismo e dal razzismo per affermare l’uguaglianza, la sovranità dei loro paesi e rifiutare il neoliberismo. Arce ha ricordato i progressi sociali della Bolivia prima del complotto del 2019 e del freno ai progetti di industrializzazione del litio a causa del colpo di Stato: «per noi era assolutamente chiaro che l’obiettivo economico del colpo di stato era controllare il litio. Ora i negoziati sono stati riavviati, soprattutto con la Germania, perché il controllo delle risorse naturali è una questione strategica per garantire un meccanismo di ridistribuzione del reddito».

Leggiamo in queste settimane del golpe dei generali in Myamar ma è difficile ritrovare nei commenti e negli articoli degli organi di informazione la notizia che in quel paese c’è oltre il 10% delle riserve mondiali di terre rare, detenute per i due terzi da Cina (il 40% delle riserve), Usa e Australia. Se, poi, approfondiamo le ragioni dei conflitti armati nella Repubblica democratica del Congo scopriremo che una di queste è proprio il controllo di alcune delle terre cosiddette “rare” e di altri minerali come il cobalto (le miniere in Congo sono tra le più importanti al mondo).

Si tratta, in tutti questi casi, di materiali indispensabili per la riorganizzazione delle produzioni di energia e degli strumenti per la produzione, trasporto e consumo ormai svolti sempre più con le tecnologie della digitalizzazione. Per il loro controllo, in tempi moderni, non sono necessarie le cannoniere degli Stati coloniali, basta il potere finanziario internazionale e fornire le armi alle oligarchie locali, solo come extrema ratio si usano i bombardamenti aerei. Comunque è politica coloniale. E solo nel 2019 sono stati assassinati 212 attivisti in difesa della terra e dell’ambiente (3).

 

NOTE:

1) Horacio Machado Aráoz https://ctxt.es/es/20210401/Firmas/35738/litio-agua-BMW-mineria-Argentina-Livent-energia-combustibles.htm

2)  Articolo di Gerardo Villagrán del Corral, antropologo e economista messicano, associato al Centro Latinoamericano di Analisi Strategica https://rebelion.org/el-litio-y-la-soberania-mexico-y-bolivia/

3) https://www.globalwitness.org/en/campaigns/environmental-activists/defending-tomorrow/

Fulvio Perini

Perini Fulvio, sindacalista alla CGIL, ha collaborato con la parte lavoratori, Actrav, dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro.

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