“Diario Persiano”: l’Iran al di là delle apparenze

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Carlo Grande non è mai stato un giornalista “comodo”: ha sempre inseguito la notizia oggettiva e la verità, a costo di farsi dei nemici, e di pagare di tasca propria. Lo dimostra anche oggi, che è in pensione, e che, spinto dal desiderio di capire e di approfondire, ha realizzato un documentario sull’Iran. Quell’Iran che i media mainstream ci presentano unicamente come paese della mancanza di libertà, meritevole di sanzioni internazionali e potenziale costruttore di bombe atomiche, coerentemente con l’informazione di regime secondo cui tutto ciò che non si adatta ai nostri canoni occidentali, a capitalismo e consumismo è brutto e cattivo. l’Iran invece si presenta come un grande paese, ricco di storia, di tradizioni e anche di contrasti forti nella sua attuale realtà: tutto questo emerge, appunto, dal Diario Persiano (non è un caso che si parli di “Persia” e non di “Iran”), frutto di un viaggio di Grande in quel paese nell’ottobre 2022 e di una serie di interviste da lui raccolte per comprendere meglio quella realtà.

«L’Iran, Paese tormentato e misterioso, con un popolo straordinario». Così lo definisce Grande nel corso del documentario, e tutte le immagini e le parole sono appunto volte ad immergersi in quella realtà. Perché se è vero che in Iran vi è un regime religioso con gravi limitazioni alla libertà e che non ha rispettato le attese del suo popolo (prima fra tutte la ridistribuzione delle ricchezze), è anche vero che nelle corde degli iraniani alberga tutt’altro che una mentalità chiusa e intransigente. Gli iraniani sono invece aperti, hanno un carattere dolce e gentile, anche nei confronti degli stranieri e sono ricchi di una cultura che è scandita dalla poesia. Anzi, tutti i grandi momenti della vita di un persiano sono scanditi dalla poesia e la poesia amalgama le altre arti, la scienza, la filosofia, la medicina. L’aver abbracciato l’Islam non ha eliso il legame con lo zoroastrismo, come dimostrano il culto del fuoco e l’amore per l’acqua. Infine, se è vero che l’Occidente esercita un’attrazione nei confronti del popolo iraniano, non necessariamente quest’ultimo ambisce al consumismo e all’abbandono delle proprie radici. Tutt’altro. L’Iran è come se si trovasse in una terra di mezzo: stretto nel regime e desideroso di un cambiamento, senza necessariamente approdare sulle nostre rive.

Diario Persiano verrà proiettato in anteprima al Cinema Massimo di Torino il 25 marzo prossimo alle 19.30, nell’ambito del Glocal Film Festival (https://www.glocalfilmfestival.it/diario-persiano/).

Gli autori

Fabio Balocco

Fabio Balocco, nato a Savona, risiede in Val di Susa. Avvocato (in quiescenza), ma la sua passione è, da sempre, la difesa dell’ambiente, in particolare montano. Ha collaborato, tra l’altro, con “La Rivista della Montagna”, “Alp”, “Meridiani Montagne”, “Montagnard”. Ha scritto con altri autori: "Piste o peste"; "Disastro autostrada"; "Torino. Oltre le apparenze"; "Verde clandestino"; "Loro e noi. Storie di umani e altri animali"; "Il mare privato". Come unico autore: "Regole minime per sopravvivere"; “Poveri. Voci dell’indigenza. L’esempio di Torino”; "Lontano da Farinetti. Storie di Langhe e dintorni"; "Per gioco. Voci e numeri del gioco d'azzardo". Collabora dal 2011, in qualità di blogger in campo ambientale e sociale, con Il Fatto Quotidiano.

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One Comment on ““Diario Persiano”: l’Iran al di là delle apparenze”

  1. Trovo opportuno il commento al film “Diario Persiano “, che mi piacerebbe molto poter vedere a Roma, dove abito. Condivido le riflessioni di Balocco: un paese come l’Iran – e non solo quello – va guardato in modo complessivo e approfondito, cercando di attivare un atteggiamento di reale comprensione per ciò che non corrisponde al nostro modo di vedere o alle nostre priorità. Purtroppo il tanto strombazzato valore della diversità culturale non corrisponde spesso alla reale disponibilità a confrontarsi con la diversità nella sua concretezza. Vorrei aggiungere all’elenco del grande patrimonio culturale persiano, oltre alla poesia e alle altre arti, anche la musica.

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