Transizione

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Transizione

Sono vecchio, tra poco cominciano gli 81, sono sempre stato, dall’adolescenza in poi, un accanito lettore di giornali, ma in tutta la mia vita non ho mai visto un appiattimento al potere dominante come quello che ci è dato subire dall’inizio della guerra in Ucraina. Se si escludono “il manifesto” e “Il Fatto”, e qualche sito on line, tutti gli altri mezzi di informazione (cosiddetta: in realtà di propaganda) sono appiattiti, come nemmeno ai tempi della Guerra Fredda, sulla linea statunitense e della Nato. Cioè di chi è alle origini della tragedia ucraina. Certo, Putin non è difendibile da nessun punto di vista e l’assalto all’Ucraina, nelle sue feroci modalità, è un’infamia di cui si spera lui pagherà il prezzo. Ma non si può dire non fosse prevedibile.

Al crollo dell’Unione Sovietica ci furono accordi precisi, a Malta nel 1989, tra Gorbačëv e George H.W. Bush, in base ai quali la NATO (la cui esistenza, come dice lo storico Richard Sakwa, “si giustifica col bisogno di gestire le minacce provocate dal suo allargamento”) non avrebbe mai esteso verso Est la propria giurisdizione. (Ma Clinton nel 1997 avrebbe poi ammesso nella NATO l’ Ungheria, e nel 1999 la Polonia e la Repubblica Ceca…). E nel 2008 George W. Bush invitò l’Ucraina ad aderire, “stuzzicando l’orso che dorme” come scrive il grande linguista, ma anche acuto osservatore e militante politico, Noam Chomsky in Perché l’Ucraina (Ponte alle Grazie, 2022). Il quale prosegue “Germania e Francia opposero il loro veto all’incosciente invito di Bush, invito che però non è mai stato tolto dal tavolo” (p.33) e anzi addirittura confermato da una Dichiarazione congiunta di partenariato strategico Stati Uniti-Ucraina del 1° settembre 2021: “l’ennesimo atto per colpire l’orso in piena faccia” (Chomsky, pp.120 -121). Anzi, è stato addirittura ripreso dall’ “eroe” Zelensky e forse è stato proprio questo l’incentivo finale all’invasione putiniana, conforme al nobile esempio che l’Occidente a guida americana ha dato in Iraq, in Libia (abbiamo già dimenticato l’ignobile mattanza che eliminò Gheddafi?), in Serbia, in Kosovo, in Vietnam… e l’elenco sarebbe lunghissimo. Probabilmente si sarà detto: “Perché loro sì e io no?”. Ma nessuna strage ha mai avuto lo spazio che i nostri quotidiani dedicano alle atrocità ucraine, tanto meno, per fare un solo esempio, quelle che lo Stato di Israele, allargandosi sempre più nel corso degli anni, ha inflitto e infligge ai palestinesi.

Forse fa parte della propaganda bellica il sadico accanimento con cui l’informazione documenta gli orrori ucraini, anche con foto, molte delle quali sembrano costruite per suscitare e incrementare sdegno e commozione più che per testimoniare gli orrori della guerra, di tutte le guerre: George Grosz e Otto Dix sono lontani.… Anche le “nostre” guerre: chi ricorda più il bombardamento anglo-americano che in due giorni, nel febbraio 1945, usando anche bombe incendiarie, distrusse totalmente la splendida città di Dresda? O i bombardamenti su Milano tra il 1943 e il 1944: città sventrata, industrie rase al suolo, montagne di macerie? Certo è che nessuna guerra recente, nemmeno quella vietnamita del secolo scorso, è stata così enfatizzata dalla stampa e dai vari mezzi di comunicazione quanto questa sciagurata che offende e incrina un ordine mondiale basato sulla supremazia degli Stati Uniti. Che col “National Defense Authorization Act del presidente Biden (…) mira a creare una catena ininterrotta di Stati sentinella armati dagli Stati Uniti che si estende dal Giappone e dalla Corea del Sud nel Pacifico Settentrionale fino all’Australia, alle Filippine, alla Tailandia e a Singapore nel Sud e all’India sul fianco orientale della Cina.” (Chomsky, p.125) Ma allora siamo realmente convinti che la NATO non abbia delle responsabilità in questa guerra? E Zelensky che voleva aderirvi? Ma allora è esagerato pensare che questi siano soltanto i prodromi del passaggio egemonico da Ovest a Est del pianeta, che dopo più di cinque secoli di Atlantico e di supremazia anglo-americana si stia aprendo l’era del Pacifico? L’indifferenza di tre quarti del globo per la tragedia ucraina sembrerebbe confermarlo.

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Gli autori

Gianandrea Piccioli

"Una lunghissima esperienza alla guida di marchi storici, prima Garzanti, poi Sansoni, più tardi Rizzoli, ancora Garzanti, a settant’anni è considerato uno dei grandi saggi dell’editoria («Ma che esagerazione, sono solo capitato fra le due sedie: dopo i grandi e prima del marketing»), cresciuto alla Corsia dei Servi, l’eretica libreria milanese che negli anni Sessanta mescolava Bellocchio e padre Turoldo. Passo resistente da montanaro, è abituato a scalare le vette impervie di giganti quali Garboli o Garzanti, Steiner o Fallaci. L’editoria che incarna è molto diversa da quella attuale, «per imparare il mestiere non ti portavano a fare i giochi di ruolo in luoghi esotici». Quasi dieci anni fa la decisione di lasciare, «perché il mondo era cambiato e non riuscivo più a intercettare il mutamento». Oggi il suo sguardo appare molto nitido, nutrito di letture meticolose condotte nel buen retiro di Rhêmes o nel silenzio di Casperia, un borgo medievale nell’alta Sabina. «La crisi dell’editoria è una crisi culturale. Si fanno troppi libri, molti anche interessanti, ma oscurati dalla censura del mercato. E soprattutto le case editrici hanno rinunciato a un progetto, a una visione complessiva che suggerisca un’interpretazione del mondo»" [da https://ilmiolibro.kataweb.it].

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One Comment on “Transizione”

  1. Anch’io sono vecchio, un po’ meno, ma comunque vecchio abbastanza. Sarà per questo che non riesco a capire affermazioni quali “Certo, Putin non è difendibile da nessun punto di vista e l’assalto all’Ucraina, nelle sue feroci modalità, è un’infamia di cui si spera lui pagherà il prezzo. Ma non si può dire non fosse prevedibile”. Ed ecco il ma. Prevedibile cosa? Ammesso e non concesso che l’analisi che porta a questa conclusione sia corretta, prevedibile (e quindi in parte giustificato, come recita il sottotesto), vuol dire che basti sentirsi minacciato per bombardare il territorio governato legittimamente da chi si suppone ti minaccia? Avevo un’altra idea del diritto internazionale. Ma sicuramente si deve alla mia età: mi dovrò aggiornare.
    Nel 2003 Terry Jones dei Monty Python scrisse una lettera molto divertente che non ha mai perso di attualità, la cui lettura consiglio per cercare di introdurre un po’ di sana consequenzialità nella discussione. Comincia così:
    “Sono davvero entusiasta dell’ultima ragione di George Bush per bombardare l’Iraq: sta finendo la pazienza. E anche io!”
    https://www.theguardian.com/world/2003/jan/26/usa.iraq

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