Frida. Viva la Vida!

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Il docu-film “Frida. Viva la Vida”, diretto da Giovanni Troilo, presentato al 37° Torino Film Festival – Sezione Festa Mobile sarà nelle sale cinematografiche italiane solo il 25, 26, 27 novembre. È una produzione Ballandi Arts e Nexo Digital in collaborazione con Sky Arte. Il docu-film racconta Frida Kahlo. È l’attrice Asia Argento a condurre lo spettatore alla scoperta  della pittrice, con parole della stessa Frida: lettere, diari e confessioni private. Nel docu-film è possibile vedere in sei capitoli per la prima volta fotografie, vestiti e altri oggetti personali di Frida conservati negli archivi del Museo Frida Kahlo normalmente non accessibili al pubblico, oltre alle stampe originali delle fotografie scattate da Graciela Iturbide durante l’apertura del bagno di Frida nel 2004. La colonna sonora del docu-film è del  compositore e pianista Remo Anzovino, che anche scritto la canzone “Yo te cielo (cancion para Frida)”, il cui titolo proviene da una celebre lettera di Frida. La canzone è cantata da Yasemin Sannino, accompagnata dalla tromba di Flavio Boltro. Il link con il trailer del docu-film è il seguente: https://www.youtube.com/watch?v=hnqoWsXLKxY.

Magdalena Carmen Frida Kahlo y Calderón nacque a Coyoacán,un quartiere di Città del Messico, il 6 luglio 1907. Nel suo diario nel 1940 scrisse: «Ricordo che avevo cinque anni quando avvennero le tragiche dieci giornate, decena tragica. Con i miei stessi occhi sono stata testimone della battaglia dei campesinos zapatisti contro Carranza». Frida per sempre si identificò con la rivoluzione messicana del 1910-1920. Durante la sua vita incontrò alcune persone che ebbero un ruolo nei primi decenni del secolo scorso: il muralista Diego Rivera, che amò, il politico Leone Trotsky e Tina Modotti, fotografa e rivoluzionaria.

Con lei Frida Kahlo spartì molte cose, tra cui la passione politica e, soprattutto, un’ amicizia intensa. Frida si vestì a lungo da rivoluzionaria europea, in grigio e nero, nello stile austero, elegante e inconfondibile di Tina, ed è così che la ritroviamo in tante foto di quel periodo. Tina, in cambio, scattò alcune tra le più belle e memorabili fotografie di Frida e Diego e contribuì all’iconografia del loro mito.

Lola Alvarez Bravo, amica di Tina Modotti e anche lei ottima fotografa, scattò molte foto di Frida. Sono sue le fotografie fatte a Frida Kahlo alla Casa Blu di Coyoacan tra il 1944 e il 1946. Frida aveva subito vari interventi chirurgici in quegli anni, e Lola scattò foto che raccontano con tenerezza quelle carni, le cicatrici e le ossa spezzate sotto la pelle. Imparò a trattare i corpi come materia metamorfica, come trame di lana, ragnatele rigide, muri scabri, gabbie fatte di ferro e di pelle al sole. Nel 1953 Lola Alvarez Bravo organizzò nella sua galleria una mostra su Frida Kahlo. Frida partecipò all’inaugurazione stesa a letto. Aveva una gamba amputata sopra il ginocchio.

Nel 1954 Frida si ammalò di polmonite e, ancora convalescente, contro il parere del proprio dottore, prese parte a una manifestazione contro l’intervento dell’imperialismo nord americano in Guatemala.

Poco dopo, il 13 luglio, morì nella sua casa azul a Coyoacán.

About Francesco Cecchini

Francesco Cecchini, nato a Roma ha frequentato sociologia a Trento e Urbanistica a Treviso senza laurearsi perché impegnato in militanza politica, prima nel “Manifesto” e poi in “Lotta Continua”. Nel 1978 abbandona la militanza attiva e decide di lavorare e vivere all’estero. Dal 2012 scrive. La sua esperienza di aver lavorato e vissuto in molti paesi e città del mondo (Aleppo, Baghdad, Lagos, Buenos Aires, Boston, Algeri, Santiago del Cile, Tangeri e Parigi) è alla base di un progetto di scrittura: una trilogia di romanzi ambientati Bombay, Algeri e Lagos. Traduce dalle lingue che conosce come esercizio di scrittura. Collabora con “Ancora Fischia il Vento”. Vive nel Nord Est.

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