Prima della pioggia

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Giornata di sondaggi – probabilmente gli ultimi in chiaro (poi ci dovremo affidare a quelli “clandestini”) di cui si può vedere una rassegna completa sul sito di Huffington post.

Apre in prima Repubblica con Demos di Diamanti e con numeri shock: 21,9% Pd – 16,3% Forza Italia – 27,8 Movimento 5 stelle. Ergo – come dice il titolo, Nessuna maggioranza possibile. Segue il Corriere con Nando Pagnoncelli e cifre non dissimili: 22,6% Pd – 16,3 Forza Italia – 28,7 5 Stelle – Ergo, ancora, Il governo non si vede. Chiude la fila dei giornaloni di sistema, La Stampa con Piepoli (in seconda però) e qualcosa in più al Pd fissato al 24,5%, quasi lo stesso a Forza Italia col 16% e un qualcosa in meno ai 5 Stelle 27 netto,  dietro al titolo Vittoria della destra o pareggio. Sarà una battaglia all’ultimo voto.

Perplessi e comunque prudenti tutti i commenti. “A due settimane dal voto prevale l’incertezza – tautologizza Diamanti – gli elettori indecisi sono circa il 45%. Troppi per formulare ipotesi precise”, Ma comunque sulla tendenza le cose sono abbastanza chiare: “il vento spira verso destra. Insieme alla ‘quarta gamba’ il centro-destra raggiunge il 35%. Ma il partito con più consensi rimane il M5S. Il Pd invece perde punti.  “Rischio ingovernabilità commenta invece Pagnoncelli i propri stessi dati – E’ questo il quadro che emerge dai sondaggi Ipsos. Al Centrodestra andrebbero 283 seggi, 152 al Movimento Cinque Stelle e 158 al centrosinistra. Non ci sarebbero, quindi, i numeri per una maggioranza, salvo intese larghissime.” Ugo Magri, aggiunge poi una “scoperta” sconcertante:  che “pure tornando indietro di due mesi… le percentuali di allora dei tre schieramenti erano grosso modo le stesse. Il calo del Pd e l’avanzata berlusconiana (con conseguente sorpasso di Forza Italia sulla Lega) risalgono a prima di Natale. Dopo di che nessuno ha avuto più un guizzo, uno scatto, un colpo d’ala”.  Nemmeno gli sconvolgenti fatti di Macerata hanno spostato granché (la Lega rimane dovunque uguale al mese prima o perde qualche decimale, idem FdI). Nemmeno la grottesca speculazione politico-gionalistica su “rimborsopoli” (M5S è sostanzialmente stabile e secondo il Sondaggio Index pubblicato dal Fatto crescerebbe ancora di uno 0,3%: Il caso rimborsi del P5S? Fa guadagnare voti)

A sinistra del Pd clima uggioso e nebbie in val Padana. Liberi e Uguali ottiene un 6,1 da Diamanti (era al 6,9 a gennaio, al 7,6 a dicembre, forse  per effetto “Grasso che cola”…) – 6,1 anche da Pagnoncelli (6,4 e 6,6 nei due mesi precedenti, con una discesa più morbida ma sempre in discesa; 6,5 infine, con andamento stabile, da Piepoli. Potere al Popolo, invece, non compare sui radar delle grandi piattaforme sondaggistiche che lo relegano tra gli “altri” che stanno al 6,4% per Diamanti (comprendendo però tutti i “minori” compresa la lista Bonino, Insieme, i Civici popolari, Csapound, con un’incremento di 0,9 punti sul 2017), all’1,8 per Pagnoncelli (che vi comprende solo quelli che stanno solo su valori decimali come Casapound, Forza Nuova e Pap), e aggirittura allo 0,2% per Piepoli che specifica “Casapound, Potere del popolo (sic), ecc.” – Un quadro che dunque non permette riflessioni se non la constatazione che evidentemente a sinistra del Pd si pesca tutti nello stesso bacino di voti senza evidentemente riuscire ad “aggredire” il grande serbatoio dell’astensione e del voto di protesta “grillino” e incidendo marginalmente sulla fascia degli “indecisi”  la cui composizione è stata censita da Antonio Noto e pubblicata sul Fatto quotidiano (L’esercito elettorale di riserva: gli indecisi tentati da M5S e Pd: il 40% sarebbe orientano verso il M5S, il 30% al Centrosinistra, il 17% al centrodestra, il 6% a Liberi e uguali e il 4% a Potere al popolo…

 

Marco Revelli

E' titolare delle cattedre di Scienza della politica, presso il Dipartimento di studi giuridici, politici, economici e sociali dell'Università degli Studi del Piemonte Orientale "Amedeo Avogadro", si è occupato tra l'altro dell'analisi dei processi produttivi (fordismo, post-fordismo, globalizzazione), della "cultura di destra" e, più in genere, delle forme politiche del Novecento e dell'"Oltre-novecento". La sua opera più recente: "Populismo 2.0". È coautore con Scipione Guarracino e Peppino Ortoleva di uno dei più diffusi manuali scolastici di storia moderna e contemporanea (Bruno Mondadori, 1ª ed. 1993).

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