Un appuntamento europeo per la pace

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Il triangolo di Weimar (Macron, Scholz e Tusk) ha deciso la fornitura di missili a lungo raggio agli ucraini. Putin ha aumentato del 68% per il 2024 le spese militari della Russia. A più voci ministri e politici russi agitano lo spettro dell’impiego nucleare. Macron risponde in piena sintonia nella sua solitaria presa di posizione per l’impiego nucleare europeo, aggiungendovi la possibile necessità dell’invio di truppe sul terreno ucraino. Nel 2022 la spesa legata al riarmo è stata di 2240 miliardi di dollari (fonte SIPRI). Il riarmo è questione importante nell’economia dell’apparato industrial-militare globale, è fattore di crescita economica e sul piano strategico costringe nella sua corsa gli avversari meno dotati economicamente a uno sforzo che alcuni sperano porti (come avvenne per l’URSS) al loro collasso economico. Corsa al riarmo anche come strumento di impoverimento del nemico quindi. In questa fase di de-globalizzazione non governata, la superiorità militare è funzionale a definire ambiti di ri-globalizzazione parziale (ossimoro) per aree di influenza. Il potere ormai multipolare si scontra economicamente e militarmente per definire e ridefinire nuovi perimetri ove esercitare il controllo mentre si stanno organizzando su scala più ampia scenari in potenza di nuovo bipolari (Occidente egemonico Vs. Brics per la de-dollarizzazione). Un negozio di cristalli dove i frantumi del neoliberismo provano di nuovo ad addossare i costi della propria ristrutturazione ai popoli del sud del mondo e agli strati meno tutelati del nord.

O si ferma questo delirio o guerre morti e miseria saranno i compagni di viaggio dell’umanità nei prossimi anni. Nel 2022 il fatturato delle 15 maggiori imprese nell’industria degli armamenti è stato di 777 miliardi di dollari con un aumento di 76 miliardi rispetto all’anno prima. Contemporaneamente il cambiamento climatico, l’innalzamento dei mari, le inondazioni e la siccità riducono i raccolti e rendono insicuri i fabbisogni alimentari per centinaia di milioni di abitanti del pianeta. Nel 2023 783 milioni di persone hanno sofferto di fame cronica e 333 milioni di insicurezza alimentare mentre nel mondo ci sono risorse per 12 miliardi di persone a fronte di una popolazione di 8,73 miliardi (dati ONU). Il declino dell’accesso al cibo è la fonte primaria delle migrazioni. Una società mondiale che si confronta ancora militarmente senza occuparsi di sfamare i suoi abitanti e salvaguardare le risorse del pianeta nasconde gli squilibri facendoci individuare sempre nuovi nemici che minacciano le nostre piccole certezze. Siamo in mano ad oligarchie senza scrupoli, l’80% del capitale azionario globale è nelle mani del 2% degli azionisti (E. Brancaccio) che fondano i loro privilegi su questo insostenibile modello di sviluppo.

Le prossime elezioni europee danno una possibilità. Va costruito un appello europeo che rilanci il tema “L’Europa ripudia la guerra” e ribadisca la richiesta di ridurre le spese militari; che proponga un immediato cessate il fuoco sui teatri di conflitto; che proponga di istituire fasce Nuclear Free tra Unione Europea e Russia e nei paesi del Mediterraneo. I partiti europei che si richiamano al disarmo si impegnino a presentare su questi punti appositi ordini del giorno al Parlamento Europeo; nei contesti nazionali le forze e i movimenti per la pace e il disarmo debbono chiedere ai Governi e ai Parlamenti atti di de-escalation militare. Queste alcune linee sicuramente non esaustive e da ampliare ma vanno coordinati gli impegni per riportare al centro del dibattito la Pace con le sue implicazioni economiche, sociali, ambientali, di sicurezza e di redistribuzione. Va convocato un appuntamento di soggetti politici personalità e movimenti europei per condividere una carta di valori basata su denuclearizzazione, disarmo, tutela dell’ambiente e che avvii campagne per una cultura pacifista transfemminista e ambientalista. O irrompe nella scena sociale e politica la cultura ambientale pacifista e che fa delle diversità un valore o, con l’attuale assetto a totalitarismo maschile e strapotere degli apparati industrial-militari, le guerre e le vittime continueranno per i decenni a venire.