Piemonte. Vite che non possono essere “sospese”

La Regione Piemonte annuncia la sospensione degli assegni di cura per i non autosufficienti, causa ritardi e inadempienze nazionali. Tecnici e politici sono allergici alla parola “tagli”. Preferiscono usare il termine “sospensione”, come se le persone malate potessero mettere tra parentesi la loro vita e i loro bisogni, in attesa di un tempo che non arriva mai: quello in cui le risorse ci sono anche per loro.

Torino. Il rovescio delle “zone rosse”

Le “zone rosse” e l’intensificazione dei controlli di polizia dovrebbero, secondo le intenzioni dichiarate dal Governo, arginare il degrado delle città e dare sicurezza ai cittadini. Il realtà il loro effetto è spesso opposto. Lo dimostra un intervento di militari a volto coperto in un giardino torinese che ha cercato di intimidire gli operatori presenti e impaurito, allontanandoli definitivamente dall’area, bambini, mamme e nonni.

Il grattacielo di Ferrara: una storia paradigmatica

Il grattacielo è il simbolo dell’altra Ferrara. Inaugurato nel 1958, per inserire un elemento di modernità verticale nel contesto di una città fatta di edifici medievali e rinascimentali, e destinato ai ceti medio-alti, è presto diventato insediamento di immigrati e marginali. Aprendo una contraddizione nella città fino allo sgombero, nei mesi scorsi, di 800 famiglie. A dimostrazione della mancanza di politiche lungimiranti.

Firenze: se una mattina d’inverno un viaggiatore

È accaduto a Firenze un sabato di febbraio. Nella zona un tempo di accoglienza dei più fragili. Lì sorgeranno appartamenti vista-duomo a ventimila euro a metro quadro. Collocati in alto perché i super ricchi possano godere del panorama. E la città si è svegliata. I proprietari di fronte hanno aperto le loro case a centinaia di estranei, li hanno fatti affacciare a un ex cielo e ringraziati. Non è molto ma si sentono meno soli.

Torino. Comala e le politiche per la città

C’è, a Torino, una realtà che ha accompagnato la trasformazione della vecchia città operaia in città universitaria riuscendo nella difficile scommessa di salvaguardare valori di socialità, di solidarietà, di partecipazione politica. Si chiama Comala e gestisce un grande spazio di aggregazione giovanile in una ex caserma. Ma per l’amministrazione cittadina è ora che Comala passi la mano e che tutto sia gestito da altri.

Firenze città operatrice di pace

La pace è a rischio, a livello planetario, come mai negli ultimi decenni. E Firenze lancia un appello che si ricollega alla tradizione di Giorgio La Pira, di Mario Primicerio, di padre Ernesto Balducci e di molti altri. Di nuovo “Firenze città operatrice di pace” per un impegno concreto e corale contro il riarmo e per la rinascita di una cultura della non violenza a partire dalle scuole e fino all’invio di ambasciatori di pace nel mondo.