Lettera aperta alle “madamine” SÌ TAV

Pensare che, per uscire dalla crisi in atto, si debba puntare tutto sulla Nuova Linea Ferroviaria Torino-Lione ha più a che fare con il gioco d’azzardo che con una visione strategica. Questa prospettiva è un’illusione spacciata per soluzione a dispetto delle smentite dei fatti e dei dati.

Orgogliosi eredi della civiltà alpina

Gentile signora favorevole (senza sapere bene perché) al TAV, quando l’8 dicembre, tra le vie dritte della sua Torino, scostando annoiata le tende di casa sua, noterà una folla arrabbiata ma festante con bandiere No TAV, ascolti bene! Perché lì ci sarà tutta la gente di montagna che, ostinata, non ha mai smesso di marciare.

TAV, no grazie

Il progetto economico e politico sottostante al TAV Torino-Lione non è la soluzione della crisi che attraversa Torino ma ne è una parte. Per questo dire di no alla sua realizzazione significa tutelare l’ambiente e la salute e, insieme, aprire un nuovo capitolo di ripresa sobria, sostenibile e duratura.

Le sette madamin che di TAV nulla sanno

Le sette signore che il 10 novembre hanno organizzato la manifestazione torinese pro TAV dichiarano allegramente di non conoscere gli aspetti tecnici dell’opera. Per questo ben rappresentano quel partito trasversale convinto a priori e senza dati che il progresso passi per le grandi opere e i grandi eventi…

In piazza, l’8 dicembre!

L’8 dicembre, quando ci sarà, a Torino, la manifestazione No TAV, bisognerà essere in tanti, tantissimi. Bisognerà rispondere alla piazza di sabato scorso con gli argomenti ma anche con i numeri. Per questo nessuno dovrà dire: «se c’è lui io non vengo».