Noi e la zona rossa

La Zona rossa non è solo l’Italia. È ciò che il pianeta ha posto a propria tutela, tentando di mettere l’uomo in quarantena. Sperando che non sia troppo tardi e che questa drammatica vicenda ci offra, una volta usciti dalla quarantena, l’opportunità di cambiare finalmente rotta e stili di vita, di lavoro e di consumo.

L’acqua mancherà: razioniamola

La rete degli acquedotti è, nel nostro Paese, un vero colabrodo: si perdono lungo la penisola 6,5 milioni di litri al minuto. Eppure non si fa nulla per modificare la situazione: si continua con grandi opere inutili che disperdono le sorgenti e si evitano provvedimenti adeguati per disincentivare gli sprechi.

Va bene l’Emilia, ma la Calabria?

Se Salvini perderà in Emilia Romagna sarà un bene. Ma più grave ‒ politicamente, storicamente e moralmente ‒ sarà la sua vittoria in Calabria. Altro che Bologna, Catanzaro doveva – potrebbe ancora? ‒ essere la “nuova Stalingrado”! Pensateci, amici calabresi. Pensateci fino a domenica.

Non c’è cambiamento senza utopia

Una risposta non emergenziale ai bisogni del Paese richiede alcune condizioni: l’incontro e il dialogo tra i movimenti emergenti e un grande piano di difesa e di rilancio del territorio che parta dalle comunità locali e coinvolga nativi e migranti. Utopia? Forse sì, ma necessaria e senza alternative.