C’era una volta l’informazione

Tra gli effetti del Covid-19 c’è anche un ulteriore scadimento dell’informazione (che già non versava in buono stato). Ormai passano solo certe notizie e manca totalmente la critica. I media sono totalmente asserviti al potere e i giornalisti, se vogliono conservare il posto di lavoro, si trasformano in valletti accondiscendenti.

Il lavoro offeso

La situazione del lavoro e dei lavoratori è, nel Paese, drammatica. Non è più tempo di ammiccamenti e compromessi. Occorre, come hanno detto i lavoratori della GKN, costruire «un’unica piazza per le vertenze, le scuole, i precari, i disoccupati di questo paese»: contro le delocalizzazioni, per un salario minimo europeo, fino allo sciopero generale nazionale.

“Patria o morte”

Il titolo di questo intervento può sembrare retorico e nazionalista, quindi tipicamente di destra: ma era il motto di Ernesto Guevara. Ed è un motto giusto anche qui e ora. Le decisioni politiche che hanno il massimo effetto sulla vita delle persone vengono prese a livello nazionale. Questo, dunque, deve essere il terreno del massimo impegno per la sinistra.

Il green pass? Attenti al virus dell’intolleranza

Da vaccinato, ritengo che il green pass sia un errore. Ma ancor più mi preoccupa il crescere dell’intolleranza nei confronti di chi la pensa diversamente. I problemi complessi necessitano di analisi articolate, non di tifoserie. E invece stiamo creando un mondo diviso tra buoni e cattivi, responsabili e untori, consapevoli e soldatini orwelliani.

Occidente: tramonto o crisi epocale?

Mai come in questi mesi si realizza la conclamata agonia del capitalismo, incapace di affrontare i problemi epocali che stanno emergendo. Ma questa agonia non porta necessariamente con sé il tramonto dell’Occidente, nella cui cultura millenaria occorre piuttosto scavare se vogliamo coltivare “il sogno di una cosa”.

Avere cura della sinistra

La vitalità della società civile non si è tradotta, in questi anni, in proposta politica da portare in ambito istituzionale. E si è ampliata così la frattura tra la società e istituzioni. In questo quadro si deve operare, anche con una vena di utopia, per costruire un soggetto politico veramente nuovo. È difficile ma necessario.

2021: il trilemma oggi

Difficile trovare il giusto compromesso tra gli interessi che governano il mondo. Iperglobalizzazione, sovranità, democrazia non possono coesistere. Almeno uno soccombe. O forse a sopravvivere è solo un governo centrale basato sull’imperio della finanza, con svuotamento dei governi nazionali e dei parlamenti.

Cambiare la società senza conquistare il potere

Il capitalismo globale della sorveglianza non è né riformabile né governabile. Allo stesso modo, la crisi della democrazia della rappresentanza è irreversibile. Una sinistra degna di questo nome non può che stare all’opposizione e agire per dilatare le contraddizioni del sistema e per costruire l’opposizione sociale.