Insegnare, un mestiere preso nella gabbia del genere

Esiste una discriminazione di genere che non esclude ma che, anzi, seleziona le donne come soggetti ideali per far slittare verso il lavoro di cura un intero settore, quello dell’istruzione, che, soltanto a parole, è vitale per il Paese. Se il mestiere dell’insegnante fosse attrattivo, non ci sarebbe alcuna ragione per una così schiacciante preponderanza femminile.

Il massacro della guerra e le ragioni della resistenza

Sono confuso. So che la guerra è sempre un massacro. Ma il mio primo riflesso, in questo mese, è stato di provare ammirazione per la resistenza ucraina e di ritenere giusto aiutarla anche con l’invio di armi. Perché, se la comunità degli Stati non è in grado o non vuole cancellare le premesse della guerra, resistere, per chi è aggredito è un diritto umano.

Perché sono per l’invio di armi all’Ucraina

L’invasione dell’Ucraina è un crimine. Ma come reagire? Marco Revelli indica come priorità assoluta quella di fermare la guerra. E aggiunge che, a questo fine, non serve l’invio di armi ai combattenti ucraini ma una trattativa. Non ne sono convinto. La priorità è, piuttosto, fermare Putin e le sue mire espansionistiche, che sono incoraggiate da atteggiamenti arrendevoli.

L’autorevolezza perduta del Parlamento (a margine del bis di Mattarella)

La rielezione di Mattarella, dopo quella di Napolitano, induce ad alcune riflessioni. Certo un doppio mandato presidenziale (potenzialmente di complessivi 14 anni) non è tranquillizzante, ma il vero problema è la perdita di centralità di chi elegge il presidente, cioè del Parlamento. A ripristinare quella centralità perduta dovrebbero essere dedicate le prossime riforme.

Visco, Bonomi e il convitato di pietra

Il governatore della Banca d’Italia Visco e il presidente di Confindustria Bonomi si muovono in sintonia: la redistribuzione della ricchezza è lo scoglio più insidioso, la ricetta per uscire dalla crisi pandemica è sempre solo l’incremento della produzione, se i lavoratori vogliono qualche briciola si adattino ad accettare il “riformismo competitivo”. E il sindacato?

“Insorgiamo Tour”, i temi sul tappeto

Gli operai della GKN di Firenze hanno iniziato l’“Insorgiamo Tour” in giro per l’Italia. È un’occasione preziosa per fare rete solidale e favorire relazioni politiche e sociali proficue. Ma è anche uno stimolo a riflettere su quel che ci aspetta: un futuro incerto in cui non sarà lo Stato a salvarci e in cui è difficile individuare anche cosa e come produrre.

L’insostenibile leggerezza della “normalizzazione”

Anche il dizionario della pandemia si sta aggiornando continuamente e si parla sempre più di convivere con la pandemia e di normalizzare l’emergenza. Ma ciò con cui si dovrebbe convivere è, a ben guardare, il “capitalismo dei disastri”. E, purtroppo, c’è poco da appellarsi all’ottimismo della volontà ché a prevalere è, piuttosto, il pessimismo della ragione.

C’era una volta l’informazione

Tra gli effetti del Covid-19 c’è anche un ulteriore scadimento dell’informazione (che già non versava in buono stato). Ormai passano solo certe notizie e manca totalmente la critica. I media sono totalmente asserviti al potere e i giornalisti, se vogliono conservare il posto di lavoro, si trasformano in valletti accondiscendenti.