Lavorare per il re di Prussia

Sulle pensioni, o meglio sui contributi versati dai lavoratori italiani, è stata caricata in questi anni una quota significativa del debito pubblico. Contemporaneamente si è presentata la previdenza come un grande sperpero. Il tutto per mettere impunemente le mani sulle risorse dei lavoratori.

La Corte costituzionale e il Jobs act

Con la sentenza n. 194/2018, la Corte costituzionale ha sconfessato l’impostazione del Jobs Act, che puntava a fare del licenziamento un semplice “costo” predefinito per l’imprenditore trascurando ogni collegamento con la situazione concreta del lavoratore. L’auspicio è che ciò serva come indicazione per il futuro.

Belle parole e salari da fame: il caso H&M

Le donne che lavorano nelle fabbriche del colosso dell’abbigliamento H&M in India, Turchia, Cambogia e Bulgaria ricevono salari da fame. Alla denuncia della Campagna Abiti Puliti l’azienda risponde rivendicando una “strategia di salario equo e solidale”. Ma intanto le cose non cambiano.

Precari in Università

Le biblioteche dell’Università di Torino – come molta parte degli istituti culturali – si reggono sul lavoro di personale esternalizzato: da decenni nella stessa struttura o servizio, ma sempre precario. L’abitudine è tale che non si coglie più neppure la contraddizione dei termini. È tempo, finalmente, di voltare pagina.

«Qui si lavora, non si fa politica»

La conferma da parte della Cassazione del licenziamento di cinque operai Fiat che nel 2014 inscenarono, per protesta, il funerale di Marchionne davanti allo stabilimento di Pomigliano afferma un dovere di fedeltà dei lavoratori verso l’azienda che segna un ritorno agli anni ’50.