Belle parole e salari da fame: il caso H&M

Le donne che lavorano nelle fabbriche del colosso dell’abbigliamento H&M in India, Turchia, Cambogia e Bulgaria ricevono salari da fame. Alla denuncia della Campagna Abiti Puliti l’azienda risponde rivendicando una “strategia di salario equo e solidale”. Ma intanto le cose non cambiano.

Precari in Università

Le biblioteche dell’Università di Torino – come molta parte degli istituti culturali – si reggono sul lavoro di personale esternalizzato: da decenni nella stessa struttura o servizio, ma sempre precario. L’abitudine è tale che non si coglie più neppure la contraddizione dei termini. È tempo, finalmente, di voltare pagina.

«Qui si lavora, non si fa politica»

La conferma da parte della Cassazione del licenziamento di cinque operai Fiat che nel 2014 inscenarono, per protesta, il funerale di Marchionne davanti allo stabilimento di Pomigliano afferma un dovere di fedeltà dei lavoratori verso l’azienda che segna un ritorno agli anni ’50.

Morire di lavoro

Ogni anno tre milioni di persone muoiono, nel mondo, a causa del lavoro. È una sorta di bollettino di guerra, Peraltro largamente incompleto. Mancano, infatti, i dati dei lavoratori non registrati e quelli, ingenti, di chi muore anni dopo per le cosiddette malattie professionali.