Genova. No, non siamo reduci

A Genova, nel luglio del 2001 si riunivano gli “otto grandi” per esibire le proprie certezze, la promessa di un pianeta in continuo progresso grazie al dominio del profitto, della finanza, della crescita infinita. Allora apparentemente siamo stati sconfitti. Ma avevamo ragione noi e oggi è sempre più chiaro che bisogna cambiare rotta per uscire dall’incubo della guerra infinita e del disastro climatico.

Dopo di me il diluvio

Draghi è caduto vittima del suo orgoglio e del suo sentirsi superiore alle regole della democrazia. Ha trasformato in tragedia il dissenso di una parte delle forze che lo sostenevano, si è dimesso pur avendo ottenuto la fiducia con una maggioranza assoluta ed è tornato in Senato per ottenere una incoronazione trionfale. Così è caduto nella trappola, che non si sarebbe mai aspettato, tesagli dal centrodestra.

Lo stigma del pacifismo e l’insostenibile concretezza delle armi

L’eterogeneità delle critiche rivolte ai “pacifisti” rivela che la contraddizione è negli occhi di chi guarda: di chi si lava la coscienza chiedendo armi che altri useranno. Noi, la “sinistra occidentale”, sappiamo poco dell’Europa dell’est; ma conosciamo bene il nostro mondo e il suo assolutismo amorale che pretende di dominare sull’intero globo con l’unica concretezza che conosce: quella del denaro, e delle armi.

Italia, colonia Usa “a sua insaputa”

L’interesse dell’Italia e degli italiani è che la guerra in Ucraina finisca al più presto. Perché, dunque, vi partecipiamo? Non per motivi ideali se, parallelamente, stringiamo accordi con un dittatore sanguinario come Erdogan. Forse solo perché siamo sostanzialmente un satellite, o una colonia, degli USA che alla prosecuzione della guerra hanno un interesse geopolitico.

La NATO e la sindrome del dottor Stranamore

Con il summit di Madrid del 29-30 giugno la NATO si è definitivamente trasformata da alleanza politico-militare in gendarme mondiale legittimato all’uso della forza, al di fuori dei vincoli del Patto atlantico e della Carta delle Nazioni Unite. Non solo, ma con l’individuazione di un nemico stabile e irredimibile, ha messo in atto una vera e propria dichiarazione di guerra.

Il diritto all’aborto, le costituzioni, la lotta per i diritti

La sentenza della Corte Suprema degli Stati Uniti che ha cancellato il diritto di aborto è, per diversi aspetti, illuminante. Dice, in particolare, che i diritti non sono dati per sempre, ma vivono nella storia e sono l’esito di lotte e rapporti di forza. Certo, ci sono le Costituzioni, ma anch’esse possono essere oggetto di interpretazioni riduttive o abbandonate, sovrastate da una differente egemonia.