Agli Europei non far sapere, ovvero il “mondo libero” e la censura

Un regolamento del Consiglio dell’UE, adottato con carattere di temporaneità all’indomani dell’invasione russa dell’Ucraina e poi diventato permanente, mette fuori legge nel territorio dell’Unione le trasmissioni di “Russia Today” e di altre emittenti russe. La violazione del divieto è considerata un reato punito con pena detentiva. E’, all’evidenza, una censura che può rappresentare l’inizio della fine del “mondo libero”.

“Si è rotta internet”: l’incredibile vicenda di Autistici/Inventati

Autistici/Inventati è da 25 anni una delle poche esperienze di autogestione digitale italiana. Fino a ieri, quando l’Amministrazione Usa l’ha inserita tra le “organizzazioni terroristiche globali” perché colpevole di “offrire i suoi strumenti e servizi solo a soggetti appartenenti alla sinistra radicale”, inibendole così la prosecuzione dell’attività. Ad essere sotto attacco è la libertà di tutti.

Woke all’italiana. A proposito di un “allarme” di Giuseppe Conte

Giuseppe Conte lancia un allarme contro “gli eccessi” della cultura woke che impedirebbero alla sinistra di prestare la dovuta attenzione alle urgenze delle fasce più deboli. Difficile non condividere la denuncia delle omissioni e dei ritardi della sinistra, ma ancor più difficile è collegarli a un eccesso di attenzione ai diritti civili anziché all’adesione ai paradigmi neoliberisti. Meglio sarebbe tornare alla Costituzione.

Non Dio, Patria e Famiglia, le loro ombre

“Dio, Patria, Famiglia” è uno slogan che attraversa la storia. A tenerne assieme gli elementi è la paura amministrata come risorsa politica. Si sceglie un nemico (lo straniero, il diverso, il nucleo familiare non conforme) e lo si presenta come minaccia all’ordine religioso, nazionale, familiare. Criticare l’impostazione non significa attaccare la fede, la patria o la famiglia, ma escluderne un uso come strumenti di potere.

Nella guerra delle banche la politica naviga a vista

Due mesi dopo la scalata di Intesa Sanpaolo al vertice dei gruppi bancari del Paese, Monte dei Paschi tenta una contromossa dalle incerte prospettive. In questo complesso scenario la politica naviga a vista: mentre il Governo appoggia Monte dei Paschi, ma con oscillazioni e crepe, la segretaria del Pd si spinge a dire che la politica deve evitare di intervenire nelle questioni bancarie e lasciar decidere al mercato. Incredibile ma vero.

Ben Gvir, l’odio e la morte eretti a sistema

Difficile trovare un uguale al gusto di mortificare, torturare, uccidere esibito dal Ministro per la sicurezza nazionale di Israele Itamar Ben-Gvir (un gusto evidentemente condiviso da un Governo che ha tollerato i brindisi per la pena di morte ai palestinesi, la trasformazione delle esecuzioni in spettacoli, la richiesta di eliminare 30-40 gazawi per notte). Al fondo di questa deriva non c’è che Auschwitz e chi lo amministrava.

Le ragazze dell’atletica (e non solo): il nostro futuro

Gli europei di nuoto e di atletica e, prima ancora, la pallavolo, ci hanno mostrato delle atlete di seconda generazione o arrivate in Italia in giovane età bravissime, intelligenti, spigliate, orgogliose di essere italiane. Non vedono le differenze che alcuni italiani propongono, sono il contrario della cupezza mortuaria fascista. Nuotano, corrono, saltano, giocano, palleggiano, si innamorano, ignorano i confini. Sono il nostro futuro.

L’intelligenza artificiale e l’apprendista stregone

Di recente la cronaca ha riportato, con toni fantascientifici, la notizia che un modello sperimentale di OpenAi ha violato il sito Hugging Face. L’incidente, pur ancora da chiarire compiutamente, è la dimostrazione empirica che, quando chiediamo a queste macchine di trovare la soluzione a ogni costo, rischiamo di ottenere ciò che abbiamo chiesto ma nel modo in cui meno avremmo voluto.

Val Susa, Italia: cosa c’è dietro l’angolo

Gli scontri al cantiere del TAV di Chiomonte hanno riacceso i riflettori sulla linea ad alta velocità Torino-Lione. Con alcuni elementi di novità: l’ulteriore stretta repressiva contro l’opposizione, la sempre più evidente inutilità e irrealizzabilità dell’opera, la necessità di una riorganizzazione del movimento no Tav, per tenere insieme radicalità e capacità di aggregare. Ci aspetta una stagione impegnativa, in gran parte da inventare.

Elogio dell’identità impura

L’identità viene spesso presentata come una statua antica da custodire e difendere dalla polvere, dal tempo, dagli stranieri. Ma le identità reali non sono mai pure. Sono sempre il risultato di sedimentazioni, incontri, conflitti, migrazioni, ibridazioni, resistenze. L’identità non è una reliquia: è una continuità in trasformazione. Non vive perché resta immobile, ma perché riesce a mutare senza diventare irriconoscibile.