Genova 2021: quelle torture impunite

A 20 anni dal G8 di Genova gli operatori di polizia responsabili di violenze e torture sono rimasti di fatto impuniti anche sul piano disciplinare. E ciò nonostante le richieste di interventi adeguati dei competenti organismi europei. Chiamati a scegliere tra un possibile conflitto con gli apparati di polizia e la violazione della Costituzione, i Governi hanno scelto la seconda alternativa.

Affidare l’orientamento scolastico alle imprese?

Negli anni ’50 del secolo scorso i bambini, a 10-11 anni, venivano selezionati tra chi era ammesso alla scuola media, chi era destinato alla scuola professionale e chi era avviato precocemente al lavoro. Oggi, con la Carta di Genova sull’orientamento scolastico, si propone un ritorno a un’analoga selezione, differita alla fine dell’adolescenza e demandata direttamente alle aziende.

Splendori e miserie dell’Occidente

Il Summit per la democrazia organizzato dal presidente Biden alimenta la favola dell’Occidente come culla della libertà investito della missione di portare la democrazia nel mondo. Peccato che questa culla di democrazia comprenda, tra gli altri, l’Arabia Saudita e l’Egitto e che costruisca muri all’insegna dello slogan “immigrazione zero”.

Dove ci porta il PNRR?

Abbiamo un Piano. Anzi, addirittura un Piano quinquennale, il PNRR. Ma è bene non farsi illusioni. Il vero piano sembra quello di rafforzare il dominio del mercato, del privato sul pubblico, con l’aiuto di più ingenti risorse pubbliche. Questo l’esito dell’analisi delle diverse “missioni” curata dalla Scuola per la buona politica e da Volere la Luna.

Questione abitativa e politiche della casa

In Italia il disagio abitativo non è un’emergenza ma una caratteristica strutturale conseguente all’alto costo degli affitti (che, insieme alle spese connesse, incide per il 31,5% delle spese delle famiglie) e alla carenza di offerta pubblica di edilizia popolare. Eppure nel Recovery Plan le risorse destinate ad alloggi sociali ammontano a soli 500 milioni (pari allo 0,5% del totale).

Troppa solidarietà per Emilio: deve tornare in carcere!

Laboratorio Val Susa. Con un blitz spettacolare e surreale, Emilio Scalzo, esponente No Tav colpito da un mandato di arresto europeo per un fatto commesso in una manifestazione in Francia, viene prelevato da casa, dove si trova agli arresti domiciliari in attesa di estradizione, e tradotto in carcere: non per violazione di obblighi ma per le iniziative di solidarietà in corso nei pressi di casa sua.