Salute, farmaci, vaccini

L’assemblea dell’OMS in tema di covid-19 non ha prodotto risultati apprezzabili e la ricerca di farmaci-vaccini procede con lentezza e sconta il peso di ingenti interessi economici. Intanto è sempre più chiaro che i farmaci sono solo un pezzo di un intervento che deve avere ad oggetto i diritti e la cura dei soggetti più fragili.

Ripartire all’insegna del cemento?

La parola d’ordine è «ripartire comunque». Così, dietro l’angolo c’è il progetto di rovesciare sulla natura nuove colate di cemento. Nessuna forza politica propone di rilanciare l’economia con un piano neokeynesiano di messa in sicurezza del suolo (pur promesso al tempo delle elezioni da qualche smemorato ex ambientalista).

L’unico futuro possibile

Cosa ci aspetta dopo l’epidemia? Aumenteranno i disoccupati, i poveri, le differenze e, insieme, saranno messe in campo ingenti risorse finanziarie. Bisogna produrre, tra le due situazioni, un corto circuito virtuoso investendo in scuola, formazione, università e ricerca, salute, ambiente e territorio, infrastrutture materiali e digitali. 

Il futuro dell’abitare. Oltre gli slogan

L’epidemia ha rimescolato le carte, anche quelle dell’abitare. Così, architetti che fino a ieri sostenevano la “città dei grattacieli” ora propongono la “città giardino”. Sbagliate entrambe. La strada maestra è lo sviluppo urbano storico europeo, articolato in città di medie dimensioni e piccoli borghi. Ma occorre percorrerla con coerenza.

Lettera aperta alla ministra dell’istruzione

A settembre si tornerà a scuola. Non sappiamo ancora come. Ma è necessario deciderlo presto e concordarlo con l’intera comunità scolastica. Non ci sono scorciatoie né bacchette magiche. In particolare non lo è la didattica a distanza. In una lettera alla ministra dell’istruzione tre esperte di scuola spiegano perché e indicano alcuni obiettivi.
POSTILLA. Il 13 maggio la lettera è stata inviata alla ministra con le prime 200 sottoscrizioni.

Il Covid 19 tra cura e potere

L’emergenza ci ha svelato che la politica, se volesse, potrebbe risolvere i maggiori problemi che affliggono il pianeta e i suoi abitanti. Di fronte alle macerie sociali ed economiche provocate dall’epidemia occorre ripensare all’ordine delle priorità e a un’economia differente, basata sulla cooperazione e non sulla competizione.