C’era una volta a hollywood

Con “C’era una volta a Hollywood”, nono film di Quentin Tarantino, la drammatica vicenda del massacro di Sharon Tate ad opera di Charlie Manson e dei suoi discepoli viene riproposta nei territori del “fantastico”. A riprova della collocazione del cinema dell’autore nel campo dell’ideale, del simbolo e dell’invenzione.

Midsommer. Il villaggio dei dannati

Con “Midsommer. Il villaggio dei dannati” Ari Aster si conferma come alfiere del cinema di paura “adulto”. La vacanza di Dani e Christian in un festival di mezza estate che si trasforma in un incubo è la metafora di come il trauma può scardinare certezze, aprendo le porte a una realtà altra perversa e gigantesca.

CLIMAX

“Climax” è una storia di eccesso, come tutti i film di Gaspar Noé. È un film complesso e stordente che non può lasciare indifferenti. È come una sbronza: può lasciare solo un mal di testa e le maledizioni per avere alzato troppo il gomito oppure, se affrontata e rielaborata, può lasciare qualche suggestione utile in più.

Selfie

“Selfie”, di Agostino Ferrente, è un film documentario sperimentale, costituito da un susseguirsi di selfie, di autoritratti con cui i due protagonisti, Pietro e Alessandro, raccontano se stessi, i loro obiettivi, la realtà del quartiere Traiano di Napoli e come con essa si rapportano. È il loro film, tenero e allo stesso tempo duro.