Di nuovo il delitto di solidarietà

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Martedì 23 febbraio all’alba la polizia ha fatto irruzione nell’abitazione di Lorena Fornasir e di Gian Andrea Franchi, che è anche sede dell’associazione Linea d’Ombra ODV (Linea d’Ombra), sequestrando telefoni personali e computer, oltre ai libri contabili dell’associazione e a diversi altri materiali, alla ricerca di prove a sostegno di un’imputazione di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Lorena e Gian Andrea sono noti per le azioni di solidarietà con i migranti della rotta balcanica a Trieste. Lorena, in particolare, è l’autrice del Manifesto Un ponte di corpi che convoca donne e uomini per chiedere l’apertura delle frontiere: il 6 marzo “Un ponte di corpi” attraverserà l’Italia dal sud al nord mentre alcune donne si incontreranno sul confine più violento, quello della Croazia, per gridare contro le violenze e i respingimenti di cui sono vittime ogni giorno donne e uomini della rotta balcanica (https://comune-info.net/un-ponte-di-corpi/).

L’irruzione, la perquisizione e il sequestro sono evidentemente strumentali e hanno il solo scopo di colpire la solidarietà, ancora una volta trasformata in delitto.

La cosa assume oggi un ulteriore aspetto di gravità: non solo accade nel momento in cui sono venute alla luce alcune delle modalità illegali di respingimento usate dalle forze di polizia sul confine italo-sloveno (https://volerelaluna.it/migrazioni/2021/01/26/come-litalia-cancella-il-diritto-di-asilo/) ma rappresenta il biglietto da visita delle politiche migratorie al tempo del governo Draghi.

Anche per questo sono necessarie la denuncia e la mobilitazione.

IMPORTANTE: È stata organizzata una mailing list per mettere in contatto le persone e le realtà solidali a Linea d’Ombra che si sono sollevate in tutta la penisola e oltre. Il link è https://groups.google.com/g/ldo-solidali.