Salvare i naufraghi e aprire i porti

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Una campagna promossa da “Firenze Città aperta” che deve diventare una campagna nazionale.

Non salvare chi naufraga è un crimine, lasciarlo morire in mare è un crimine, non aprire i nostri porti è un crimine, riportare i naufraghi in un luogo (la Libia) che non è un porto sicuro (ovvero dove vengono garantiti i diritti umani) è un crimine.

Una politica disumana, che ha preso il via con la legittimazione dei lager nel deserto libico da parte del Ministro dell’interno Minniti e che prosegue in questi mesi con Salvini, sta raggiungendo limiti mostruosi. Abbiamo deciso di denunciarla con la rielaborazione dell’immagine simbolo di questa tragedia: gli occhi di Josepha, la donna del Camerun rimasta per due giorni in mare sostenendosi a galla grazie a un pezzo di legno, prima che i volontari di Open Arms la ritrovassero al largo della Libia.

L’immagine, rielaborata dal grafico Alessandro Dilaghi, campeggerà su manifesti, locandine e magliette. Con un messaggio molto semplice: «STOP CRIMINI. Salvare i naufraghi / Aprire i porti». Sarà lo strumento per incontri e porta a porta in città, perché come l’Italia non è Salvini, così Firenze non è questo senso comune razzista che oggi è in primo piano (messaggio amplificato dalle azioni e dichiarazioni del sindaco Nardella: le pulsioni peggiori non si blandiscono).

I manifesti saranno affissi negli spazi pubblici comunali nelle prossime settimane, sono già in affissione dentro le sedi associative e da fine mese chiederemo a negozi e pubblici esercizi. Così come le magliette.

Lavoreremo perché questa campagna sia adottata da esperienze politiche e rilanciata nei comuni della nostra provincia, della nostra regione e a livello nazionale.

Gli occhi di Josepha non permettono a nessuno di girarsi dall’altra parte o di dire «Non sono razzista MA».

Firenze Città Aperta
6 agosto 2018

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