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E' titolare delle cattedre di Scienza della politica, presso il Dipartimento di studi giuridici, politici, economici e sociali dell'Università degli Studi del Piemonte Orientale "Amedeo Avogadro", si è occupato tra l'altro dell'analisi dei processi produttivi (fordismo, post-fordismo, globalizzazione), della "cultura di destra" e, più in genere, delle forme politiche del Novecento e dell'"Oltre-novecento". La sua opera più recente: "Populismo 2.0". È coautore con Scipione Guarracino e Peppino Ortoleva di uno dei più diffusi manuali scolastici di storia moderna e contemporanea (Bruno Mondadori, 1ª ed. 1993).

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Miracolo a Bologna. Il giorno dopo

Quelli che “le sardine sono solo fuffa” sono serviti. Il piano di destabilizzazione totale del Capitano si è infranto contro quelle piazze piene. E tuttavia la vecchia “Emilia rossa” non esiste più: il voto ci restituisce due Emilie Romagne diverse e opposte. Per questo il Pd aspetti a cantare vittoria, e soprattutto non pensi di riproporre bipolarismo e maggioritario.

Craxi, uno come noi?

Con Craxi finisce (male) la storia del socialismo italiano. La sua politica del primum vivere, nella stretta mortale del “compromesso storico”, si rovescia nella catastrofe del partito separatosi dai suoi ideali: dalla passione per la politica alla passione per il denaro, dal potere come mezzo al potere come fine. Nel craxismo si anticipano i vizi dell’Italia di oggi.

La terra desolata (sulle elezioni inglesi)

Dire che Corbyn ha perso perché “troppo radicale” è falso. Nelle elezioni inglesi la questione dell’uscita dall’Europa ha polarizzato il voto, e il “Get Brexit done” di Johnson ha sbaragliato tutti, conquistando il consenso anche di quell’elettorato Labour massacrato dalle politiche neoliberiste e ingannato dalla illusione sovranista.

Sardine, ovvero l’innocenza necessaria

Le piazze piene di gente – fitta “come sardine” – che hanno sottratto a Salvini e alla sua macchina dell’odio il monopolio dell’immagine del “popolo” potevano essere convocate solo da una generazione di “innocenti”: da chi non ha condiviso nessuna delle responsabilità del degrado della politica nell’ultimo quarto di secolo e da questo trae una forza che nessun altro ha.

Ilva: No alla licenza di uccidere

Lo “scudo penale” che pretende ArcelorMittal, è un’aberrazione giuridica inaccettabile in un ordinamento moderno, chiesta da parte di un gruppo industriale che in sovrappiù pretende la testa di 5000 operai. Padroni così è meglio perderli che trovarli. Nazionalizzare, bonificare, riconvertire sono le soluzioni.

Governo: ricominciare da tre

Oggi festeggiamo il licenziamento di Salvini, ma il nuovo governo è più la conferma che non la soluzione di una crisi di sistema. Difficilmente forze politiche in piena mutazione potranno sanare le ferite del Paese. Tre cose consideriamo essenziali: una legge elettorale proporzionale pura, la modifica radicale del decreto sicurezza, e la durata fino al febbraio ’22.