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Profilo:

E' titolare delle cattedre di Scienza della politica, presso il Dipartimento di studi giuridici, politici, economici e sociali dell'Università degli Studi del Piemonte Orientale "Amedeo Avogadro", si è occupato tra l'altro dell'analisi dei processi produttivi (fordismo, post-fordismo, globalizzazione), della "cultura di destra" e, più in genere, delle forme politiche del Novecento e dell'"Oltre-novecento". La sua opera più recente: "Populismo 2.0". È coautore con Scipione Guarracino e Peppino Ortoleva di uno dei più diffusi manuali scolastici di storia moderna e contemporanea (Bruno Mondadori, 1ª ed. 1993).

Contenuti:
Logistica

La logistica che uccide

La morte di Adil Belakhdim, sindacalista Si cobas, ha rivelato l’abisso di sfruttamento e di violenza che domina le politiche padronali nel settore della logistica. E nel contempo il fallimento del sindacalismo confederale, incapace di difesa dei lavoratori e a volte colluso. Su tutto, c’è una responsabilità diretta del governo Draghi

Senza freni

Una ripartenza senza freni

La furia di togliere i freni alla ripartenza sembra la cifra di questo governo, e la ragione per cui Confindustria l’ha voluto e imposto. E’ la stessa furia che provoca ogni giorno gli incidenti, anche mortali, sul lavoro e che si sospetta sia all’origine della tragedia del Mottarone. Pessimi segnali che riflettono purtroppo l’aria che tira in questo Paese.

Parigi o cara

Parigi o cara

Nonostante il plauso quasi unanime, anche a sinistra, quella di Parigi denominata “Ombre rosse” rimane un’operazione di destra, simbolica e spettacolare, decisa da Macron e Draghi per tener buoni i rispettivi elettorati reazionari. Non serve né a fare giustizia né a favorire la verità. Al contrario: vuol essere una pietra tombale su una seria riflessione storica su quegli anni.

… di Letta e di Governo

Ciclicamente, come i serpenti, il Pd cambia pelle. E regolarmente scopre che la nuova non è diversa dalla vecchia, altrettanto variegata e logorabile. Quella di Enrico Letta sembra una mission impossible. Perché il vertice del Pd è rimasto quello che faceva vergogna a Zingaretti. E il popolo della sinistra resta lontano dagli occhi e dal cuore.

Mario Draghi e i polli di Renzi

La Banca sopra la Politica, il Nord sopra il Sud, i maschi sopra le donne. Questa appare, ridotta all’essenziale, la struttura del nuovo governo: una fotografia perfetta dello stato di cose esistente e delle sue inamovibili gerarchie. Così si vorrebbe cancellare l’anomalia selvaggia del voto del 2018. Rischiando di preparare un disordine peggiore e un vulnus alla democrazia.

Draghi: Il buio che stiamo attraversando

Martedì è stato un “giorno nero” perché con la chiamata di Draghi si è compiuta la “morte della politica” (il fallimento di tutti i suoi protagonisti) e si è avviato un processo di dissoluzione sistemica dall’esito imprevedibile. Né il curriculum dell’ex presidente della Bce lascia sperare una sensibilità sociale adeguata all’emergenza in atto.