E' titolare delle cattedre di Scienza della politica, presso il Dipartimento di studi giuridici, politici, economici e sociali dell'Università degli Studi del Piemonte Orientale "Amedeo Avogadro", si è occupato tra l'altro dell'analisi dei processi produttivi (fordismo, post-fordismo, globalizzazione), della "cultura di destra" e, più in genere, delle forme politiche del Novecento e dell'"Oltre-novecento". La sua opera più recente: "Populismo 2.0". È coautore con Scipione Guarracino e Peppino Ortoleva di uno dei più diffusi manuali scolastici di storia moderna e contemporanea (Bruno Mondadori, 1ª ed. 1993).

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Meloni

Meloni ’24 – A che punto è la notte

La conferenza stampa d’inizio anno di Giorgia Meloni ha dato la misura di quanto in basso sia caduto il nostro Paese. Una classe di governo da suburra. Un mondo giornalistico da paese di sonnambuli. Nonostante l’opinione prevalente, Meloni non è migliore dei suoi camerati. Sono il prodotto della stessa storia. Acca Larentia lo dimostra. Perciò tra questione antifascista e livello infimo del governo il nesso è inscindibile.

Squadrismo istituzionale

Squadrismo istituzionale

“Squadrismo istituzionale” l’ha definito il segretario della UIL Bombardieri. “Un attacco gravissimo del governo a un diritto fondamentale delle persone che lavorano”, ha aggiunto Landini per la CGIL. Ormai è chiaro che questa destra segnata dalla sua matrice neofascista va aggredendo, giorno dopo giorno, in forma sempre più sistematica, ad ampio raggio, tutti i residui fondamenti della nostra democrazia, sociale e politica

Ben scavato

“Ben scavato vecchia talpa” – La piazza di Roma

Ben scavato vecchia talpa. Dieci anni dopo la prima grande manifestazione intitolata La via maestra voluta nel 2013 da Rodotà, Carlassarre, Zagrebelsky, Ciotti e Landini, una enorme massa scende in piazza con le stesse parole d’ordine: con la Costituzione per i diritti e per riprendersi una politica degradata e piegata alle pulsioni autoritarie di una destra aggressiva e pericolosa.

Requiem

Berlusconi – Requiem per noi stessi

La smodata celebrazione di Silvio Berlusconi seguita alla sua morte è il segno funesto del declino di questo Paese, gravemente ammalato di amnesia e di servilismo, incapace di distinguere tra vizio e virtù, con una società sfarinata e una classe dirigente degradata. Quei tre giorni di follia sono stati una sorta di autopsia a cielo aperto che ha rivelato a noi stessi ciò che siamo diventati dopo un trentennio di berlusconismo. Un nuovo capitolo nero dell’autobiografia della nazione.

improvvidenza

L’uomo dell’improvvidenza

La morte di Silvio Berlusconi ha scatenato nel nostro establishment politico, giornalistico e persino sindacale un’ondata apologetica non facilmente comprensibile, che cancella la reale natura del suo operato. Perché Berlusconi, a guardare i fatti, ha in realtà incarnato i peggiori vizi di un’Italia moralmente fragile e politicamente arresa all’arroganza del potere. Gli onori da eroe nazionale che gli verranno tributati sono il segno di questa improvvidenza.

Destra di guerra

Questa destra “di guerra”

Questa destra autoritaria che ha vinto le amministrative è figlia della torsione autoritaria del neoliberismo e della guerra con i suoi veleni. Il suo successo (relativo se si scava nei dati) si inserisce in una deriva più generale che dalla Spagna di Sanchez e Colau alla Grecia di Tzipras vede le sinistre sfidate da un’onda di regresso e restaurazione reazionaria generale. Per resisterle occorre una posizione chiara contro la guerra e per la Pace.

25 aprile

Non è un 25 aprile come gli altri

Il 25 aprile è la festa dei liberatori, di chi per scelta combattè il fascismo, e dei liberati, di chi non ne poteva più della dittatura e accolse non gioia il Gran giorno. Non è la festa di chi combattè dalla parte dell’oppressione, e dei nostagici attuali di quel regime. Il 25 aprile non è la “festa di tutti”. In particolare oggi, è giorno di lotta e di resistenza.

Il fascismo compulsivo di Giorgia e i suoi fratelli

Le dichiarazioni di Ignazio Benito La Russa su via Rasella sono tanto più scandalose in quanto espressione di un “fascismo compulsivo” rivelato da molti altri episodi simili. Perché? E’ una tattica di distrazione dall’incapacità del Governo? E’ un tentativo di ribaltare l’egemonia culturale nel Paese? O agiscono così perché sono così? Nostalgici del fascismo.

CGIL

Quei 30 che hanno salvato l’anima alla CGIL

Ci voleva Maurizio Landini per tirar fuori Giorgia Meloni dal buco nero in cui era finita. Dopo una settimana disastrosa per il suo governo, l’invito al Congresso CGIL le ha offerto la pedana perfetta per tentare il rimbalzo. Un errore grave da parte di chi ci si aspetterebbe al primo posto nell’opposizione al peggior governo della storia repubblicana.