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Edoardo Peretti è nato nel 1985 sulla sponda lombarda del Lago Maggiore ed è stato adottato da Torino negli anni dell'università. Laureato in storia contemporanea collabora, come critico e giornalista cinematografico, con periodici on-line e cartacei (Mediacritica, Cineforum, L'Eco del nulla, Cinema Errante e Filmidee sono le principali collaborazioni). Ha lavorato per festival ed enti del settore e cura rassegne ed eventi, in particolare con l'Associazione Museo Nazionale del Cinema e con l'associazione Switch On.

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Torino Film Festival

Il Torino Film Festival non si lascia fermare dalla pandemia e celebra la 38ª edizione (20-28 novembre). Ovviamente su una piattaforma online ma con una ricchezza che non ha nulla da invidiare alle precedenti. La direzione è stata affidata a Stefano Francia di Celle, chiamato a dare nuova linfa a una manifestazione da ultimo un po’ bloccata.

Borat 2 – Seguito di film

Come il suo precedente del 2006, diventato un cult della satira e della comicità, Borat 2 di Jason Woliner è un “falso documentario” che, tra satira e provocazione non sempre riuscita, mette alla berlina gli atteggiamenti sociali e culturali dell’America profonda in cui l’essere libertari assume toni retrogradi e reazionari.

Roubaix – Una luce nell’ombra

“Roubaix – Una luce nell’ombra” del regista francese Arnaud Desplechin è un noir sui generis in cui il rapporto verità/finzione e il contesto di una città in bilico tra passato e presente (quasi un personaggio a sé) si intrecciano con i volti, gli stati d’animo, i sentimenti dei protagonisti in una tensione sempre più implacabile.

“Undine – Un amore per sempre”

“Undine – L’amore sommerso” del regista tedesco Christian Petzold è un complesso melodramma fiabesco magnetico e implacabile, pieno di apparizioni e visioni, di giochi di senso e di significati, sin dal nome della protagonista, Undine, che rimanda alle ondine, alle ninfe presenti nelle mitologie più ancestrali del popolo tedesco

“Miss Marx”

“Miss Marx” di Susanna Nicchiarelli, è il ritratto di una donna forte, combattuta, sofferta e non allineata al proprio contesto: Eleanor “Tussy” Marx, terzogenita del pensatore tedesco. Efficace nel racconto biografico, il film è meno convincente nelle parentesi punk e nelle accelerazioni più furiose e vivaci, al limite del vezzo stilistico.

“La morte di un burocrate”

Tra le riproposizioni più interessanti della XXXIV edizione del festival “Il Cinema Ritrovato” c’è “La morte di un burocrate” del cubano Tomas Gutierrez Alea, satira sulla burocrazia ricca di influenze della comicità muta e di presagi funebri, dove convivono Jacques Tatì, Stanlio&Ollio, Luis Bunuel e Ingmar Bergman.

“I miserabili”

“I miserabili” del francese Ladj Ly è la cronaca drammatica di una detonazione che ha la sua miccia nel furto di un cucciolo di leone del circo. La caccia al felino e all’uomo crea una sorta di effetto domino per il quale le tensioni, gli odî, le rivalità, le differenze e le ingiustizie esplodono, fino alla disperata e tragica rivolta finale.

“Magari”

“Magari”, opera prima di Ginevra Elkann, è una delicata rielaborazione autobiografica, raccontata, talvolta al limite del fantastico, che esprime speranze, illusioni e desideri di una preadolescente. È un buon film, non straordinario, a cui nuoce l’eccesso di attenzione riservatogli della grande stampa, soprattutto quella di famiglia.

“L’uomo invisibile”

“L’uomo invisibile” di Leigh Whannell, distribuito direttamente in streaming, è un ottimo film horror che intercetta paure profonde e collettive più o meno inconsce, in particolare quella di un pericolo costante e indefinibile, della sensazione insondabile e sfuggente di minaccia terribile, implacabile e invisibile.