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Profilo:

Edoardo Peretti è nato nel 1985 sulla sponda lombarda del Lago Maggiore ed è stato adottato da Torino negli anni dell'università. Laureato in storia contemporanea collabora, come critico e giornalista cinematografico, con periodici on-line e cartacei (Mediacritica, Cineforum, L'Eco del nulla, Cinema Errante e Filmidee sono le principali collaborazioni). Ha lavorato per festival ed enti del settore e cura rassegne ed eventi, in particolare con l'Associazione Museo Nazionale del Cinema e con l'associazione Switch On.

Contenuti:

Madre

Madre, miglior film del regista coreano Bong Joon-ho, veicola, sotto le sembianze di un thriller, il ritratto psicologico di una donna devastata e coriacea, pronta a tutto per difendere dall’accusa di omicidio il figlio, unica sua ragione di vita. Film di straordinaria intensità anche per la grande prova della protagonista Kim Hye-ya.

The father. Nulla è come sembra

“The father” di Florian Zeller, vincitore di due premi Oscar, è il ritratto di un anziano affetto da demenza senile proposto nella sua quotidianità, nel doloroso rapporto con la figlia, nell’angoscia e nel disorientamento suoi e di chi gli sta intorno. Un film di grande intensità in cui svetta un monumentale Anthony Hopkins.

In the mood for love

Girato nel 2000 e oggi riproposto in versione restaurata, “In the mood for love” di Wong Kar-way è un film splendido e ammaliante che racconta con grande eleganza la storia di Mrs. Chan e di Mr. Chow, vicini di casa, che si sfiorano per cinque anni scoprendo solo alla fine di essere partecipi dello stesso doloroso segreto.

«I care a lot»

Aldilà di qualche ridondanza un po’ didascalica, I care a lot è una riuscita satira in salsa thriller, inquietante e beffarda, del mito dell’intraprendenza americana priva di ogni bussola etica e morale. Come la protagonista, tutrice all’apparenza amorosa di anziani non autosufficienti in realtà sfruttati con calcolato cinismo.

«Est – dittatura last minute»

Sono gli ultimi mesi del 1989. Un viaggio da Cesena verso l’Est Europa è, per tre ragazzi, un percorso di maturazione personale e politica. La “verità” e l’onestà del racconto cinematografico non bastano a salvarlo dalle sue debolezze: su tutte la mancanza di nerbo e la difficoltà di andare oltre la superficie delle cose.

«Quella notte a Miami»

Una notte trascorsa insieme da quattro icone black come Cassius Clay, Malcolm X, Jim Brown e Sam Cooke. A confrontarsi sull’America, sul razzismo, sul loro ruolo. “Quella notte a Miami” è questo: un film intenso, anche sull’amicizia, guidato dalla regia sicura di Regina King, padrona di spazi, geometrie e profondità.

«Soul»

Film d’animazione mainstream adulta, destinato a un pubblico indifferenziato, “Soul” è bello, a tratti molto bello, che però lascia qualche dubbio sulla genuinità di fondo, e che quindi conquista e scalda cuore e mente solo a tratti, lasciando un retrogusto fastidioso da algoritmo in cabina di regia.

Torino Film Festival

Il Torino Film Festival non si lascia fermare dalla pandemia e celebra la 38ª edizione (20-28 novembre). Ovviamente su una piattaforma online ma con una ricchezza che non ha nulla da invidiare alle precedenti. La direzione è stata affidata a Stefano Francia di Celle, chiamato a dare nuova linfa a una manifestazione da ultimo un po’ bloccata.