Giovanna Lo Presti, ricercatrice, si occupa di Letteratura italiana e del rapporto tra sistema scolastico e società.
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Il governatore della Banca d’Italia Visco e il presidente di Confindustria Bonomi si muovono in sintonia: la redistribuzione della ricchezza è lo scoglio più insidioso, la ricetta per uscire dalla crisi pandemica è sempre solo l’incremento della produzione, se i lavoratori vogliono qualche briciola si adattino ad accettare il “riformismo competitivo”. E il sindacato?
Due noti giornalisti (Gramellini e Severgnini), discettando in Tv sulla multa prevista per chi rifiuta il vaccino, mostrano di considerare 100 euro un’inezia (poco più che una consumazione al bar). Intanto si discute dei prossimi aumenti per gli insegnanti e si parla di 50 euro netti mensili. Forse i due giornalisti non sarebbero così tranchant se guadagnassero millecinquecento euro al mese.
La Nota 1927 del 17-12-2021 firmata dal Capo Dipartimento del MIUR – nota utilissima, eppure insolita – contiene un anomalo terzo paragrafo intitolato “La realtà che irrompe” con inedite citazioni letterarie e l’allusione alla desiderata metamorfosi “da dirigente a leader”.
L’ultima trovata per la scuola è il “Piano estate”. Operazione di marketing comprensiva di progetti, inno all’autonomia scolastica, apertura al privato, soft skill, didattica per competenze e pensiero computazionale. Un minestrone mal assortito in cui si intrecciano il modello dell’oratorio e quello dell’avviamento al lavoro.
Il “governo dei migliori” mostra, nel settore scuola, una preoccupante continuità con quello che l’ha preceduto: nelle persone e nelle idee. Così il presidente della nuova, immancabile task force propone una visione della didattica e della funzione scolastica approssimativa e superficiale. Con queste idee il disastro è assicurato.
Perché “niente sia più come prima” non bastano i buoni propositi e le parole augurali. Occorrono interventi specifici e coerenti che pongano le basi per la costruzione di una società in cui tutti abbiano una parte e in cui non esistano più “vite da scarto”. Per cogliere i tratti di questo percorso alcuni libri possono aiutare.
Come sarà la riapertura delle scuole a settembre? C’è chi propone soluzioni fantasiose frammiste con barriere di plexiglass. E c’è la Commissione Colao che auspica massicci interventi privati nel finanziamento e nella determinazione dei contenuti dell’insegnamento. La soluzione è assai più semplice: potenziare, subito, la scuola pubblica.