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Mal’aria 2021. I costi dell’immobilismo

Sono molte le città europee in cui la qualità dell’aria è molto scarsa. In Italia la maglia nera appartiene a Cremona, Vicenza, Brescia e Pavia. Ormai la stagione delle parole è finite. E la strada verso “l’inquinamento zero” richiede sia provvedimenti urgenti che riforme o opere strutturali. In realtà è già tardi ma occorre almeno limitare i danni.

Mare, mare, mare! Rapporto spiagge 2021

L’Italia è il Paese europeo con la maggior espansione di spiagge ma è il fanalino di coda nella tutela dei cittadini a goderne gratuitamente. Le concessioni aumentano ogni anno (spesso a costi ridicoli), le spiagge libere diminuiscono e sono collocate nei siti più degradati e in molti luoghi è impossibile persino vedere il mare.

Smog in città! Non tira una buona aria

Il Report “Mal’aria” di Legambiente confronta le concentrazioni medie annue delle polveri sottili e del biossido di azoto negli ultimi cinque anni (2014-2018) con i rispettivi limiti suggeriti dall’OMS e dà le pagelle a 97 città italiane: solo il 15% raggiunge un voto sufficiente; fanalini di coda sono Torino, Roma, Palermo e Milano.

ENI nemica del clima

Se le sue politiche non cambieranno, ENI rappresenta un grave pericolo per il pianeta. Mentre tutto il mondo afferma di voler correre ai ripari contro i cambiamenti climatici, ENI si proietta verso l’espansione delle estrazioni di gas e petrolio e batte il suo record di produzione: 1,9 milioni di barili al giorno nel 2018.