Osservatorio quindicinale sull’Africa Subsahariana

Autore:

1 novembre 2018

Eletta la prima presidentessa e il primo governo a parità di genere nella storia dell’Etiopia; annunciata l’istituzione dell’università libera in Liberia; Paul Biya eletto presidente del Camerun per il settimo mandato; hackeraggio di Anonymous contro oltre 70 siti istituzionali del Gabon.

 

Africa Occidentale e Sahel

Benin

  • L’esponente dell’opposizione e uomo d’affari Sebastien Ajavon, con altri tre imputati, è stato condannato a 20 anni di carcere per traffico di cocaina. Il caso risale all’ottobre 2016, quando Ajavon era stato arrestato dopo la scoperta di circa 18 kg di cocaina in un contenitore destinato a una delle sue aziende. Nessuno degli imputati era presente al processo e uno dei loro avvocati ha denunciato “gravi irregolarità”. Durante l’udienza è stato emesso un mandato di arresto internazionale nei loro confronti.

Burkina Faso

Ciad

Costa d’Avorio

Gambia

Guinea Conakry

Liberia

Mali

  • Le elezioni legislative sono state nuovamente rinviate. Previste per novembre-dicembre, sono state rinviate al 2019 senza una data specifica. Inoltre, è stato prolungato di un altro anno lo stato di emergenza, in vigore quasi senza interruzione dall’attacco jihadista contro l’hotel Radisson Blu a Bamako, la capitale, nel novembre 2015.
  • Due caschi blu del Burkina Faso sono stati uccisi e diversi sono stati feriti in un attacco alla Missione delle Nazioni Unite in Mali (MINUSMA) nella regione di Timbuktu.

Niger

    • Il ministro delle finanze ha annunciato alla televisione pubblica che lo Stato indennizzerà con 3 milioni di euro le migliaia di bambini della città di Tibiri, nel centro-sud del Paese, che hanno subito malformazioni per aver bevuto acqua con alto contenuto di fluoruro tra il 1985 e il 2000. Nel 2001 il Centro per la salute di Tibiri aveva dichiarato che 4918 bambini erano stati vittime di varie malformazioni. Tuttavia, il ministro non ha indicato alcun termine per il pagamento del risarcimento.
    • Presunti jihadisti hanno bruciato tre scuole e la casa di una guardia forestale nella regione di Tillabéri, vicino al confine con il Burkina Faso. Un civile è stato ucciso.
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Nigeria

 

Africa Centrale

Angola

      • Il governo della Repubblica Democratica del Congo ha espresso indignazione dopo l’espulsione dall’Angola di circa 30.000 congolesi e il ritorno volontario di altri 200.000 a seguito di una grande operazione contro l’immigrazione clandestina all’inizio di ottobre. Durante tale operazione di polizia una dozzina di cittadini congolesi sarebbe stata uccisa.

Camerun

Congo Brazzaville

Gabòn

Guinea Equatoriale

Repubblica Centrafricana

Repubblica Democratica del Congo

 

Africa Orientale e Corno d’Africa

Burundi

Etiopia

      • Il primo ministro dell’Etiopia ha nominato il primo governo a parità di genere (10 uomini e 10 donne) del Paese, dopo averlo riorganizzato il 16 ottobre. Inoltre, il 25 ottobre, il parlamento ha nominato la prima donna presidente, Sahlework Zewde. Attualmente è l’unico capo di Stato donna nel continente africano.
      • Il governo ha firmato un accordo di pace con uno dei maggiori partiti di opposizione del Paese, il Fronte di liberazione nazionale dell’Ogaden. Un mese fa aveva cancellato dall’elenco dei “gruppi terroristici” sia questo gruppo che quello di Ginbot 7, la più grande organizzazione armata in esilio e il cui capo è tornato in patria lo scorso settembre.

Kenya

Somalia

Tanzania

 

Africa Australe

Sudafrica

 

Madagascar e gli Stati delle isole

Comore

Madagascar


Osservatorio quindicinale

Autore:

Le notizie più importanti dall’Africa Subsahariana

16 ottobre 2018

La visita della moglie del presidente nordamericano in diversi Paesi africani; le elezioni in Camerun; il primo anniversario dell’attacco più micidiale della storia della Somalia; il riconoscimento del premio Nobel al chirurgo congolese Denis Mukwege…

 

 

Africa Occidentale e Sahel

BurkinaFaso

  • Sette soldati sono morti in due attacchi in diverse parti del Paese. Il 3 ottobre, nella notte, sei soldati sono stati uccisi e diversi feriti quando il loro veicolo ha calpestato un dispositivo esplosivo artigianale nell’est del Paese, coinvolto negli ultimi mesi da un nuovo fronte jihadista. Il 4 ottobre, in un secondo attacco a un sito minerario nel nord del Paese dove i jihadisti conducono attacchi in armi dal 2015, un gendarme è morto e un altro è rimasto ferito.

Costa d’Avorio

  • La Germania e l’Unione europea finanzieranno il primo impianto solare in Costa d’Avorio con 40 milioni di euro, come hanno annunciato dalle loro ambasciate il 3 ottobre. Sarà situato nel nord del Paese con l’obiettivo di aumentare l’uso di energie rinnovabili all’11% entro il 2020.
  • Il primo ottobre è ripreso dopo mesi di interruzione il processo al Tribunale penale internazionale contro l’ex presidente della Costa d’Avorio, Laurent Gbagbo, e il suo ex ministro della gioventù, Charles Blé Goudé. La prossima udienza è stata fissata al 12 novembre. Entrambi sono accusati di crimini contro l’umanità (omicidi, stupri, persecuzioni e altri atti inumani) in relazione alla crisi post-elettorale che il Paese ha vissuto nel 2010. Sebbene il Paese non sia più in crisi, molti ivoriani credono che una vera pace sarà possibile solo quando Laurent Gbagbo sarà rilasciato, e considerano quello in atto un processo politico.

Ghana

  • Il Ghana è stato la prima destinazione della first lady americana, Melania Trump, nel suo tour nel continente africano. È atterrata martedì 2 ottobre ad Accra, la capitale del Paese. Visiterà anche il Malawi, il Kenya e l’Egitto. Prevalentemente si sono commentati i suoi vestiti e i suoi gioielli.

Guinea Bissau

  • Una barca di legno con circa 60 persone a bordo si è rovesciata durante una tempesta. I resti della nave sono stati trovati, ma i corpi non sono stati recuperati. Secondo un ufficiale dalla marina, la guardiacoste della Guinea Bissau ha due motoscafi ma spesso non possono operare a causa della mancanza di carburante. La nave era probabilmente partita con l’intenzione di raggiungere le Isole Canarie secondo una rotta alternativa per evitare le acque senegalesi dove opera la marina senegalese, sostenuta dalla Guardia Civil Spagnola, per impedire ai migranti di partire.

Liberia

Mali

  • Almeno quaranta persone, civili e militari, sono rimaste uccise nei recenti attacchi dei gruppi jihadisti o in altri scontri armati nel centro e nel nord del Paese. Tra questi attacchi ci sono quelli relativi alla violenza tra le comunità al confine tra il Niger e il Mali dove si confrontano i gruppi etnici Peuls e Tuareg, mentre nel centro del Mali sono in corso scontri tra Peuls e Dozos.
  • Altri attacchi sono stati condotti dai gruppi jihadisti contro l’esercito dell’operazione francese Barkhane, le forze armate maliane e la missione delle Nazioni Unite in Mali (MINUSMA).

Niger

Nigeria

Senegal

  • I Giochi olimpici giovanili del 2022 si terranno a Dakar, la capitale del Senegal. È l’annuncio dell’8 ottobre del Comitato olimpico internazionale. Sarà il primo evento olimpico in Africa, che per la seconda volta ospita una grande competizione internazionale, dopo la Coppa del Mondo di calcio in Sudafrica nel 2010.
  • Lo scorso 30 settembre si è svolta la 31a edizione della traversata Dakar – Isola Gorée e ritorno a nuoto. Ogni anno centinaia di persone partecipano a questo evento che vuole ricordare gli schiavi che non volevano essere rivenduti e si gettavano in acqua al momento dell’imbarco. Si tratta di una prima traversata di 4500 metri e di una seconda di 5200.

 

Africa Centrale

Camerun

  • Si sono svolte domenica 7 ottobre le elezioni presidenziali e il presidente al potere da 36 anni aspira a ricevere un settimo mandato. Poco prima delle elezioni, nove candidati dell’opposizione hanno ritirato le loro candidature per formare una coalizione con Maurice Kamto, che si è dichiarato vincitore già prima dello svolgimento delle elezioni. Il governo ha criticato questo cambiamento dell’ultimo minuto e il Ministro delle comunicazioni ha affermato in una conferenza stampa che c’era una trama di alcuni candidati pronti a “promuovere azioni violente” e che “il governo avrebbe preso tutte le misure per mantenere la pace sociale, durante e dopo le elezioni”. Le elezioni sono state sospese nella zona anglofona, dove erano in corso diverse azioni violente da parte di uomini armati.

Gabòn

  • Si sono svolte il 6 ottobre le elezioni legislative e locali con quasi due anni di ritardo. In questo modo si intende lasciare alle spalle la crisi politica che il Paese sta vivendo dalle ultime elezioni del 2016, in cui la rielezione di Ali Bongo, presidente dal 2009, venne fortemente contestata dopo la successione a suo padre che ha guidato il Paese dal 1967. Molti elettori hanno mostrato grande scetticismo riguardo alle elezioni.

Guinea Equatoriale

Repubblica Centrafricana

Repubblica Democratica del Congo

 

Africa Orientale e Corno d’Africa

Burundi

Etiopia

  • Il conflitto inter-comunitario continua, almeno 44 persone sono morte per violenze tra giovani di gruppi che si sono affrontati nell’ovest del Paese a partire dal 26 settembre. Secondo gli osservatori delle Nazioni Unite, 70.000 persone sono state sfollate per fuggire dai combattimenti.

Kenya

Mozambico

  • È iniziato il 3 ottobre un processo contro 189 sospetti jihadisti. Sono accusati di essere coinvolti in attacchi contro civili e polizia nel nord del Paese. Tra di loro c’erano mozambicani, ma anche tanzaniani, congolesi, somali e burundesi; 42 sono donne. Nell’ultimo anno, nel nord del Paese, circa 50 persone sono morte a seguito di attacchi.

Ruanda

Somalia

  • Almeno 3 civili sono stati feriti in un attacco a un convoglio militare dell’Unione Europea a Mogadiscio, la capitale della Somalia. La missione dell’Unione Europea in Somalia è stata istituita nel 2010 per addestrare i soldati somali nella lotta contro il gruppo jihadista Al-Shabab.
  • Almeno 20 persone sono state uccise in due distinti attacchi di sospetti attentatori suicidi nella città di Baidoa, nel sud della Somalia.
  • Inoltre, l’unico condannato alla pena capitale dei cinque presunti responsabili del più micidiale attacco terroristico nella storia della Somalia, con quasi 600 vittime, è stato giustiziato il 14 ottobre in coincidenza con il primo anniversario dell’esplosione.

Tanzania

Uganda

Zimbabwe

 

Africa Australe

Sudafrica

 

Madagascar e altri Stati delle isole

São Tomé e Príncipe

  • Una nave spagnola che opera sotto la bandiera senegalese e autorizzata alla pesca del tonno nel Golfo di Guinea è stata sequestrata per pesca illegale di pinne di squalo. È successo lo scorso 22 settembre mentre navigava nelle acque dell’arcipelago di São Tomé e Príncipe ed è stata resa pubblica dall’ONG Sea Shepherd. Sono state scoperte a bordo due tonnellate di squali. Le pinne di squalo sono molto richieste nel mercato asiatico.

 

tradotto dal sito: lamarea.com


Osservatorio quindicinale

Autore:

Le notizie più importanti dall’Africa subsahariana

16 settembre 2018

La morte di 90 elefanti nel Botswana; la crescita negativa dell’economia del Sudafrica; il salvataggio di 439 persone nel deserto del Sahara…

Africa Occidentale e Sahel 

Burkina Faso

  • Continuano gli attacchi armati nella regione orientale del Burkina Faso. Negli ultimi 15 giorni cinque persone sono state uccise in un attacco a una moschea (tre della stessa famiglia di due villaggi diversi e due soldati), e sei altre sono rimaste ferite quando il loro veicolo ha calpestato una mina artigianale.
  • Inoltre, sono state attaccate due stazioni della guardia forestale e della gendarmeria, mentre sono state incendiate tre scuole elementari e gli alloggi degli insegnanti.
    https://www.voaafrique.com/a/4554362.html

Ghana

Mali

Niger

  • 439 persone sono state salvate al confine tra Algeria e Niger dall’Organizzazione Internazionale per i Migranti (IOM) tra il 3 e il 4 settembre. L’agenzia delle Nazioni Unite non specificato il luogo del salvataggio, ma dall’anno scorso in Algeria è aumentata l’espulsione dei migranti sub-sahariani dal loro territorio, abbandonandoli al loro destino nel Sahara. Il Niger è un Paese di transito per migranti diretti in Libia o in Algeria per cercare di raggiungere l’Europa.
  • Continua l’epidemia di colera in Niger con 2752 casi a partire dal 10 settembre.

Nigeria

Africa Centrale

Angola

Camerun

Ciad

  • Il primo settembre, l’agenzia di controllo e regolamentazione dei media ha sospeso per tre mesi il settimanale ciadiano Al-Shahed per “diffusione di informazioni false”. La rivista ha pubblicato degli articoli che accusano il Qatar e il Sudan di essere collegati a gruppi armati ribelli. Il direttore dell’organismo di regolamentazione ha dichiarato che mancano le prove per accusare due paesi che hanno un rapporto di cooperazione e amicizia con il Ciad. Il giornale aveva confermato di avere fonti affidabili e prove della veridicità delle accuse. Il Ciad è classificato al 123° posto su 180 nella classifica della libertà di stampa, realizzata dall’agenzia Reporter Senza Frontiere.
  • D’altra parte, l’Unione europea ha chiesto al Ciad di abolire la pena di morte nel suo territorio dopo che quattro cittadini sono stati condannati a morte per “atti di terrorismo” il 27 agosto. Il Chad ha abolito la pena di morte nel 2016, con l’eccezione dei casi di terrorismo.

Gabòn

  • José Antonio Camacho, allenatore del Gabon, è stato espulso dopo la sconfitta di 0-1 in una amichevole contro lo Zambia il 12 settembre. Camacho ha ottenuto solo due vittorie in 17 partite. Con lui alla guida, il Gabon è stato eliminato dalla selezione della Coppa d’Africa 2017 (CAN) e non si è qualificato per la Coppa del Mondo.

Repubblica Democratica del Congo

  • L’epidemia di ebola continua a diffondersi a causa dell’insicurezza dell’area in cui è iniziata, ed è arrivata nella città di Butembo, con due casi confermati. A partire dal 12 settembre, ci sono stati 137 casi (106 confermati) e 92 morti (61 confermati).
  • I cinque principali leader dell’opposizione nella Repubblica Democratica del Congo si sono incontrati a Bruxelles per cercare di condividere un unico candidato per le elezioni del prossimo 23 dicembre. Due dei partecipanti alla riunione, Moïse Katumbi e Jean-Pierre Bemba, sono stati esclusi dalla competizione elettorale. Il 4 settembre, quest’ultimo ha accusato l’attuale presidente Joseph Kabila di voler scegliere gli avversari che sfideranno il suo candidato, Emmanuel Ramazani.
  • L’11 settembre un giornalista è scomparso a Bukavu, a est del paese. Il giornalista coordinava ogni domenica una trasmissione radiofonica di dibattito politico. Aveva ricevuto minacce dopo avere commentato la candidatura del delfino Kabila.

Sudan

  • Il presidente del Sudan dal 1989, Omar Al-Bashir, ha sciolto il governo e nominato un nuovo ministero riducendo il numero di portafogli da 31 a 21, annunciando che lo stava facendo per risolvere una difficile situazione economica in cui si trova il paese. Il Sudan ha un’inflazione del 65% ed ha sofferto per 20 anni – fino ad ottobre 2017 – le sanzioni da parte degli Stati Uniti, che continua a mantenere il paese nell’elenco dei paesi che sostengono il “terrorismo”, condizione che continua a frenare l’intervento di possibili investitori stranieri.

Africa Orientale e Corno d’Africa

Burundi

  • Un rapporto pubblicato dalle Nazioni Unite afferma che ci sono ragioni per credere che continuino in Burundi i crimini contro l’umanità, l’omicidio, la tortura e lo stupro. L’anno scorso la Commissione della missione investigativa delle Nazioni Unite sul Burundi aveva già denunciato la responsabilità di alti funzionari statali per crimini contro l’umanità. Il Burundi ha cercato di fermare i lavori della Commissione di indagine creata nel 2016 dal Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite. I funzionari del paese hanno definito il rapporto “menzogne”.

Eritrea

Etiopia

Kenya

  • Le autorità kenyane hanno arrestato un cittadino cinese per aver descritto come “scimmie” i Keniani e il loro presidente ha annunciato che verrà espulso.

Somalia

Sud Sudan

Tanzania

Uganda

  • Il cantante Bobi Wine ha lasciato l’Uganda per recarsi negli Stati Uniti venerdì 31 agosto, di notte. Sarà curato per le ferite causate dalle violenze subite durante la carcerazione preventiva dopo essere stato accusato di aver partecipato a scontri tra sostenitori dell’opposizione e del governo. Il 6 settembre ha annunciato di voler tornare in Uganda: “voglio continuare a combattere per quello in cui credono tutti gli ugandesi “, ha detto.

Zimbabwe

Africa Australe

Sudafrica

Botswana

Madagascar e gli Stati delle isole

Isole Maurizius

  • Il governo delle Isole Maurizius ha chiesto alla Corte Internazionale di Giustizia, il 3 settembre, di completare il processo di decolonizzazione britannica delle isole Chagos, un arcipelago di 64 isole nel mezzo dell’Oceano Indiano sulla cui isola principale, Diego Garcia, c’è una base militare statunitense. Secondo il ministro della Difesa delle Isole, che negoziarono l’indipendenza del paese negli anni sessanta, Londra “aveva minacciato” di non concedere l’indipendenza se non fossero stati d’accordo con la divisione dell’arcipelago. Negli anni sessanta, il Regno Unito affittò Diego Garcia agli americani, dove costruirono una base militare per le operazioni di guerra in paesi come l’Afghanistan e l’Iraq.

Madagascar

  • Almeno una persona è morta e più di trenta sono rimaste ferite per una fuga precipitosa alle porte dello stadio di calcio ad Antananarivo, la capitale del Madagascar. È successo quando migliaia di spettatori cercavano di entrare poco prima che iniziasse la partita di qualificazione per la Coppa d’Africa (CAN) tra le squadre del Madagascar e del Senegal.

Altre notizie


Osservatorio quindicinale

Autore:

Le notizie più importanti dall’Africa Subsahariana
18 agosto 2018

Manifestazioni contro la violenza sessista in Sud Africa; un nuovo focolaio di Ebola in Repubblica Democratica del Congo; la liberazione dell’ex prima donna ivoriana dopo sette anni di arresto, tra le altre notizie

Africa Occidentale e Sahel

Burkina Faso

  • Cinque gendarmi e un civile sono stati uccisi in un attacco jihadista in due comuni rurali nel Burkina Faso orientale. In questo Paese lo jihadismo si è insediato nel nord mentre agisce nella capitale per effettuare attacchi contro persone occidentali. Militanti jihadisti starebbero provando a spostarsi anche nell’est del Paese, dove possono nascondersi in aree boschive.

Costa d’Avorio

  • L’ex prima donna della Costa d’Avorio, Simone Gbagbo, è stata rilasciata l’8 agosto, dopo sette anni di carcere per una condanna a venti anni per le sue responsabilità nelle violenze post-elettorali nel 2010-2011, quando il presidente uscente, Laurent Gbagbo, e l’attuale presidente, Alassane Ouattara, si dichiararono entrambi vincitori delle elezioni. La liberazione è avvenuta a seguito di un’amnistia che il presidente Alassane Ouattara ha concesso a lei e ad altre 800 persone il 6 agosto con l’intenzione di promuovere la riconciliazione nazionale. Tuttavia, la prima donna è ancora perseguita dal Tribunale penale internazionale (ICC), che ha emesso contro di lei un ordine di cattura nel febbraio 2012. Suo marito, l’ex presidente del Paese Laurent Gbagbo, è stato arrestato per ordine della ICC nel 2011. Molti ivoriani credono che la vera riconciliazione arriverà solo quando verrà rilasciato.

Mali

  • Il 2 agosto sono stati annunciati i risultati delle elezioni presidenziali del 29 luglio. Il presidente uscente, Ibrahim Boubacar Keïta (IBK), ha vinto con il 41,42% dei voti sul suo principale rivale, Soumaïla Cissé, 17.80% di voti. In questo primo round, il cui tasso di partecipazione è stato del 43%, sono state riscontrate varie irregolarità come la vendita di schede di voto e attacchi violenti o armati. Il secondo round si è svolto il 12 agosto, con il presidente uscente in testa e con un tasso di partecipazione inferiore a quello del primo turno. L’avversario, Soumaïla Cissé, ha respinto i risultati prima della loro pubblicazione. Il peggior incidente durante questo secondo turno elettorale è stato la morte del presidente di un seggio elettorale nella regione settentrionale di Timbuktu, ucciso da sospetti jihadisti.

Mauritania

Niger

Africa Centrale

Angola

  • Il 14 agosto si è svolto a Luanda, capitale dell’Angola, un vertice regionale allo scopo di analizzare l’evoluzione della situazione nella Repubblica Democratica del Congo, l’applicazione degli accordi sottoscritti per il Sud Sudan e sui temi della pace e della situazione politica e di sicurezza nel continente. All’incontro hanno partecipato i presidenti di Gabon, Uganda, Zambia, Repubblica Democratica del Congo e Congo-Brazzaville.

Camerun

  • Sette soldati sono stati arrestati dopo l’indagine svolta a seguito della pubblicazione di un video sui social network in cui persone vestite da ufficiali militari camerunensi partecipano alla esecuzione di due donne, di una ragazza e di un ragazzo, accusati di essere collegati al gruppo jihadista Boko Haram. Inoltre, un nuovo video che circola sui social network mostra l’esecuzione sommaria di una dozzina di persone disarmate e vestite con abiti civili da parte di uomini che indossano uniformi dell’esercito.

Gabòn

Repubblica Democratica del Congo

  • Il governo ha annunciato un nuovo focolaio di Ebola nel Paese una settimana dopo aver proclamato la fine dell’epidemia nella provincia di Equateur, nel nord-ovest del Paese. Questo nuovo focolaio si verifica nel nord-est, nella provincia del Nord Kivu, a più di 2500 chilometri di distanza da quello precedente; nulla indica che queste epidemie siano correlate. Al 12 agosto erano registrati 57 casi (30 confermati e 27 probabili e di questi 41 persone sono morte, sebbene solo per 14 decessi è stato confermato che erano dovuti al virus). È il decimo focolaio nella Repubblica Democratica del Congo da quando venne scoperto il virus nel 1976 in questo Paese. Questo nuovo focolaio si verifica in un’area di conflitto armato che complica la situazione limitando l’accesso alle popolazioni colpite da parte degli operatori umanitari per fermare l’epidemia. La Croce Rossa ha rivolto un appello al dialogo tra i gruppi armati per garantire l’intervento sanitario. Inoltre, il 14 agosto, è stato confermato un primo caso di Ebola nella provincia di Ituri, vicina alla regione del Nord Kivu.
  • Nelle prime due settimane di agosto si è svolta una intensa attività politica. Da un lato, l’attuale presidente, Joseph Kabila ha annunciato che non parteciperà alle elezioni previste per dicembre di quest’anno, rispettando così la Costituzione che limita a due i mandati presidenziali. Kabila avrebbe dovuto lasciare nel dicembre 2016, quando terminò il suo penultimo mandato, ma le elezioni presidenziali vennero rinviate per evitare di perdere la carica presidenziale.
  • Rilasciato dalla Corte criminale internazionale a giugno, dopo essere stato assolto dall’accusa di crimini di guerra, l’ex presidente della RDC, Jean Pierre Bemba, è rientrato il 1 agosto nel suo Paese e si è candidato alle elezioni. Anche un avversario, Moises Katumbi, esiliato dal 2016, ha cercato di entrare nel Paese per presentare la sua candidatura, ma è stato bloccato al confine tra lo Zambia e la RDC, impedendogli di presentare la sua candidatura entro la scadenza. Infine, le cinque principali organizzazioni della società civile hanno lanciato il 14 agosto una piattaforma di sensibilizzazione e mobilitazione dei cittadini per il monitoraggio del processo elettorale.

Africa Orientale e Corno d’Africa

Burundi

  • Il presidente del Burundi, Pierre Nkurunziza, ha emesso un decreto che vieta l’uso di sacchetti di plastica entro i prossimi 18 mesi. Quando entrerà in vigore la norma, il Burundi si unirà agli altri Paesi africani che li hanno già banditi, come il Ruanda e il Kenya.

Etiopia

Kenya

Mozambico

Somalia

  • Tre persone sono morte il 5 agosto dopo l’esplosione di un’autobomba in una strada di Mogadiscio, la capitale della Somalia. Inoltre, cinque operatori umanitari della Luna Rossa (l’equivalente della Croce Rossa) sono stati rapiti mentre distribuivano cibo nel sud-ovest del Paese. Nessun gruppo ha rivendicato la responsabilità di questo rapimento, sebbene sia sospettato il gruppo jihadista Al Shabaab.

Sud Sudan

  • Il presidente del Sud Sudan, Salva Kiir, e l’ex vice presidente e capo del gruppo ribelle nel Paese, Riek Machar, hanno firmato il 5 agosto un accordo per il cessate il fuoco definitivo e per la distribuzione del potere allo scopo di porre fine al conflitto. Tuttavia, gli osservatori esprimono scetticismo perché non è il primo accordo di pace che non viene messo in pratica e diversi “cessate il fuoco” sono durati solo poche ore. Il Sud Sudan è diventato indipendente nel 2011 dal Sudan dopo una lunga guerra civile e nel dicembre 2013 ha iniziato la sua guerra interna, a causa delle discrepanze tra Salva Kiir e Riek Machar, che ha comportato l’uccisione di almeno 10.000 persone e 4 milioni di sfollati, di cui 2,48 rifugiati nei Paesi vicini, secondo le Nazioni Unite.

Zimbabwe

Africa Australe

Namibia

Sudafrica

Madagascar e gli Stati delle isole

Comore


Osservatorio quindicinale

Autore:

Le notizie più importanti dall’Africa Subsahariana
31 luglio 2018

La fine dell’epidemia di Ebola nella Repubblica Democratica del Congo; le elezioni presidenziali in Mali e Zimbabwe; la visita del presidente cinese in Senegal, Ruanda e Sudafrica… tra gli avvenimenti degli ultimi quindici giorni a sud del Sahara.

Resumen quincenal: lo más destacado de África subsahariana


Africa Occidentale e Sahel

Senegal

  • Il presidente della Cina, Xi Jinping, ha visitato il Senegal per due giorni per firmare accordi bilaterali. È stata la prima tappa del tour nell’Africa sub-sahariana che lo ha portato anche in Ruanda e in Sudafrica. La Cina è il secondo partner commerciale del Senegal dopo la Francia e il primo del continente africano. Il gigante asiatico è interessato alle sue materie prime, che ottiene in cambio di finanziamenti e infrastrutture.
  • 30 senegalesi sono stati condannati per il tentativo di costituire nel Paese una cellula jihadista legata al gruppo nigeriano Boko Haram. Le condanne vanno da 5 a 20 anni. L’indagine era iniziata nel 2015 dopo una pubblicazione su Facebook che mise in allarme i servizi di intelligence senegalesi.

Guinea Conakry

Mali

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Burkina Faso

  • L’esercito del Burkina Faso ha annunciato il 18 luglio di aver arrestato 60 sospetti terroristi durante un’operazione nel nord del Paese. L’operazione ha avuto inizio l’8 luglio con l’obiettivo di smantellare alcune basi terroristiche. Nel frattempo, attacchi, omicidi e sequestri continuano nel nord e si espandono in altre regioni. Il Burkina Faso ha iniziato a soffrire il jihadismo nel suo territorio nel 2015, pochi mesi dopo che Blaise Compaoré, presidente per 27 anni, venne dimesso sotto la pressione popolare dopo aver tentato di modificare la Costituzione. Il governo di Compaoré aveva stabilito un patto di non interferenza con i jihadisti in cambio della liberazione degli stranieri rapiti nella regione del Sahel.

Niger

  • Tre dei 26 attivisti della società civile detenuti da marzo sono stati rimessi in libertà. Il 24 luglio sono stati condannati a tre mesi di prigione, periodo di carcere già scontato prima della sentenza. Il procuratore aveva richiesto una condanna a tre anni di reclusione per aver organizzato e partecipato a una manifestazione non autorizzata contro la legge finanziaria per il 2018. Altri attivisti sono stati condannati a uno o due anni di reclusione e altri ancora sono in attesa della sentenza per mancanza di prove.
  • L’esercito ha annunciato il 21 luglio di aver ucciso dieci terroristi e respinto un attacco di Boko Haram nel sud-est del Paese, al confine con la Nigeria. All’inizio di luglio sei soldati nigerini erano stati uccisi in un attacco del gruppo jihadista e nel mese di giugno tre attentatori suicidi si erano fatti esplodere in diversi luoghi di Diffa, la capitale della regione meridionale, sempre a nome di Boko Haram.

Nigeria

  • Quindici senatori nigeriani hanno abbandonato a causa di discrepanze il partito di governo (APC) per entrare nella principale formazione di opposizione (PDP). Questa decisione ha comportato per il governo la perdita della maggioranza al Senato, ora in mano all’opposizione. Non è la prima frattura interna al partito di governo: a inizio luglio ci fu una scissione con la costituzione di una nuova formazione (RAPC), in vista delle elezioni generali che si terranno nel febbraio 2019.
  • 22 presunti membri di Boko Haram sono stati arrestati dalle forze dell’ordine, secondo quanto riferito dalla polizia nigeriana il 18 luglio. Otto di loro, nell’aprile 2014, sarebbero stati coinvolti nel rapimento, di notevole risonanza mediatica, delle oltre 200 ragazze Chibok. Inoltre, il 27 luglio, undici soldati nigeriani e tre civili sono stati uccisi in un attacco di Boko Haram a un posto militare nel nord-est del Paese.
  • È stato reso pubblico un video che mostra il secondo allenatore della selezione della nazionale nigeriana, Salisu Yusuf, che, nel settembre 2017, sta accettando una tangente di 1000 dollari per includere due giocatori nella lista nazionale.


Africa Centrale

Camerun

  • Sono stati arrestati quattro militari per l’esecuzione di due donne, una ragazza e un bambino, accusati di essere legati al gruppo jihadista Boko Haram. Questi arresti avvengono nell’ambito dell’inchiesta che si sta svolgendo dopo la diffusione di un video sui social network in cui si vedono individui vestiti da soldati camerunensi che compiono gli omicidi.

Repubblica Centrafricana

  • Secondo Europa Press, tre giornalisti russi sono stati uccisi nella notte tra lunedì e martedì 31 luglio da uomini armati non identificati nella città di Sibut, nel centro della Repubblica Centrafricana. Stavano raccogliendo materiale per un reportage sulle compagnie militari private che operano nella regione. La Russia ha contribuito ad armare le forze di sicurezza della RCA e dall’inizio dell’anno ha schierato addestratori militari a Bagui, la capitale. Inoltre, l’attuale consigliere per la sicurezza del presidente, Faustin-Archange Touadéra, è russo.

Repubblica Democratica del Congo

  • Il 24 luglio la Repubblica Democratica del Congo ha dichiarato conclusa l’epidemia di Ebola iniziata l’8 maggio che ha portato a 54 casi (38 confermati e 16 probabili), di cui 33 mortali. È stata la nona epidemia di febbri emorragiche da Ebola dal 1976.
  • Il presidente della RDC, Joseph Kabila, ha pronunciato il 19 luglio un discorso in cui ci si attendeva un annuncio sul suo futuro politico, cioè se intende o meno presentarsi alle elezioni presidenziali del 23 dicembre; pur rimanendo al potere dopo la scadenza del suo secondo mandato terminata nel dicembre 2016 mentre la Costituzione proibisce un terzo mandato. Il capo dello Stato non ha detto nulla al riguardo, ma giorni dopo ha chiesto ai suoi amici di suggerire un “delfino” prima dell’8 agosto.
  • Il 17 luglio il governo congolese è stato invitato a indagare sul sostegno delle autorità provinciali e nazionali alle milizie nella regione del Kasai tra il 2016 e il 2017, secondo un rapporto presentato dal Congo Study Group (GEC) dell’Università di New York.

Congo Brazzaville

  • 13 persone sono state uccise in una stazione di polizia a Brazzaville, nella capitale, secondo diverse testimonianze raccolte dall’Osservatorio congolese dei diritti umani. Le circostanze di ciò che è successo non sono ancora chiare.

Guinea Equatoriale


Africa Orientale e Corno d’Africa

Etitrea

Etiopia

https://twitter.com/AFPAfrica/status/1019521692492881921?ref_src=twsrc%5Etfw

Sud Sudan

  • Il presidente del Sud Sudan, Salva Kiir, e il leader ribelle, Riek Machar, hanno firmato il 25 luglio un accordo “preliminare” di condivisione del potere che ripristina Machar come primo vicepresidente. L’accordo “preliminare” dovrebbe entrare in vigore il 5 agosto e aprire un periodo con un governo di transizione allo scopo di risolvere la guerra civile che è in corso dal dicembre 2013, per contrasti tra i due leader.

Kenya

  • Il ministro del turismo del Kenya ha sospeso sei agenti del Servizio di protezione della fauna selvatica per la morte di 10 rinoceronti durante il loro trasferimento da un parco naturale a un altro. Ha biasimato la negligenza dei funzionari e denunciato la passività del personale. Il ministro ha denunciato che, secondo la ricerca effettuata sulle cause di morte degli animali, si è stabilito che siano morti per «sindrome da stress multiplo intensificata da avvelenamento da sale e per condizioni di disidratazione acuta».
  • Amnesty International ha invitato le autorità keniane a fermare lo sgombero di 30.000 persone dalla baraccopoli di Kibera, a Nairobi, dove è in costruzione una strada per collegare altre due importanti strade della città e alleviare il traffico. Le demolizioni di case, scuole e ospedali di Kibera sono iniziate il 23 luglio. Molti abitanti colpiti dall’azione di demolizione hanno detto di non avere mai ricevuto notizia dell’arrivo dei bulldozer.

Zimbabwe

  • Lo Zimbabwe ha tenuto le elezioni generali il 30 luglio. Sono le prime ad aver luogo senza Robert Mugabe, presidente del Paese per 37 anni fino a novembre 2017, quando ha dovuto dare le dimissioni forzato dai militari, che hanno messo al potere Emmerson Mnangagwa. Mnangagwa era stato vice presidente di Mugabe fino alla sua espulsione nel novembre 2017 e presumibilmente cospirava contro di lui. I principali candidati per le elezioni sono Emmerson Mnangagwa e l’avversario Nelson Chamisa. In una apparizione in conferenza stampa alla vigilia delle elezioni, Robert Mugabe ha dichiarato che non voterebbe per il suo vecchio partito.


Africa Australe

Sudafrica

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Madagascar e gli Stati delle isole

Comore


Osservatorio settimanale

Autore:

Le notizie più importanti della settimana dall’America Latina
28 luglio 2018

L’estremista di destra brasiliano Jair Bolsonaro presenta la sua candidatura alle elezioni presidenziali, mentre la giustizia prende tempo per interdire l’ex presidente Lula; in Messico nel 2018 i morti ammazzati sono stati finora più di 13.000, una media di 88,7 omicidi al giorno; secondo l’IACHR dall’inizio delle proteste in Nicaragua i morti sarebbero 448, e 2830 i feriti…

Bolsonaro, el “Le Pen” de Brasil, ganaría las presidenciales si no se presenta Lula
 

Messico

Cuba

  • Il Parlamento cubano ha approvato il progetto di riforma della Costituzione. Tra le novità vengono stabiliti il riconoscimento e il rispetto nei confronti della proprietà privata, il matrimonio tra persone dello stesso sesso e la cancellazione dell’obiettivo di costruire una “società comunista”. La nuova Magna Carta cubana sarà sottoposta a consultazione popolare tra il 13 agosto e il 15 novembre.

Haiti

El Salvador

  • Il governo degli Stati Uniti è in allarme per una autorizzazione data alla Cina, dal governo salvadoregno, per la costruzione di una base commerciale e militare. Gli Stati Uniti sono il Paese con il maggior numero di basi militari distribuite in tutto il mondo (anche in America Latina).

Nicaragua

  • Le manifestazioni contro il governo di Daniel Ortega compiono 100 giorni. Appello ai manifestanti di Alleanza Civica, che riunisce diverse organizzazioni contrarie al governo, a vestirsi di bianco per altri 100 giorni per chiedere le dimissioni di Ortega e per nuove elezioni.
  • In una intervista a Telesur e a Fox News, il presidente Daniel Ortega dichiara che non convocherà le elezioni perché «creerebbero instabilità» e «insicurezza», e ribadisce che «il veleno è diffuso dall’interventismo americano in Nicaragua», in riferimento ai finanziamento che Washington ha destinato ai gruppi di opposizione. Tuttavia, non ha presentato alcuna prova per sostenere questa accusa. In questo link, il giornale “La Prensa de Nicaragua” analizza l’intervista di Ortega a Fox e rifiuta molti dei suoi argomenti.
  • L’IACHR (la Commissione interamericana per i diritti umani) ha aggiornato le cifre relative ai danni umani durante le manifestazioni in Nicaragua: 448 morti, 2830 feriti e 595 dispersi, per lo più civili.

Costa Rica

Panama

  • 21 Paesi dell’America Latina parteciperanno al Simposio sulla sicurezza nel Continente americano. L’incontro è stato organizzato con discrezione e vedrà la partecipazione dei ministri della difesa e altri alti funzionari della regione. Non è normale vedere una presenza così ampia e così composita di numerosi Paesi latinoamericani.

Colombia

  • L’ex-presidente e senatore Álvaro Uribe si dimette dal Senato dopo che la Corte Suprema di Giustizia lo ha imputato per una possibile manipolazione dei testimoni. A seguito di alcune registrazioni telefoniche, il giudice colombiano sospetta che Uribe abbia manipolato diversi testimoni, collegati con gruppi paramilitari, alcuni dei quali erano venuti ad addestrarsi e a operare nelle sue aziende agricole.
  • La Giurisdizione speciale per la pace assume il caso 003, popolarmente noto come il caso dei “falsi positivi”, che indaga sull’assassinio di oltre 2000 contadini e indigeni, senza che avessero alcuna relazione con i guerriglieri, per mano dei militari e dei paramilitari. I fatti si sono gravemente ripetuti durante il governo di Álvaro Uribe, che offriva ricompense in denaro a coloro che uccidevano guerriglieri delle FARC e di altre organizzazioni.
  • Jesús Santrich, leader del partito FARC in carcere (condannato per aver esportato cocaina negli Stati Uniti), afferma che «non sarà possibile un accordo di pace con l’ELN» (acronimo di Esercito di Liberazione Nazionale) perché, a suo parere, non viene rispettato il percorso del processo di pace.
  • Attualmente, ci sono 105 cause pendenti contro lo Stato colombiano per omissione della protezione di centinaia di attivisti minacciati. Delle 403 richieste di protezione presentate in questo momento, solo 176 sono state accettate.
  • L’IACHR porta la Colombia davanti alla Corte interamericana per i diritti umani per non avere protetto i membri del partito di sinistra Unione patriottica, che ha perso più di 6000 membri negli anni ’80 e ’90. Unión Patriótica nacque a metà degli anni ’80 come parte impegnata nel processo di pace avviato tra le FARC e il presidente Belisario Betancur.
  • Secondo il Centro per gli Studi sulla sicurezza in Colombia, diversi gruppi di narcotrafficanti in Messico e Brasile potrebbero finanziare i dissidenti delle FARC, le organizzazioni paramilitari e altri gruppi criminali in Colombia, affinché subentrino nel controllo delle aree di coltivazione della coca del Paese, principalmente sulla costa del Pacifico.

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Venezuela

  • Il giornale El País afferma che una ricerca condotta «con base a Miami» ha scoperto una rete di corruzione che presumibilmente ha sottratto 1200 milioni di dollari dalla compagnia petrolifera PDVSA tra il 2014 e il 2015.
  • Il presidente Nicolás Maduro annuncia la soppressione di cinque zeri al bolivar. Il Fondo monetario internazionale afferma che l’inflazione in Venezuela supererà il 1.000.000% nel 2018.

Brasile

  • Il senatore, ex militare e leader dell’estrema destra brasiliana Jair Bolsonaro, formalizza la sua candidatura alle elezioni presidenziali di ottobre. Bolsonaro ha il sostegno dell’establishment militare ed è un ardente sostenitore delle privatizzazioni in Brasile. È conosciuto per le sue posizioni razziste (ha promesso di porre fine alle riserve indigene e ai quilombolas), omofobico e sostenitore delle misure repressive per fermare la violenza nel Paese (al Congresso è arrivato a dichiarare «Sono favorevole alla dittatura»). Il suo volto comparve sulle prime pagine degli organi di informazione durante il voto per l’impeachment di Dilma Rousseff, quando dedicò il suo voto al colonnello Carlos Alberto Brilhante, torturatore della Rousseff durante la dittatura. Attualmente è il secondo politico più popolare nei sondaggi sulle intenzioni di voto, dietro l’ex presidente Lula.
  • Le autorità hanno arrestato due paramilitari sospettati di aver partecipato all’omicidio dell’attivista e consigliera di sinistra Marielle Franco, assassinata a Rio de Janeiro nel febbraio scorso mentre indagava sugli abusi nel contesto della militarizzazione della città.
  • 28 membri del Congresso e del Senato degli Stati Uniti, tra cui Bernie Sanders, hanno avanzato per lettera la richiesta al governo brasiliano del rilascio di Luiz Inácio Lula da Silva. «La lotta alla corruzione non può essere usata per giustificare la persecuzione degli oppositori politici o negar loro il diritto di partecipare liberamente alle elezioni».

Ecuador

  • La giustizia ecuadoregna ratifica l’ordine di detenzione preventiva contro l’ex presidente Rafael Correa, imputato e chiamato a testimoniare per presunti legami con il rapimento di un avversario ecuadoregno nel 2012. L’ex presidente ha risposto su Twitter da Bruxelles che «visto che l’Ecuador è totalmente al di fuori dell’ordine costituzionale, così come è chiaro il complotto politico-mediatico-giudiziario contro di me … ci rivolgeremo alle istanze internazionali».
  • Il presidente Lenín Moreno si incontra a Madrid con il presidente spagnolo Pedro Sánchez e il re Filippo VI.

Perú

  • Una settimana dopo le dimissioni di tutti i giudici della magistratura (tranne uno), accusati di aver trafficato con le nomine della magistratura alla Corte Suprema in cambio di favori e denaro, il nuovo presidente di questa entità riapre il dibattito e propone che gli alti magistrati siano eletti a suffragio universale.
  • Vicente Zeballos, il nuovo Ministro della giustizia del Perù, propone di annullare l’indulto concesso in dicembre all’ex dittatore Alberto Fujimori e di convocare elezioni anticipate per disincagliare la crisi politica e di legittimità che il Paese sta attraversando. Fujimori, in coincidenza con il suo ottantesimo compleanno, ha risposto per lettera: «che sia la storia a giudicarmi».

Paraguay

  • Il ministro dell’Agricoltura e il viceministro della zootecnia, così come un tecnico e il pilota, sono morti a seguito dello schianto dell’aereo su cui viaggiavano.
  • La giustizia del Paraguay rilascia 11 contadini di Curuguaty che erano stati condannati (senza prove) per il massacro di Curuguaty (2012). Curuguaty è stato uno dei casi più rappresentativi dell’abuso dei proprietari terrieri paraguaiani, proprietari della maggior parte del territorio nel loro Paese. Il massacro di Curuguaty è stato uno dei fattori scatenanti che ha segnato la fine del presidente di sinistra Fernando Lugo.

Argentina

  • Gruppi sociali, partiti di opposizione e persino sindacati stanno organizzando manifestazioni contro i piani del presidente Mauricio Macri di autorizzare le Forze armate a intervenire in materia di sicurezza interna. Gli avversari di questa decisione avvertono del rischio che questa implica per il rispetto dei diritti umani e ricordano che, dalla fine della dittatura, i militari sono solo responsabili dei compiti di difesa nazionale.
  • La giustizia argentina sta indagando se la coalizione Cambiemos (guidata dal presidente Mauricio Macri) ha iscritto persone in situazioni svantaggiate come donatori di partito in cambio di sussidi sociali.

Cile

Altre informazioni

  • Due giovani latino americani su tre non sono convinti che «no è no». L’86% dice di non voler intervenire per aiutare una donna aggredita dal proprio compagno. Questi e altri dati sull’atteggiamento della gioventù latinoamericana nei confronti delle donne emergono da un maxi sondaggio condotto da Oxfam.
  • I Paesi dei blocchi del Mercosur (Uruguay, Paraguay, Argentina e Brasile) e l’Alleanza del Pacifico (Messico, Cile, Colombia e Perù) fanno il primo passo verso la firma di un accordo di libero scambio Se materializzato, sarebbe il primo accordo di libero scambio tra i due blocchi economici.
  • Nel giorno internazionale delle donne afrolatinoamericane, il collettivo colombiano-cileno Mujeres con Todas las Letras riscatta la figura di Tereza de Benguela, regina e guerriera di Quilombo nella regione brasiliana del Mato Grosso e figura emblematica della lotta contro la schiavitù.

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tratto da lamarea.com
traduzione di Fulvio Perini


Osservatorio settimanale

Autore:

Le notizie più importanti della settimana dall’America Latina
22 luglio 2018

Berta Cáceres vince la sua battaglia due anni dopo essere stata uccisa; il FMI rivela le condizioni del salvataggio in Argentina; gli zapatisti rifiutano il dialogo con López Obrador; il Primo Ministro di Haiti si dimette; la violenza continua in Nicaragua…

 

Messico

  • Il presidente eletto, Manuel López Obrador (AMLO), apre il dibattito sulla depenalizzazione della droga con l’obiettivo, secondo le parole della segretaria agli Interni Olga Sánchez Cordero, di “pacificare questo Paese”. AMLO ha anche annunciato il lancio di un piano in 50 punti per stabilire misure di austerità e combattere la corruzione.
  • L’Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale (EZLN) respinge la proposta di dialogo di Lopez Obrador, una proposta trasmessa per lettera tramite il prete Alejandro Solalinde. L’EZLN sostiene che in precedenti occasioni sono stati ingannati, sottolinea che questa richiesta, se vera, sarebbe stata fatta pubblicamente e ribadisce la volontà di continuare la lotta «perché la libertà non si riceve né come elemosina, né come favore umano o divino; si conquista combattendo».
  • In linea con la posizione dell’attuale governo, un giudice federale pone il veto alla creazione della Commissione per la verità e giustizia per indagare sulla scomparsa di oltre 30.000 persone in Messico, tra loro i 43 studenti di Ayotzinapa nel 2014.
  • Il diabete e la scarsità d’acqua continuano ad aumentare in modo preoccupante a San Cristóbal de las Casas (Chiapas), mentre allo stesso tempo la fabbrica di bibite zuccherate di proprietà della Coca Cola consuma la maggior parte dell’acqua fresca disponibile nel posto. Un rapporto del New York Times rivela il circolo vizioso: di fronte alla scarsità d’acqua, che viene utilizzata per produrre bevande analcoliche, la popolazione sceglie di consumare bevande zuccherate, meno costose e più accessibili dell’acqua potabile, generando così nuovi e seri problemi di salute.

Cuba

  • L’Avana ha ospitato questa settimana il 24° incontro del Forum di San Paolo che ha visto la partecipazione di 439 delegati di governi, partiti e organizzazioni della sinistra latino-americana. All’incontro hanno anche preso parte diversi presidenti, tra questi Nicolás Maduro (Venezuela) ed Evo Morales (Bolivia), così come l’ex presidente brasiliana Dilma Rousseff, che ha focalizzato l’intervento in difesa dell’ex presidente Lula. I partecipanti hanno criticato l’attacco imperiale che, a loro parere, ha come attuali obiettivi il Venezuela, il Nicaragua e il Brasile.
  • La commissione che sta elaborando la nuova Costituzione cubana stabilirà un massimo di due legislature (10 anni in totale) per i mandati del presidente e vicepresidente della Repubblica cubana.

Haiti

  • Il primo ministro, Jack Guy Lafontant, ha presentato le sue dimissioni davanti al presidente, Jovenel Moïse, in conseguenza delle manifestazioni e delle violenze sorte dopo aver annunciato un forte aumento del prezzo dei carburanti. Questa misura era stata imposta dal FMI, Fondo Monetario Internazionale, per continuare a fornire assistenza finanziaria ad Haiti.
  • Il presidente ha annunciato la creazione di un “governo inclusivo” dopo le dimissioni del primo ministro.

Honduras

  • Vittoria della lotta di Berta Cáceres e degli attivisti ambientalisti e indigeni in Honduras: la Banca olandese di sviluppo e il Fondo finlandese per la cooperazione industriale annunciano la rinuncia al progetto idroelettrico di Agua Zarca, della società DESA, che ha messo a rischio la sopravvivenza del popolo Lenca e ha causato un forte impatto sull’ambiente naturale. Questo progetto è stato l’epicentro di un’ampia lotta sociale, che ha provocato per diversi anni un gran numero di minacce e omicidi, tra cui quello di Berta Cáceres, attivista e leader del Consiglio civico delle organizzazioni popolari e indigene dell’Honduras (Copinh), nel marzo 2016.
  • Il ritiro delle istituzioni olandesi e finlandesi arriva solo due mesi dopo il tour in Europa di diversi attivisti honduregni, tra cui Laura Zúñiga Cáceres, figlia di Berta Cáceres (intervistata da La Marea a maggio), per chiedere l’individuazione delle responsabilità per la situazione di violenza che ha generato la costruzione della diga.

Nicaragua

Colombia

Venezuela

  • Il governo venezuelano apre 3000 punti di distribuzione alimentare per affrontare la carenza di cibo. Le autorità parlano di “guerra economica” e incolpano l’opposizione e i governi stranieri.
  • Il gruppo di Lima, composto principalmente da Paesi dell’America Latina con governi conservatori, è preoccupato per il crescente dispiegamento militare al confine tra Venezuela e Colombia, e annuncia «misure a livello politico, economico e finanziario per contribuire al ripristino dell’ordine democratico» in Venezuela.
  • Il ministro degli Esteri spagnolo, Josep Borrell, annuncia una nuova fase di relazioni con Venezuela e Cuba basata sul “dialogo”.

Brasile

  • La giustizia brasiliana assolve l’ex presidente Luiz Inácio Lula da Silva per il reato di ostruzione alla giustizia. Ora l’ex mandatario deve affrontare accuse per presunto riciclaggio di denaro sporco, motivo per cui è stato imprigionato (questa settimana ha scontato 100 giorni di carcere). Inoltre, la Corte elettorale superiore ha rifiutato di negare il diritto di candidarsi, mentre Lula rimane il favorito nei sondaggi elettorali in vista delle elezioni presidenziali di ottobre. Questa notizia è stata accompagnata da diverse manifestazioni a sostegno di Lula nelle principali città del Brasile.
  • La polizia brasiliana apre una nuova indagine per presunti pagamenti illegali da parte di alti funzionari dell’Esercito al presidente non eletto, Michel Temer, nel decennio degli anni ’90.
  • La polizia federale apre una nuova inchiesta contro Carlos Marun, segretario del governo e mano destra di Temer, per presunti legami con una rete di corruzione e di tangenti che coinvolge il Ministero del lavoro e diversi sindacati.
  • Cinque mesi dopo che il governo brasiliano ha attribuito all’esercito i poteri per la sicurezza a Rio de Janeiro, il numero di omicidi ha registrato un aumento dell’80%, secondo la relazione dell’Università Cándido Mendes. In totale, negli ultimi dieci anni, sono state uccise a Rio de Janeiro 46.750 persone.

Ecuador

  • Si conclude la fase investigativa sul caso del presunto rapimento dell’ex deputato Fernando Balda nel 2012. L’ufficio del procuratore ecuadoriano si pronuncerà lunedì sulla imputazione dell’ex presidente Rafael Correa, accusato per il presunto coinvolgimento nel rapimento. Correa ha detto questa settimana in un’intervista di essere «responsabile per la corruzione sul piano politico, ma non sul piano giudiziario».
  • Il presidente, Lenin Moreno, non visiterà Julian Assange durante la sua visita a Londra. Assange, fondatore di Wikileaks, rimane un rifugiato nell’ambasciata ecuadoriana nella capitale britannica dal 2012. Moreno farà visita anche in Spagna. Secondo alcuni analisti e media, la visita in Europa viene interpretata come uno sforzo per impedire che il suo predecessore ed ex compagno di partito, Rafael Correa, residente in Belgio, possa ottenere asilo politico in Europa.

Perú

  • Il responsabile dell’ufficio elettorale peruviano è stato destituito a seguito dello scandalo che scuote la sezione giudiziaria, l’organismo incaricato di nominare i 4000 giudici e pubblici ministeri che esercitano nel Paese. Inoltre, questa settimana la magistratura ha dichiarato 90 giorni di stato d’emergenza a causa di questo scandalo di corruzione. In totale, dei sette membri che compongono il Consiglio Nazionale della Magistratura, cinque si sono dimessi, uno è stato sospeso e solo uno ha conservato il posto di magistrato.
  • Salvador Heresi, il ministro della Giustizia e dei diritti umani, si dimette dopo la pubblicazione di alcune registrazioni audio in cui presumibilmente parla con César Hinostroza, il giudice che in altri audio appare negoziando incarichi giudiziari (traffico di influenze) che, in teoria, dovrebbero essere stabiliti con criteri di indipendenza e professionalità. In altre registrazioni audio appaiono César Hinostroza e altri alti magistrati che presumibilmente stanno trattando le condanne in cambio di tangenti. Dopo aver sentito la notizia, migliaia di persone hanno partecipato alle proteste contro la corruzione
  • Jaime Guardia, uno straordinario promotore della musica tradizionale peruviana, è morto a 85 anni.
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Paraguay

  • È morto Aldo Zuccolillo, lo “zar” della stampa paraguaiana e fondatore della compagnia di media ABC Color, proprietario della più grande testata giornalistica del Paraguay.
  • Martín Almada, membro della Associazione americana dei Giuristi, chiede al governo spagnolo l’apertura e la consegna di copia dell’archivio sui “Paesi vittime del Piano Condor (1970- 1980)”, organizzato dagli Stati Uniti per imporre nella regione dittatori favorevoli a Washington.

Argentina

  • Mauricio Macri, che non è apparso sui media per più di due mesi, sottolinea che la crisi economica in Argentina è il prodotto di una semplice “tempesta” temporanea.
  • Dopo aver approvato il salvataggio di 50.000 milioni di dollari, il FMI chiede all’Argentina di sospendere le opere pubbliche, imporre salari più bassi, ridurre il numero dei funzionari pubblici e vendere proprietà dello Stato (vedi l’elenco completo delle richieste). L’amministratore delegato del FMI, Christine Lagarde, è giunta venerdì in Argentina per incontrare il governo per la seconda volta.
  • La polizia argentina ha arrestato a Mar de Plata Sergio Francisco Jara Arancibia, colonnello durante la dittatura di Pinochet, fuggito da circa un anno, dopo essere stato accusato di vari omicidi compiuti nel 1973 (anno in cui Pinochet ha fatto il colpo di Stato che ha rovesciato il presidente Salvador Allende). L’Argentina estraderà l’ex colonnello in Cile.

Cile

  • La gendarmeria cilena impedisce l’accesso dei medici per valutare la salute del machi (autorità religiosa Mapuche) Celestino Córdova, che questo venerdì celebra i 51 giorni di sciopero della fame nella prigione di Temuco. Córdova è stato condannato a 18 anni di carcere insieme ad altri tre Mapuche per l’omicidio di due contadini di origine straniera nel 2013; i quattro imputati negano di esserne i responsabili.

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  • Óscar Muñoz Toledo, ex rappresentante internazionale dell’Arcivescovado di Santiago, è stato arrestato per presunti reati di abuso sessuale e stupro nei confronti di minori di età. Dopo l’arresto, la polizia cilena ha anche perquisito la sede dell’Arcidiocesi e del Tribunale Ecclesiastico a Santiago del Cile.

Altre informazioni

  • Vertice dell’Unione europea e della Comunità degli Stati dell’America latina e dei Caraibi (CELAC) a Bruxelles, che ha riunito i ministri degli esteri di entrambi i blocchi, per parlare di commercio e investimenti. Entrambi i blocchi hanno optato per il multilateralismo, contro il protezionismo promosso dal governo degli Stati Uniti.
  • Nell’ambito di questo vertice, si è tenuto a Bruxelles un incontro tra rappresentanti del Mercosur e dell’Unione europea per negoziare un accordo di libero scambio, una questione su cui entrambi i blocchi sono impegnati da quasi due decenni. In questa occasione, il Mercosur ha notato la “volontà politica”, secondo le fonti citate dall’EFE. Tra la fine di agosto e l’inizio di settembre verrà reso noto se vi è possibilità di accordo o progressi significativi in questo senso.
  • La Giustizia degli Stati Uniti proibisce al governo di deportare le famiglie di migranti che si sono potute incontrare con i loro parenti dopo essere state separate. Il giudice che ha fermato queste espulsioni sostiene il diritto di tali famiglie a richiedere asilo.
  • L’Osservatorio del debito nella globalizzazione (ODG) pubblica un rapporto nel quale viene analizzata la distribuzione del business di nuove infrastrutture attraverso accordi pubblico-privati.

 

Tratto da lamarea.com
Traduzione di Fulvio Perini


Osservatorio quindicinale

Autore:

Le notizie più importanti dall’Africa Subsahariana
16 luglio 2018

Africa Occidentale e Sahel

Guinea Conakry

Sierra Leone

  • L’ex vicepresidente della Sierra Leone Victor Foh è stato arrestato il 5 luglio insieme all’ex ministro delle risorse minerarie per un caso di presunta appropriazione indebita di fondi a seguito della pubblicazione di una relazione del nuovo governo (aprile 2018) in cui viene valutata l’attività della precedente amministrazione.
  • Nello stesso giorno, la Corte di giustizia dell’ECOWAS (Comunità economica degli Stati africani occidentali) ha rinviato a tempi indefiniti l’udienza sulla denuncia per le vittime dell’epidemia di Ebola contro il governo della Sierra Leone. La causa venne avviata nel dicembre 2017 con l’accusa al governo di negligenza, cattiva gestione e corruzione dei fondi destinati ad affrontare l’epidemia in cui morirono 3956 persone in Sierra Leone, per un totale di più di 11.300 sommando le morti in Liberia e Guinea.

Mali

  • La principale coalizione jihadista nel Sahel, il Gruppo di appoggio all’Islam e ai musulmani, noto con il suo acronimo in arabo JINM, ha condotto due attacchi durante il primo fine settimana di luglio contro una pattuglia dell’operazione francese Barkhane a Gao, nel nord del Paese, e contro la nuova sede a Sévaré (centro del Mali) della forza militare congiunta G5 Sahel (Burkina Faso, Ciad, Mali, Mauritania e Niger). Gli attacchi coincidono con l’incontro in Mauritania tra i leader di questa forza militare e il presidente francese.

Burkina Faso

  • Un cittadino è stato condannato a due mesi di carcere per una pubblicazione su Facebook con l’accusa di incitare al disturbo dell’ordine pubblico, demoralizzare le forze armate e cospirare contro la sicurezza dello Stato. Seguito da oltre 34.000 persone su questo social network, Naim Touré, di 35 anni, era stato arrestato preventivamente il 14 giugno dopo aver pubblicato un post per denunciare, indignato, l’abbandono al suo destino di un poliziotto ferito a seguito di un’operazione antiterroristica condotta a Ouagadougou, la capitale. I blogger e gli attivisti si preoccupano per la libertà di espressione in un Paese in cui i social network sono sempre più importanti per mobilitare i cittadini.

Niger

  • Continua il caso dei 26 attivisti detenuti da marzo per aver organizzato e partecipato a una manifestazione non autorizzata dal governo contro la legge finanziaria 2018, giudicata impopolare. Il 10 luglio, l’accusa ha chiesto tre anni di prigione per tre leader della società civile: Ali Idrissa (capo della Rete delle organizzazioni per la trasparenza e l’analisi del bilancio), Moussa Tchangari (segretario generale dell’Associazione degli spazi cittadini alternativi) e Nouhou Arkiza (presidente del Movimento per la promozione della cittadinanza responsabile).
  • D’altra parte, un tribunale in Niger ha comminato tra i due e i sette anni di carcere ai 17 membri del gruppo jihadista nigeriano Boko Haram, che attacca ormai anche nel sud del Niger. Al processo erano imputati 42 sospettati e 21 sono stati rilasciati. Le prime prove a carico dei presunti membri di Boko Haram erano state raccolte nel marzo del 2017.

Costa d’Avorio

Benín

  • I deputati dell’opposizione continuano a votare contro la revisione della Costituzione proposta dal governo, come hanno fatto ad aprile 2017. I sostenitori dell’esecutivo sottolineano che il voto è puramente politico mentre vi è consenso su alcuni punti di modifica come l’abolizione della pena di morte, la creazione della Corte dei conti o l’aumento della rappresentanza delle donne in posizioni di responsabilità. Con il rifiuto dell’opposizione, l’unica possibilità per il governo è indire un referendum per far approvare le modifiche alla Costituzione.

Nigeria

Africa Centrale

Camerun

Repubblica Democratica del Congo

Guinea Equatoriale

  • Il partito di opposizione Convergenza per la Democrazia Sociale (CPDS) ha criticato e denunciato come “inganno” il tavolo del dialogo organizzato dal governo e previsto per lunedì 16 luglio. Qualche settimana fa l’unico partito di opposizione (Cittadini per l’Innovazione) che aveva raggiunto la rappresentanza parlamentare nelle ultime elezioni legislative, e che è stato posto fuori legge da febbraio, ha riferito di non essere stato invitato a questo tavolo del dialogo, già convocato a metà giugno da Teodoro Obiang, presidente della Guinea equatoriale da 39 anni.

Africa Orientale e Corno d’Africa

Somalia

  • Almeno cinque civili sono morti e più di 10 sono rimasti feriti nell’attacco a colpi di mortaio avvenuto il primo luglio in un quartiere civile vicino al quartier generale della Missione dell’Unione Africana in Somalia (AMISON). Il gruppo jihadista Al Shabab ha rivendicato l’attacco. Sei giorni dopo, a Mogadiscio, la capitale, altre cinque persone sono morte e tredici sono rimaste ferite in due simultanei attacchi con esplosivo contro il Ministero della Sicurezza.

Gibuti

  • Gibuti ha inaugurato il 5 luglio quella che potrebbe diventare entro il 2028 la zona franca per il commercio più grande nel continente africano. Questo Paese, situato nel cosiddetto Corno d’Africa, mira a sfruttare al massimo la sua posizione strategica all’ingresso del Mar Rosso e diversificare l’economia del Paese, creare posti di lavoro, attrarre investimenti e quindi aumentare il proprio PIL dell’11%. La realizzazione di questo progetto avverrà grazie ai fondi cinesi, principali azionisti del porto di Gibuti. È in questo Paese africano che la Cina ha realizzato la sua prima base militare all’estero, lo scorso anno.

Eritrea

  • Storico primo fine settimana di luglio per le relazioni tra Eritrea ed Etiopia. La visita del primo ministro etiope Abiy Ahmed al presidente dell’Eritrea, Isaiah Afewerki, ha posto fine ai 20 anni di disputa di confine che ha portato a una guerra tra il 1998 e il 2000 in cui morirono circa 80.000 persone. I rapporti diplomatici sono stati ripristinati ed entrambi i Paesi riapriranno le loro ambasciate. Il presidente dell’Eritrea ha anche fatto una visita storica ad Addis Abeba, la capitale etiope, nel fine settimana del 14-15 luglio. La pace tra i due Paesi giunge con l’arrivo al potere del primo ministro etiope in aprile, orientato ad attuare politiche riformiste come il rilascio dei dissidenti detenuti o l’eliminazione delle restrizioni a Internet.

Etiopia

  • Continua la violenza nel sud del Paese che da giugno ha costretto più di 800.000 persone a fuggire nelle aree di confine di Gedeo e Ovest Guji. È un conflitto tra le comunità somale (per lo più pastori) e Oromo (principalmente agricoltori) per il controllo del territorio e delle risorse, i pozzi e i pascoli.
  • Il primo ministro dell’Etiopia, Abiy Ahmed, si è incontrato il 2 luglio con Sophia, il robot umanoide più avanzato del mondo, giunto nella capitale etiopica.

Sud Sudan

  • Incontratisi nella capitale etiopica, il presidente del Sud Sudan Salva Kiir e l’ex vicepresidente Riek Machar non hanno raggiunto alcun accordo. Mentre a Khartoum, la capitale del Sudan, la mediazione del presidente di questo Paese aveva permesso di raggiungere un cessate il fuoco, violato però solo sei ore dopo l’inizio. Tuttavia, l’incontro avvenuto nel palazzo presidenziale di Kampala, in Uganda, ha realizzato qualcosa di più: a Riek Machar verrà confermato l’incarico di vicepresidente. L’accordo raggiunto prevede l’istituzione di quattro vice-presidenze: quella di Machar, la conferma degli attuali due e una quarta per una donna. Il Sud Sudan ha ottenuto l’indipendenza dal Sudan nel 2011, diventando il Paese più giovane del mondo, ma nel 2013 per le differenze tra il presidente e il vicepresidente ha avuto inizio una guerra civile che sembra non aver fine.
  • Da parte sua, il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha votato il 13 luglio a favore di un embargo delle armi al Sud Sudan fino a maggio 2019.

Uganda

  • I social network in Uganda hanno smesso di essere liberi il 1 luglio. Da questa data il governo ha imposto un costo giornaliero di 200 scellini ugandesi (0,04 euro) per l’utilizzo dei social network; una tassa che non soddisfa la popolazione ugandese, né è chiaro come si debba pagarla. Alcune persone hanno iniziato a utilizzare reti private virtuali (VPN) per accedere alle reti, ma il governo prevede di limitare anche l’uso di questi servizi. Cinque cittadini e una compagnia telefonica hanno presentato ricorso contro questa misura dinanzi alla Corte costituzionale e una coalizione dell’opposizione e la società civile hanno richiesto il ritiro della tassa, denunciandola come un ostacolo alla libertà di espressione.

Kenya

Malawi

  • Il principale partito di opposizione in Malawi il 2 luglio ha chiesto le dimissioni del presidente, Peter Mutharika, per le accuse di aver ricevuto 4 milioni di dollari per la riscossione di un contratto governativo. Mutharika ha definito false le accuse, notizie create ad arte con l’intenzione di diffonderle prima delle elezioni del prossimo anno. Due giorni dopo, il vicepresidente, Saulos Chilima, ha annunciato l’intenzione di sfidare il presidente alle prossime elezioni.

Mozambico

  • Il presidente del Mozambico, Filipe Nyusi, e il leader dell’opposizione di Renamo, Ossufo Nomade, hanno annunciato l’11 luglio un anticipo dei negoziati di pace per l’integrazione degli ex ribelli nelle forze armate e di sicurezza del Paese. Il Mozambico ha vissuto una guerra civile, scoppiata dopo la guerra di indipendenza dal Portogallo (1964-1974), tra il 1977 e il 1992 in cui si affrontarono il Renamo (oggi all’opposizione) e il Frelimo (attuale governo). Il governo e il Renamo sono in trattative di pace dal 2013.
  • Almeno quattro persone sono morte in un nuovo attacco da parte del gruppo terrorista che agisce nel nord del Paese.

Africa Australe

Sudafrica

Traduzione di Fulvio Perini


Osservatorio settimanale

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Le notizie più importanti della settimana dall’America Latina

7 luglio 2018

La sinistra ritorna al potere in Messico; la crisi in Nicaragua continua; in Cile condanna a nove ex ufficiali militari per l’omicidio di Víctor Jara; l’Argentina protesta contro le politiche di Macri…

Messico

  • Il candidato di sinistra Andrés Manuel López Obrador (AMLO) è ora il presidente eletto del Messico. Dopo aver conosciuto i risultati elettorali, ha ottenuto il 53% dei voti e vinto in 31 dei 32 Stati che compongono il Paese, Obrador ha chiesto la “riconciliazione” del popolo messicano e ha incontrato il presidente in carica, Enrique Peña Nieto. Obrador ha anche assicurato che inviterà il suo omologo statunitense, Donald Trump, al suo insediamento.
  • Tra i membri che comporranno il gabinetto del governo di Obrador c’è Marcelo Ebrard, coordinatore della campagna elettorale, proposto per dirigere la diplomazia messicana. In totale, saranno otto donne e nove uomini.
  • Un giorno prima delle elezioni del 1° luglio, il giornalista del settimanale “Playa News Aquí y Ahora” José Chan Dzib è stato assassinato. Dal 2000, in Messico sono stati assassinati 131 giornalisti.
  • La sconfitta elettorale del PRI e del PAN, i due partiti che per decenni si sono alternati al potere in Messico, apre una nuova fase di cambiamenti interni che lo stesso Manlio Fabio, ex presidente del PRI, ha definito come “implosione”.

Cuba

  • Il Congresso e il Senato degli Stati Uniti hanno approvato nuove disposizioni del valore di 45 milioni di dollari per, come sostengono, «promuovere la democrazia e la società civile» a Cuba nel 2019; di questi 45 milioni, oltre 29 vengono destinati all’ufficio delle trasmissioni verso Cuba (Radio e TV Martí e martinoticias.com). Hanno anche approvato budget simili con gli stessi scopi per il Venezuela (35 milioni di dollari) e il Nicaragua (5 milioni).
  • Il governo cubano rilascia “per motivi di salute” Ariel Ruiz Urquiola, scienziato condannato a un anno di carcere per le sue critiche alle autorità.
  • Procede la proposta di riforma costituzionale sotto la guida di Raúl Castro. I mezzi di comunicazione e i funzionari governativi stanno distribuendo informazioni e dettagli per discutere di una riforma che verrà sottoposta a referendum.
  • Due volte campione olimpico di pugilato, Robeisy Ramírez è fuggito e ha abbandonato la squadra cubana durante l’allenamento in Messico. Il governo cubano ha criticato Ramírez e lo ha accusato di voltare le spalle “all’impegno contratto con il proprio Paese”.

Porto Rico

  • Il rapporto su “Giustizia ambientale, disuguaglianza e povertà a Porto Rico” denuncia la disattenzione da parte delle autorità americane a nove mesi dalla devastazione causata dall’uragano Maria. Segnala anche l’aumento allarmante della disuguaglianza e della povertà sull’isola. Il documento è stato preparato dall’Istituto Caraibico per i Diritti Umani e dall’Università Interamericana di Porto Rico.
  • Le autorità portoricane presentano a Washington il certificato per l’ammissione dell’isola a diventare il 51° stato degli Stati Uniti.

Guatemala

  • Le autorità del Guatemala portano a 113 il numero finale di vittime dopo l’eruzione del Volcán de Fuego e a 332 il numero delle persone scomparse. Il governo guatemalteco ha prolungato di altri 30 giorni lo stato di calamità in diverse regioni del Paese.
  • Migliaia di persone, così come diversi deputati, hanno protestato contro la decisione del governo di ridurre le pene per femminicidio. Secondo “ONU donne”, il Guatemala è uno dei cinque Paesi con i più alti tassi di femminicidio nel mondo (877 donne uccise nel 2017).

Honduras

  • Un’inchiesta della Missione di supporto contro la corruzione e l’impunità dell’Organizzazione degli Stati Americani, OEA, accusa 38 politici e alti funzionari di dirottare fondi pubblici per le campagne elettorali, di riciclaggio di denaro sporco e altri reati economici e segnala gli ostacoli frapposti da questi gruppi di potere nelle indagini anti-corruzione.

El Salvador

Nicaragua

  • Humberto Ortega chiede a suo fratello, il presidente Daniel Ortega, di «smantellare immediatamente le forze di parapolizia e ogni altra organizzazione illegale». Chiede anche ai manifestanti di «togliere tutte le barriere» e chiede una soluzione pacifica che preveda un pronunciamento elettorale.
  • Il cancelliere nicaraguense, Denis Moncada, assicura dinanzi alla Commissione dei diritti interamericana dei diritti umani (IACHR) che l’attuale crisi in Nicaragua è iniziata sulla scia di false notizie sul presunto assassinio di uno studente, incolpando gruppi violenti fuori dallo Stato di estendere la paura nel Paese.
  • Intervistata da La Marea, l’ex guerrigliera sandinista, scrittrice e attivista nicaraguense, Gioconda Belli critica il governo del Nicaragua e la repressione governativa delle proteste.
  • L’organizzazione dell’Alleanza Civica chiama per questo sabato a una marcia nazionale per chiedere le elezioni e giustizia per le persone uccise nelle proteste degli ultimi due mesi, così come la fine del governo di Daniel Ortega.
  • Secondo l’Associazione nicaraguense per i diritti umani, sale a 309 il numero di morti dall’inizio delle proteste in aprile di quest’anno; il Centro per i Diritti umani del Nicaragua ne ha segnalati 220. Il governo ne riconosce 47.

Costa Rica

  • Per la prima volta nella storia del Paese, il governo concede a un omosessuale la pensione per il compagno deceduto, un riconoscimento che fino ad ora era stato impossibile ottenere.

Colombia

  • Iván Duque, presidente eletto della Colombia, partecipa a Madrid a un vertice internazionale sull’economia circolare organizzata dalla Advanced Leadership Foundation (ALF). Partecipano all’evento anche l’ex presidente degli Stati Uniti Barack Obama, l’ex presidentessa ecuadoriana Rosalía Arteaga e numerosi premi Nobel.
  • Secondo l’associazione “Somos Defensores”, negli ultimi dodici mesi sono stati assassinati 106 leader sociali. Secondo l’ufficio del difensore civico colombiano, ogni tre giorni viene assassinato un leader sociale nel Paese.
  • Il governo colombiano regolarizzerà gli immigrati di origine venezuelana registrati nel Paese (attualmente sono stati censiti 819.034 venezuelani, di cui 442.462 si trovano in una situazione irregolare).
  • I rappresentanti del governo colombiano riprendono il dialogo per la pace con i guerriglieri dell’esercito di Liberazione Nazionale (ELN).
  • Diversi deputati delle FARC compaiono per la prima volta davanti alla Commissione per l’accertamento della verità. «Esporremo le ragioni storiche che hanno guidato le nostre azioni. Ci assumiamo le responsabilità che ci spettano e speriamo che facciano lo stesso il resto degli attori nel conflitto», ha detto su Twitter Rodrigo Longoño ‘Timochenko’, presidente del partito FARC, che riunisce i membri della cessata guerriglia.

Panama

  • Il presidente Juan Carlos Varela fallisce nel suo primo tentativo di avere il sostegno politico per convocare una assemblea costituente che elabori una nuova Costituzione.

Venezuela

  • L’Alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani pubblica una relazione in cui evidenzia l’impunità che sta dietro più di 500 omicidi, presumibilmente commessi dalle forze di sicurezza dello Stato.
  • L’ex presidente spagnolo José Luis Rodríguez Zapatero ribadisce ancora una volta la proposta per il riconoscimento del processo elettorale in Venezuela ed afferma che «è necessario cooperare, non cercare l’implosione».

Ecuador

  • La giustizia ecuadoriana ha deciso la detenzione preventiva per l’ex presidente Rafael Correa per la sua presunta partecipazione al rapimento di un deputato dell’opposizione nel 2012. Inoltre, ha chiesto all’Interpol l’arresto di Correa, che si trova a Bruxelles (Belgio). L’ex presidente ecuadoriano ha detto di essere vittima di persecuzioni politiche e ha ricevuto messaggi di sostegno da numerosi leader latinoamericani della sinistra, tra cui i presidenti venezuelano e boliviano, Nicolás Maduro ed Evo Morales, così come dagli ex presidenti Luiz Inácio Lula da Silva (Brasile) e Ollanta Humala (Perù). Il governo ecuadoriano ha risposto a questi messaggi di solidarietà inviando note di protesta ai governi venezuelano e boliviano.

Brasile

  • La polizia brasiliana afferma di avere prove che incriminano il presidente non eletto Michel Temer per una rete di corruzione che coinvolge diverse aziende.
  • Michel Temer annuncia l’inclusione di altri cinque progetti nel suo pacchetto di privatizzazioni. Si tratta di 10 lotti di linee di trasmissione dell’energia, due compagnie ferroviarie statali e due pozzi petroliferi per le perforazioni nel sottosuolo marino. Tra le aziende più interessate alle privatizzazioni ci sono diverse multinazionali spagnole.
  • L’ex presidente Lula, in carcere da aprile per reati di corruzione passiva, ha confermato la sua intenzione di essere candidato alle elezioni presidenziali di ottobre e ha espresso la sua sfiducia nei confronti della giustizia brasiliana.
  • L’ex presidentessa Dilma Rousseff, dimissionata nel 2016, ha annunciato che parteciperà alle elezioni come candidata per il Senato brasiliano.
  • L’azienda statale Petrobras e il gigante cinese per l’energia CNPC hanno stipulato un accordo per completare la costruzione congiunta di una raffineria a Rio de Janeiro. Il progetto prevede un investimento di oltre 10 miliardi di dollari.

Perú

  • L’ufficio del procuratore peruviano formalizza l’inchiesta contro tre deputati, tra cui Kenji Fujimori, figlia dell’ex dittatore graziato Alberto Fujimori, per presunti reati di corruzione e traffico di influenze. Accusa Kenji Fujimori di aver comprato voti per evitare il dimissionamento dell’ex presidente Pedro Kuczynski, autore dell’atto di grazia a Alberto Fujimori.

Bolivia

  • Toribio Ticona diventa il primo cardinale indigeno della Bolivia.
  • Il presidente Evo Morales è stato operato urgentemente per un tumore che doveva essere rimosso. Non sono stati resi noti ulteriori dettagli su questa operazione.

Argentina

  • Il peso argentino continua a svalutarsi rispetto alla valuta statunitense e tocca il minimo storico di 28,9 pesos per dollaro, diventando una delle valute che hanno perso più valore nell’arco dell’anno in corso.
  • Gli ultimi dossiers pubblicati relativi a Panama Papers indicano che Gianfranco e Mariano Macri, fratelli del presidente Mauricio Macri, hanno nascosto in Svizzera quattro milioni di dollari.
  • Il governo argentino ha licenziato 354 lavoratori (il 40% della forza lavoro) dall’agenzia pubblica di Notizie Telam. Dall’arrivo di Macri al potere in Argentina, sono stati licenziati 4500 dipendenti pubblici.
  • Il 25 giugno, l’Argentina ha vissuto uno sciopero generale contro le politiche liberali del governo. Lo sciopero nazionale è stato indetto dalla Confederazione generale del lavoro (CGT) e per 24 ore non c’è stato trasporto pubblico, le esportazioni sono state ridotte e l’attività finanziaria pure.

Cile

Altre informazioni


Osservatorio quindicinale

Autore:

Le notizie più importanti dall’Africa Subsahariana
1 luglio 2018

Attacchi agli incontri pubblici del presidente dello Zimbabwe e del primo ministro dell’Etiopia, oltre 200 morti nella Nigeria centrale, si tenta di risolvere la guerra civile in Sud Sudan e lo scontro di confine tra Etiopia ed Eritrea…

 

Africa Occidentale e Sahel

Gambia

Mali

  • Mamoudou Gassama, il giovane ragazzo originario del Mali che ha salvato un bambino a maggio salendo al quarto piano di un palazzo a Parigi, e il cui atto eroico gli è valso la cittadinanza francese, è stato ricevuto sabato 16 giugno all’aeroporto di Bamako, capitale del Mali, dai suoi compatrioti. Oltre ad essersi ricongiunto con il padre, che non vedeva dal 2011, è stato ricevuto anche dal presidente del suo Paese, Ibrahim Boubacar Keïta (IBK), che ha definito Gassama «un figlio degno e coraggioso del Mali».

  • Continua nel Paese l’insicurezza dovuta allo jihadismo, al banditismo, alle milizie e ai conflitti inter-comunitari. Il 19 giugno è stato reso pubblico il coinvolgimento dell’esercito maliano nella morte di circa 25 persone che sono state trovate il 13 giugno in fosse comuni nel centro del Paese. Il ministro della Difesa Tiéna Coulibaly ha confermato «l’esistenza di fosse comuni che coinvolgono il personale delle Forze armate del Mali (FAMA)». Inoltre, sabato 23 giugno, 32 civili hanno perso la vita in un attacco nella regione di Mopti, nel centro del Paese. L’attacco era contro gli allevatori di bestiame di etnia Peul ed è stato attribuito a bande denominate “cacciatori”, chiamate anche “Dozo”, riconosciuti per i loro vestiti. I “cacciatori” sono organizzati in fratellanze e società, più o meno segrete, presenti tra i gruppi etnici Bambara o Dogón, tra gli altri.

Burkina Faso

  • Due poliziotti sono morti in un doppio attacco in due località nell’est del Paese. L’incidente è avvenuto in un’area in prossimità del nord del Benin e del Togo, dove il banditismo opera ricorrentemente. Secondo notizie tratte dal sito Armed Conflict Location & Event Data Project (ACLED) emerge che per la crescente pressione dell’esercito francese nel Grande Sahara con la cosiddetta Operazione di Barkhane (ISGS, nel suo acronimo in inglese) contro le forze dello Stato islamico, che in questo momento si sta svolgendo nelle terre di confine tra Mali e Niger, le bande jihadiste si sarebbero spostate più a sud – nella regione nigeriana di Tillabéri – ma anche nella regione orientale del Burkina Faso.
  • Il 22 e il 23 giugno si è tenuto a Ouagadougou, la capitale, il secondo summit degli “Africtivist”, che riunisce attivisti provenienti da tutto il continente africano per riflettere sulla collaborazione tra governi e società civile e rafforzare la democrazia nel continente.

Costa d’Avorio

Nigeria

 

Africa Centrale

Camerun

  • Continua la crisi nella zona anglofona e in queste settimane il governo del Paese ha pubblicato un rapporto che accusa i separatisti anglofoni di aver ucciso 81 membri delle forze di sicurezza dalla fine del 2017 e più di 100 civili negli ultimi 12 mesi. Inoltre, il documento indica che sono state date alle fiamme 120 scuole. Come è già stato segnalato nei precedenti resoconti, il 18 maggio l’ambasciatore statunitense in Camerun ha accusato le autorità di questo Paese africano di omicidi selettivi e altri atti di violenza nella lotta contro i separatisti anglofoni. A causa delle violenze, secondo l’Ufficio di Coordinamento per gli Affari Umanitari delle Nazioni Unite (OCHA), alla fine del 2016 circa 160.000 persone hanno abbandonato in questa zona le loro case.

Repubblica democratica del Congo

Congo Brazzaville

  • Il governo ha riferito che comincerà a esportare il ferro per la prima volta nella sua storia. Questo annuncio segnala nuove possibilità di crescita dell’economia, in un Paese che dipende per oltre il 70% dalle esportazioni di petrolio.

Guinea Equatoriale

  • Il presidente, Teodoro Obiang, ha convocato per metà giugno una tavola rotonda per il dialogo politico che si terrà a luglio. Oltre al governo e a organizzazioni della società civile, parteciperanno «partiti politici legalizzati e non legalizzati, sia dall’interno del Paese, sia dall’esilio». Tuttavia, l’unico partito di opposizione che aveva superato la soglia per la rappresentanza nelle ultime elezioni legislative, i “Cittadini per l’innovazione (CI)”, poi messo fuori legge lo scorso febbraio, ha denunciato di non esser stato invitato al tavolo.

 

Africa Orientale e Corno d’Africa

Eritrea

  • L’Eritrea è in uno stato “né di pace né di guerra” con la vicina Etiopia a causa di una disputa di confine che ha già portato entrambi i Paesi in guerra tra il 1998 e il 2000. Questo conflitto latente è attualmente riemerso dopo l’annuncio del primo ministro etiopico, Abiy Ahmed, di voler raggiungere un accordo. Dopo diverse settimane di silenzio, l’Eritrea ha risposto positivamente e il 26 giugno ha inviato una delegazione diplomatica nella capitale etiopica guidata dal ministro degli esteri. Con questo incontro si intende preparare un viaggio altamente simbolico del primo ministro etiopico nella capitale eritrea. Anche se la pace sarà raggiunta solo con gesti concreti, come il ritiro delle truppe da Badmé, la città di confine dove iniziò la guerra, e che finora l’Etiopia si è rifiutata di cedere all’Eritrea dopo aver firmato gli accordi di pace di Algeri nel 2000.

Etiopia

  • Sabato 23 giugno, ha avuto luogo un attacco con granate durante una manifestazione che vedeva la presenza del primo ministro dell’Etiopia, Abiy Ahmed, che governa da aprile 2018, poco dopo le dimissioni del suo predecessore. Due persone sono morte e almeno 132 sono rimaste ferite. La manifestazione era la prima di un ciclo di incontri promosso dal presidente Ahmed da quando è primo ministro. Nel suo periodo di presidenza sono state attuate politiche riformiste con gesti come la liberazione dei dissidenti, la rimozione delle restrizioni di Internet e di 246 tra siti web e canali televisivi, la ricerca di soluzioni del conflitto di confine con l’Eritrea. Ahmed ha persino ammesso le pratiche di tortura dei prigionieri politici durante una sessione parlamentare, per difendere la sua proposta di liberazione dei prigionieri detenuti per presunta corruzione e terrorismo. Sono stati arrestati 30 sospettati per l’attacco del 23 giugno e il governo degli Stati Uniti invierà esperti dell’FBI per indagare sull’attentato.

Sud Sudan

  • Salva Kiir, presidente del Sud Sudan, il Paese più giovane del mondo, e Riek Machar, ex vicepresidente attualmente in esilio, si sono incontrati il 20 giugno per la prima volta dal 2016 per riavviare i colloqui con i quali cercare un accordo di pace. Non è un compito facile, perché non si riesce mai a raggiungere un accordo che permetta la risoluzione del conflitto. Si sono già incontrati ad Addis Abeba, la capitale dell’Etiopia e lunedì 25 giugno si sono incontrati di nuovo Khartum, la capitale del Sudan.

Kenia

  • In Kenya, 15 persone sono morte e 70 ferite per un incendio in un affollato mercato del centro di Nairobi, la capitale. Inoltre, otto poliziotti hanno perso la vita in un probabile attacco del gruppo jihadista somalo Al Shabaab; è successo domenica scorsa, 17 giugno, nella contea di Wajir, ad est del Paese. Al Shabaab ha dichiarato guerra al governo keniota perché questo Paese africano ha schierato le sue truppe in Somalia nella missione delle Nazioni Unite (AMISOM) che sostiene il governo somalo nella lotta contro il gruppo jihadista.
  • In queste settimane si è presentato un caso controverso in Kenya per quanto riguarda le importazioni di zucchero. A metà giugno il ministro dell’Interno ha dichiarato che lo zucchero era stato sequestrato per i livelli nocivi di mercurio presenti, mentre il ministro del commercio lo ha negato. L’ente keniota che controlla la sicurezza dei cibi ha pure negato che sia stato trovato nei campioni del mercurio segnalando però che contenevano rame e piombo in una percentuale superiore a quella raccomandata. Lo scandalo ha aperto le discussioni sul contrabbando di zucchero e sulle condizioni della sua conservazione. Alcuni kenioti hanno espresso le loro incertezze, la sfiducia e la preoccupazione dei consumatori, preoccupati per le affermazioni ingannevoli o false da parte dei politici.

    Interior Minister: “We conducted tests & they show the sugar had mercury.”
    Trade Minister: ” We conducted tests & they show the sugar had NO mercury.” Kenya Bureau of Standards: “We are the agency mandated to conduct tests, but we have not conducted tests on any sugars.” — Gabriel Oguda (@gabrieloguda) 20 juin 2018

Zambia

  • Almeno dieci minatori sono morti e sette sono rimasti feriti per una frana in una miniera di rame nel centro del Paese. Lo Zambia è il secondo produttore nel continente africano di rame, che rappresenta il 75% delle sue esportazioni.

Zimbawe

  • Il presidente dello Zimbabwe, Emmerson Mnangagwa, ha subito un attacco con una granata lo scorso 23 giugno, lo stesso giorno dell’attentato in Etiopia. È successo durante un ciclo di incontri in preparazione delle elezioni che si terranno il 30 luglio. Secondo un quotidiano di Stato, due persone sono morte e più di quaranta sono rimaste ferite. Mnangagwa sospetta che il responsabile dell’attacco sia stato il G40, un gruppo che sostiene Grace Mugabe, l’eventuale candidata alla successione di suo marito, Robert Mugabe, presidente per 30 anni che con i suoi 93 anni era il presidente più anziano del pianeta. Il cambio della presidenza è avvenuto nel novembre 2017, quando i militari sono intervenuti dopo i disaccordi interni al partito di governo e il licenziamento del vicepresidente, Emmerson Mnangagwa, che aspirava anche alla presidenza. Dalla uscita di scena del vecchio presidente, Mnangagwa è il presidente provvisorio del Paese. Nonostante l’attentato alla sua vita, il leader assicura che l’incidente non fermerà le elezioni che, inoltre, saranno per la prima volta dal 2002 monitorate da osservatori stranieri.
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Africa Australe

Sudafrica

  • Il 26 giugno, secondo la società proprietaria della miniera Silbanye-Stillwater, un minatore è morto a Khomanani, nell’est del Sudafrica, dopo essere stato colpito da un escavatore; con la morte di questo lavoratore sono già sei minatori rimasti uccisi questo mese nelle miniere della società, il più grande produttore di oro in Sud Africa e uno dei 10 più importanti al mondo.

 

Madagascar e gli Stati delle isole

Madagascar

  • Hanno una data le elezioni anticipate per risolvere la crisi politica in Madagascar, si terranno il 7 novembre e il secondo turno il 19 dicembre.

Comore

  • Il vice presidente delle Comore, Ahmed Ben Said Jaffar, ha denunciato come illegale la celebrazione del referendum costituzionale del 29 luglio proposto dal presidente Azali Assoumanim, considerandola una “deriva pericolosa”. Inoltre, venerdì 22 giugno, tre leader dei partiti di opposizione sono stati arrestati durante una manifestazione che denunciava il referendum e il rischio di un governo autoritario. La consultazione referendaria consentirebbe al presidente Assoumanim, eletto nel 2016 con un mandato non rinnovabile di cinque anni, di candidarsi per un secondo mandato come presidente delle isole dell’arcipelago dell’Oceano Indiano.

 

Tratto da: lamarea.com
Traduzione di Fulvio Perini