Filosofo, epistemologo, sociologo e politologo è tra i principali esponenti della seconda generazione francofortese. Dal 1964 al 1971 è stato professore di filosofia e sociologia all'Università Goethe di Francoforte. Nel 1971 a Starnberg guida il "Max-Planck-Institut per la ricerca delle condizioni vitali del mondo tecnico scientifico" insieme a Carl Friedrich von Weizsäcker. Nel 1981 pubblica il suo lavoro più importante, Teoria dell'agire comunicativo, nel quale si confronta con George Herbert Mead, Max Weber, Émile Durkheim e Talcott Parsons. Nel 1983 a Francoforte gli viene assegnata la cattedra di filosofia con specializzazione in filosofia sociale e filosofia della storia e nel 1994 viene nominato Professore Emerito. Dal 1983 è curatore della rivista mensile di scienze politiche "Blätter für deutsche und internationale Politik". Nel 2001 è stato insignito del premio per la pace delle "Librerie Tedesche", nel 2003 gli è stato consegnato il "Premio Principe delle Asturie", nel 2004 riceve il "Premio Kyōto" per la carriera, uno dei riconoscimenti attuali più significativi per la cultura e la scienza.

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Indignazione

Guerra e indignazione

Uno dei più influenti intellettuali tedeschi ed europei riflette sui dilemmi provocati dalla guerra d’aggressione russa in Ucraina e in particolare sulla natura e la portata dell’aiuto militare a un’Ucraina duramente colpita, nell’alternativa tra una sconfitta dell’Ucraina o l’escalation di un conflitto limitato in una terza guerra mondiale. Sullo sfondo la conversione degli ex pacifisti tedeschi.