Gianni Sartori, giornalista free lance, è stato militante (e responsabile per Vicenza) della Lega per i diritti e la liberazione dei popoli. Si è occupato e si occupa del popolo curdo, di Irlanda, Sudafrica (in particolare dell’apartheid), Armenia, America Latina (mapuche, moseten, Uw'a...), adivasi, aborigeni australiani, sinti e in genere di popoli oppressi e minoranze. Segue inoltre le questioni ambientali, anche locali (Nord-est).

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Cortina: ci manca solo l’aeroporto

«A Cortina serve un aeroporto!» parola della senatrice Santanchè, a suo dire “amica della montagna”. Non bastano il proliferare di seconde case e di alberghi, rifugi-alberghi, strade, impianti di risalita, piste da sci (con illuminazione notturna), bob olimpico e chi più ne ha più ne metta. Torna alla mente l’antica saggezza: «Dagli amici – almeno da certi amici – ci guardi Iddio…».

India. Una presidente di origine tribale non basta a fermare la repressione

In India l’elezione di una presidente di origine tribale, Droupadi Murmu, non ferma la repressione delle minoranze e dei movimenti indocili e refrattari al “progresso” neoliberista di Narendra Modi. L’elezione farà sicuramente gli interessi del partito dei fondamentalisti indù, ma è lecito chiedersi quali vantaggi porterà alla sopravvivenza delle lingue e della cultura tradizionale degli adivasi.

L’inferno delle carceri di sterminio turche

La repressione del popolo curdo da parte della Turchia comprende anche l’annientamento fisico (diretto o indiretto). Negli ultimi 10 giorni sono cinque i prigionieri politici curdi morti in carcere in circostanze sospette: Vedat Çem Erkmen, Ilyas Demir, Garibe Gezer, Abdülrezzak Şuyur e Halil Güneş. Il commento di fonti del Governo è lapidario: «sono terroristi in meno da nutrire in carcere».