Domenico Gallo, magistrato è presidente di sezione della Corte di cassazione. Da sempre impegnato nel mondo dell’associazionismo e del movimento per la pace, è stato senatore della Repubblica per una legislatura ed è componente del comitato esecutivo del Coordinamento per la democrazia costituzionale. Tra i suoi ultimi libri "Da sudditi a cittadini. Il percorso della democrazia" (Edizioni Gruppo Abele, 2013) e "Ventisei Madonne Nere" (Edizioni Delta tre, 2019).

Contenuti:

In morte di Mikhail Gorbacev: il sogno e l’incubo

Il 30 agosto è morto Mikhail Gorbacev. Negli stessi giorni, la follia della guerra in Ucraina (giunta al 190mo giorno) sancisce il tramonto del sogno da lui coltivato di un’Europa riunita e pacificata, dall’Atlantico agli Urali, in uno scenario caratterizzato dalla cooperazione fra le nazioni. Grazie all’azione dei nuovi architetti dell’ordine mondiale quel sogno si è trasformato in un incubo.

Blocco navale, naufragio morale

Fermare in ogni modo il flusso dei profughi provenienti dal Nord Africa è da sempre l’ossessione della destra. In questa campagna elettorale FdI vi aggiunge la proposta di un “blocco navale” intorno alle coste libiche, incurante della palese violazione del diritto internazionale e dei precedenti tragici nella storia nazionale. Eppure la storia del secolo scorso mostra dove porta far strage di diritti (e di corpi).

La scelta suicida del soldato Letta

Pur se apparentemente marginale nei programmi elettorali, la guerra ne è, in realtà, il centro. Chiunque vinca le elezioni avremo un governo di stretta fedeltà atlantica, appiattito sulla prospettiva del prolungamento senza limiti della guerra in Ucraina. Solo in vista di un simile esito si spiega, del resto, la scelta di Letta, elettoralmente suicida, di rompere l’alleanza in atto con il Movimento 5Stelle.

Casca il mondo, casca la terra, tutti giù per terra!

In Ucraina la guerra cresce di intensità, intorno a Taiwan si dispiegano manovre militari della Cina e nel Medio Oriente si sono accesi i motori dei Jet israeliani che hanno iniziato incursioni “preventive” su Gaza, con il seguito di 45 morti (fra cui 16 bambini). Il mondo sta implodendo, ma ciò non interessa la grande maggioranza delle forze politiche italiane, ormai in campagna elettorale.

Agli italiani non far sapere…

Si preannuncia una campagna elettorale in cui i due poli contrapposti si affronteranno, sul piano della collocazione internazionale del Paese, lanciandosi accuse reciproche di putinismo e rivendicando ciascuno per sé i galloni della maggior fedeltà atlantica. Senza alcun barlume di indipendenza e senza alcuna capacità critica (pur nel quadro delle alleanze date). E, soprattutto, espellendo chi manifesta qualche dubbio.

Elezioni: un campo largo a perdere

Il problema politico del Paese non è il tramonto di Draghi e neppure il voto anticipato. È la legge elettorale, che comprime la possibilità di scelta dei cittadini e attribuisce alla maggioranza una rappresentanza assai superiore alla sua reale consistenza. Oggi ciò gioca a favore dello schieramento compatto delle destre. Ad esso andrebbe contrapposto un fronte antifascista che, peraltro, non esiste.

Dopo di me il diluvio

Draghi è caduto vittima del suo orgoglio e del suo sentirsi superiore alle regole della democrazia. Ha trasformato in tragedia il dissenso di una parte delle forze che lo sostenevano, si è dimesso pur avendo ottenuto la fiducia con una maggioranza assoluta ed è tornato in Senato per ottenere una incoronazione trionfale. Così è caduto nella trappola, che non si sarebbe mai aspettato, tesagli dal centrodestra.

La NATO e la sindrome del dottor Stranamore

Con il summit di Madrid del 29-30 giugno la NATO si è definitivamente trasformata da alleanza politico-militare in gendarme mondiale legittimato all’uso della forza, al di fuori dei vincoli del Patto atlantico e della Carta delle Nazioni Unite. Non solo, ma con l’individuazione di un nemico stabile e irredimibile, ha messo in atto una vera e propria dichiarazione di guerra.

Di Maio: Cossiga in sedicesimo

Lo strappo del ministro degli esteri Di Maio non è stato dettato solo dall’esigenza di garantirsi un futuro precluso nel M5Stelle. Esso ha una valenza politica analoga a quella che fu alla base della costituzione dell’Udeur da parte di Cossiga nel 1999. Ora come allora l’allineamento acritico dell’Italia sulle posizioni della NATO era in forse e occorreva metterlo in sicurezza.

Ucraina: sempre più una “guerra di attrito”

Il conflitto in Ucraina sta diventando una guerra di posizione. Proseguendo con questo ritmo, ci saranno nei prossimi mesi decine di migliaia di morti e feriti da entrambe le parti. La prima guerra mondiale ha insegnato che in conflitti di questo genere non c’è “vittoria” e che l’unico futuro è liberare l’umanità dall’orrore di tutte le guerre. Ma la coazione a ripetere gli stessi errori sembra insuperabile.