Nerina Dirindin è professoressa di economia pubblica e politica sanitaria presso l’Università di Torino. È stata direttrice generale del Ministero della Sanità, assessore alla Sanità della Regione Sardegna e senatrice. Tra i suoi libri “È tutta salute. In difesa della sanità pubblica” (Edizioni Gruppo Abele, 2018), “Conflitti di interesse e salute. Come industrie e istituzioni condizionano le scelte del medico” (con Chiara Rivoiro, Il Mulino, 2018), “In buona salute. Dieci argomenti per difendere la sanità pubblica” (con Paolo Vineis, Einaudi, 2004).
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Il Servizio Sanitario Nazionale è stato per anni un fiore all’occhiello del nostro sistema. Oggi sta diventando “residuale”. Per arginare questa deriva la Cgil e alcune associazioni della società civile hanno presentato una proposta di legge di iniziativa popolare su cui è in corso la raccolta delle firme. Non una riforma organica ma un ventaglio di interventi per rilanciare la sanità pubblica e per alimentare il confronto al riguardo.
Mentre siamo bloccati in casa, prendiamo un taccuino e riempiamolo di appunti. Sul versante della tutela della salute l’epidemia ci propone, per il dopo, tre impegni ineludibili: superare le strutture residenziali come soluzione ordinaria alle fragilità, ristrutturare la rete dei servizi sul territorio, ripensare una reale prevenzione collettiva.
Il 23 dicembre il Servizio sanitario nazionale compie 40 anni. Ha scontato (e sconta) insufficienze ed errori ma resta una pietra miliare per la tutela della salute di tutti. Per di più, a differenza di quanto spesso si dice e come dimostrano i dati comparati, con costi contenuti e risultati di prim’ordine.