Massimo Cuono insegna Filosofia politica all’Università di Torino. Studia le critiche alla rappresentanza e alla mediazione politica, l’arbitrarietà e la discrezionalità del potere, la razionalità e la ragionevolezza della legge. È condirettore della rivista Teoria politica, curatore scientifico di Biennale Democrazia e membro del Consiglio direttivo dell’Unione culturale Franco Antonicelli. Tra le sue pubblicazioni: "Decidere caso per caso. Figure del potere arbitrario", Marcial Pons, Madrid, 2013.
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L’“Odissea” di Nolan è una versione tragica e senza eroi, dove Ulisse non torna a Itaca a causa della colpa per la distruzione di Troia. Le polemiche sulla fedeltà della trasposizione non hanno senso ché la funzione del mito è quella di raccontare all’infinito la stessa storia in situazioni nuove. E in epoca di ritorno della guerra il racconto si oppone alla rivalutazione del modello virile e violento dell’eroe.
Rilanciare un modello sociale che guardi alla redistribuzione, ripensare i nostri stili e i nostri ritmi di vita, presidiare i nostri spazi di libertà: sono questioni che non possono restare sospese nel limbo della quarantena. Pensare e discutere, per quanto difficile, si può fare anche restando in casa.