Amedeo Cottino è stato professore di Sociologia presso le Università di Umeaa (Svezia) e di Torino. Si è occupato di diritto internazionale umanitario in qualità di esperto della Croce Rossa Internazionale. Ha scritto sul lavoro nero nell'edilizia e sulla criminalità dei colletti bianchi. Studia, tra l’altro, i temi dell'uguaglianza di fronte alla legge e della responsabilità individuale di fronte alla violenza.

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Gaza. La guerra non è contro Hamas, è contro i palestinesi

Il sionismo si è mosso fin dagli albori con l’obiettivo di una nazione ebraica che escluda i palestinesi. Ma la terra non era senza popolo. Gli autoctoni c’erano e ci sono. La “disgrazia” dei palestinesi – o la loro “colpa” – era (ed è) quella di vivere su una terra che è la loro e di non volerla abbandonare. Di qui la loro disumanizzazione e un colonialismo “di insediamento” fondato sulla loro sostituzione.

Voi, studenti, siete l’antidoto contro il fascismo

A Torino, per evitare contestazioni a una manifestazione del Fuan, la polizia ha fatto irruzione nell’Università entrando nelle aule e manganellando gli studenti. L’Università ha risposto con una affollatissima assemblea nella quale il prof. Amedeo Cottino ha sottolineato il ruolo degli studenti antifascisti come «antidoto contro i veleni del potere, le menzogne, l’erosione della cultura, il fascismo».

Il silenzio dell’amianto

In Italia, l’eredità dell’amianto si stima in 4000 vittime all’anno fra i lavoratori e coloro che abitavano nei pressi delle fabbriche. È responsabilità di Stephan Schmidheiny, per un decennio dominus incontrastato dell’industria amiantifera Eternit, ma anche dei molti (consulenti, medici, politici) che sapevano e hanno coperto o taciuto. Ma nessuno di loro – incomprensibilmente – viene definito criminale.

Gli alpini, la retorica, la guerra

La verità sulla campagna del 1942-1943 in Russia non è quella evocata nell’istituzione della Giornata della memoria e del sacrificio degli Alpini ma quella descritta in molte opere di Nuto Revelli e sintetizzata nelle parole di uno dei sopravvissuti: «È triste il ritorno dalla guerra. Contadino, mi sono trovato senza forze, senza salute, senza niente. […] Spero di non vedere mai più una guerra. Basta con la guerra».