Claudio Rizzini, fotoreporter bresciano, è attivo nel panorama fotografico nazionale dal 2014, anno in cui si associa al Cinefotoclub di Brescia. Predilige il linguaggio rigoroso del bianco e nero. I suoi scatti di fotografia umanista sono stati premiati in diversi concorsi nazionali e internazionali: tra i lavori più significativi il reportage sulla classe operaia “Saluteremo il Signor Padrone”, quello sulla boxe “I pugilatori” e “La ballata di Kamara e Keita”, quest’ultimo selezionato da Libera tra i migliori dieci progetti sul tema dei beni confiscati alla mafia. Il reportage “Armàti di paura”, un racconto sul difficile tema dell’autodifesa si aggiudica la lettura portfolio di Milano Photofestival ed è finalista al Premio Voglino e alla seconda edizione del premio Dondero (dove riceve la menzione d’onore).

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Destra estrema: simboli, corpi, rituali. Un reportage

«Sono stato nelle strade, dove la galassia della destra estrema si muove in formazione militare, agita piazze e periferie, fomentando le rivolte contro Rom e immigrati. E sono stato nei raduni in capannoni fuori dalle grandi città del nord, con una colonna sonora di musica hardcore, dura, urlata, sparata ad altissimo volume». L’esito è, ora, una mostra fotografica di grande intensità allestita a Brescia.