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Per una “coalizione d’emergenza” nel maggioritario

Per arginare gli effetti di una legge elettorale truffaldina e impedire una vittoria della destra al di sopra della sua effettiva consistenza occorre dar vita, per la quota maggioritaria, a una coalizione d’emergenza senza preclusioni per alcuno (ferma la soggettività di ogni forza politica, che si manifesterà nel proporzionale). È quanto chiede un appello di intellettuali e giuristi.

Contro la repressione del sindacalismo di base

Il 19 luglio a Piacenza militanti del sindacalismo di base (SI Cobas e Usb) sono stati di nuovo sottoposti a misure cautelari. La Procura riprende una impostazione già smentita dai giudici e si spinge a configurare le organizzazioni sindacali come associazioni a delinquere. È un attacco senza precedenti – come denuncia un appello di intellettuali e giuristi – contro i diritti dei lavoratori nel settore della logistica.

Ucraina 2022. Ci sono alternative all’escalation della guerra?

La guerra in Ucraina continua in un crescendo senza sosta. La domanda è: ci sono alternative praticabili? Ci sono, seppur difficili, e il pacifismo non è né un’illusione né un cedimento alla prepotenza di Putin. Ma occorre muovere dalla convinzione che l’obiettivo è la pace, e non la vittoria di una delle parti. Gli interventi pubblicati in questa Talpa si propongono di dimostrarlo.

Occorre un’imposta di solidarietà

Siamo – come ha detto il presidente del Consiglio – in un’economia di guerra. In essa la risorsa principale cui si deve attingere è la solidarietà. Senza provvedimenti straordinari si aprirà inevitabilmente una profonda crisi sociale e politica (che, anzi, si sta già aprendo). Non c’è alternativa: occorre un’imposta di solidarietà sulla ricchezza finanziaria, con aliquote progressive e quota esente.

È guerra!

Morti, distruzioni, violenze, stupri, profughi, fame, sete, orrore… È la guerra. Di nuovo una “inutile strage”. Senza che si vedano spiragli di pace. Dopo 80 giorni, uno sguardo retrospettivo aiuta a capire meglio la situazione nel suo divenire. Per questo viene qui proposta una selezione ragionata di articoli pubblicati in questi mesi. Anche a futura memoria.

Primo maggio a Torino: ancora violenze di polizia

Il corteo del 1° maggio a Torino è stato vivace e partecipato. Ma, ancora una volta, violente cariche di polizia hanno impedito allo spezzone antagonista di raggiungere la piazza dove era in corso il comizio. Senza giustificazioni se non impedire ai dimostranti di “disturbare il manovratore” (politico o sindacale che fosse). Così – la storia lo insegna – diritti e libertà degradano in privilegi di alcuni.