Angelo Stefanini, medico di sanità pubblica, ha lavorato per diversi anni con ONG e con la Cooperazione Italiana in contesti rurali in Uganda e Tanzania/Zanzibar. Ha insegnato Sanità pubblica internazionale nelle università di Leeds (UK), di Makerere (Uganda) e, dal 1997, nell'università di Bologna, dove nel 2006 ha fondato il Centro Studi e Ricerche in Salute Internazionale e Interculturale (CSI). Da aprile (inizio della seconda Intifada) a dicembre 2002, in aspettativa dall'università di Bologna, è stato direttore dell'ufficio dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) nei Territori Palestinesi Occupati (TPO), esperienza forzatamente interrotta per ragioni di sicurezza. Dal 2008 al 2011, ancora nei TPO, ha ricoperto il ruolo di responsabile del programma sanitario finanziato dal Governo italiano. Dal 2015 svolge attività di volontariato con il PCRF (Palestinian Children's Relief Fund) con missioni periodiche nella Striscia di Gaza, dove collabora con organizzazioni locali e internazionali al rafforzamento del sistema sanitario.

Contenuti:

Gaza: se gli aiuti umanitari cancellano i diritti

Nel 2022, a Gaza, i palestinesi che hanno bisogno di assistenza per sopravvivere sono 1,3 milioni (circa il 63% dei residenti). Dunque gli aiuti umanitari sono necessari. Ma occorre che avvengano nella consapevolezza che questa situazione è frutto della scelta del Governo israeliano di trasformare i palestinesi da popolo con diritti politici in una comunità indebolita dipendente dall’assistenza umanitaria.