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Luca Abbà vive e lavora come agricoltore in Val Susa. Impegnato nel movimento di opposizione all’alta velocità, nel febbraio 2012 è rimasto folgorato ed è precipitato da un traliccio dell’alta tensione nel cantiere di Chiomonte su cui si stava arrampicando per protestare contro gli espropri e gli arresti in atto nella Valle. Dal settembre 2019 è detenuto in semilibertà a seguito di una condanna per resistenza a pubblico ufficiale nel corso di una manifestazione risalente al 2009, essendogli stato negato, per la sua appartenenza al movimento No TAV, l’affidamento in prova al servizio sociale (https://volerelaluna.it/tav/2019/09/15/la-vicenda-esemplare-di-luca-e-la-giustizia-nel-paese-del-tav/).

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Liberarsi dal virus del carcere

Una testimonianza dalla semilibertà. L’ansia e l’angoscia per il dilagare dell’infezione da Coronavirus stanno crescendo anche tra le mura del carcere. Per rendere la situazione sostenibile è necessario almeno liberare chi già gode di benefici, chi è sopra una soglia di età “a rischio”, chi ha un residuo di pena sotto i due anni.