Osservatorio settimanale

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Le notizie più importanti della settimana dall’America Latina
28 luglio 2018

L’estremista di destra brasiliano Jair Bolsonaro presenta la sua candidatura alle elezioni presidenziali, mentre la giustizia prende tempo per interdire l’ex presidente Lula; in Messico nel 2018 i morti ammazzati sono stati finora più di 13.000, una media di 88,7 omicidi al giorno; secondo l’IACHR dall’inizio delle proteste in Nicaragua i morti sarebbero 448, e 2830 i feriti…

Bolsonaro, el “Le Pen” de Brasil, ganaría las presidenciales si no se presenta Lula
 

Messico

Cuba

  • Il Parlamento cubano ha approvato il progetto di riforma della Costituzione. Tra le novità vengono stabiliti il riconoscimento e il rispetto nei confronti della proprietà privata, il matrimonio tra persone dello stesso sesso e la cancellazione dell’obiettivo di costruire una “società comunista”. La nuova Magna Carta cubana sarà sottoposta a consultazione popolare tra il 13 agosto e il 15 novembre.

Haiti

El Salvador

  • Il governo degli Stati Uniti è in allarme per una autorizzazione data alla Cina, dal governo salvadoregno, per la costruzione di una base commerciale e militare. Gli Stati Uniti sono il Paese con il maggior numero di basi militari distribuite in tutto il mondo (anche in America Latina).

Nicaragua

  • Le manifestazioni contro il governo di Daniel Ortega compiono 100 giorni. Appello ai manifestanti di Alleanza Civica, che riunisce diverse organizzazioni contrarie al governo, a vestirsi di bianco per altri 100 giorni per chiedere le dimissioni di Ortega e per nuove elezioni.
  • In una intervista a Telesur e a Fox News, il presidente Daniel Ortega dichiara che non convocherà le elezioni perché «creerebbero instabilità» e «insicurezza», e ribadisce che «il veleno è diffuso dall’interventismo americano in Nicaragua», in riferimento ai finanziamento che Washington ha destinato ai gruppi di opposizione. Tuttavia, non ha presentato alcuna prova per sostenere questa accusa. In questo link, il giornale “La Prensa de Nicaragua” analizza l’intervista di Ortega a Fox e rifiuta molti dei suoi argomenti.
  • L’IACHR (la Commissione interamericana per i diritti umani) ha aggiornato le cifre relative ai danni umani durante le manifestazioni in Nicaragua: 448 morti, 2830 feriti e 595 dispersi, per lo più civili.

Costa Rica

Panama

  • 21 Paesi dell’America Latina parteciperanno al Simposio sulla sicurezza nel Continente americano. L’incontro è stato organizzato con discrezione e vedrà la partecipazione dei ministri della difesa e altri alti funzionari della regione. Non è normale vedere una presenza così ampia e così composita di numerosi Paesi latinoamericani.

Colombia

  • L’ex-presidente e senatore Álvaro Uribe si dimette dal Senato dopo che la Corte Suprema di Giustizia lo ha imputato per una possibile manipolazione dei testimoni. A seguito di alcune registrazioni telefoniche, il giudice colombiano sospetta che Uribe abbia manipolato diversi testimoni, collegati con gruppi paramilitari, alcuni dei quali erano venuti ad addestrarsi e a operare nelle sue aziende agricole.
  • La Giurisdizione speciale per la pace assume il caso 003, popolarmente noto come il caso dei “falsi positivi”, che indaga sull’assassinio di oltre 2000 contadini e indigeni, senza che avessero alcuna relazione con i guerriglieri, per mano dei militari e dei paramilitari. I fatti si sono gravemente ripetuti durante il governo di Álvaro Uribe, che offriva ricompense in denaro a coloro che uccidevano guerriglieri delle FARC e di altre organizzazioni.
  • Jesús Santrich, leader del partito FARC in carcere (condannato per aver esportato cocaina negli Stati Uniti), afferma che «non sarà possibile un accordo di pace con l’ELN» (acronimo di Esercito di Liberazione Nazionale) perché, a suo parere, non viene rispettato il percorso del processo di pace.
  • Attualmente, ci sono 105 cause pendenti contro lo Stato colombiano per omissione della protezione di centinaia di attivisti minacciati. Delle 403 richieste di protezione presentate in questo momento, solo 176 sono state accettate.
  • L’IACHR porta la Colombia davanti alla Corte interamericana per i diritti umani per non avere protetto i membri del partito di sinistra Unione patriottica, che ha perso più di 6000 membri negli anni ’80 e ’90. Unión Patriótica nacque a metà degli anni ’80 come parte impegnata nel processo di pace avviato tra le FARC e il presidente Belisario Betancur.
  • Secondo il Centro per gli Studi sulla sicurezza in Colombia, diversi gruppi di narcotrafficanti in Messico e Brasile potrebbero finanziare i dissidenti delle FARC, le organizzazioni paramilitari e altri gruppi criminali in Colombia, affinché subentrino nel controllo delle aree di coltivazione della coca del Paese, principalmente sulla costa del Pacifico.



Venezuela

  • Il giornale El País afferma che una ricerca condotta «con base a Miami» ha scoperto una rete di corruzione che presumibilmente ha sottratto 1200 milioni di dollari dalla compagnia petrolifera PDVSA tra il 2014 e il 2015.
  • Il presidente Nicolás Maduro annuncia la soppressione di cinque zeri al bolivar. Il Fondo monetario internazionale afferma che l’inflazione in Venezuela supererà il 1.000.000% nel 2018.

Brasile

  • Il senatore, ex militare e leader dell’estrema destra brasiliana Jair Bolsonaro, formalizza la sua candidatura alle elezioni presidenziali di ottobre. Bolsonaro ha il sostegno dell’establishment militare ed è un ardente sostenitore delle privatizzazioni in Brasile. È conosciuto per le sue posizioni razziste (ha promesso di porre fine alle riserve indigene e ai quilombolas), omofobico e sostenitore delle misure repressive per fermare la violenza nel Paese (al Congresso è arrivato a dichiarare «Sono favorevole alla dittatura»). Il suo volto comparve sulle prime pagine degli organi di informazione durante il voto per l’impeachment di Dilma Rousseff, quando dedicò il suo voto al colonnello Carlos Alberto Brilhante, torturatore della Rousseff durante la dittatura. Attualmente è il secondo politico più popolare nei sondaggi sulle intenzioni di voto, dietro l’ex presidente Lula.
  • Le autorità hanno arrestato due paramilitari sospettati di aver partecipato all’omicidio dell’attivista e consigliera di sinistra Marielle Franco, assassinata a Rio de Janeiro nel febbraio scorso mentre indagava sugli abusi nel contesto della militarizzazione della città.
  • 28 membri del Congresso e del Senato degli Stati Uniti, tra cui Bernie Sanders, hanno avanzato per lettera la richiesta al governo brasiliano del rilascio di Luiz Inácio Lula da Silva. «La lotta alla corruzione non può essere usata per giustificare la persecuzione degli oppositori politici o negar loro il diritto di partecipare liberamente alle elezioni».

Ecuador

  • La giustizia ecuadoregna ratifica l’ordine di detenzione preventiva contro l’ex presidente Rafael Correa, imputato e chiamato a testimoniare per presunti legami con il rapimento di un avversario ecuadoregno nel 2012. L’ex presidente ha risposto su Twitter da Bruxelles che «visto che l’Ecuador è totalmente al di fuori dell’ordine costituzionale, così come è chiaro il complotto politico-mediatico-giudiziario contro di me … ci rivolgeremo alle istanze internazionali».
  • Il presidente Lenín Moreno si incontra a Madrid con il presidente spagnolo Pedro Sánchez e il re Filippo VI.

Perú

  • Una settimana dopo le dimissioni di tutti i giudici della magistratura (tranne uno), accusati di aver trafficato con le nomine della magistratura alla Corte Suprema in cambio di favori e denaro, il nuovo presidente di questa entità riapre il dibattito e propone che gli alti magistrati siano eletti a suffragio universale.
  • Vicente Zeballos, il nuovo Ministro della giustizia del Perù, propone di annullare l’indulto concesso in dicembre all’ex dittatore Alberto Fujimori e di convocare elezioni anticipate per disincagliare la crisi politica e di legittimità che il Paese sta attraversando. Fujimori, in coincidenza con il suo ottantesimo compleanno, ha risposto per lettera: «che sia la storia a giudicarmi».

Paraguay

  • Il ministro dell’Agricoltura e il viceministro della zootecnia, così come un tecnico e il pilota, sono morti a seguito dello schianto dell’aereo su cui viaggiavano.
  • La giustizia del Paraguay rilascia 11 contadini di Curuguaty che erano stati condannati (senza prove) per il massacro di Curuguaty (2012). Curuguaty è stato uno dei casi più rappresentativi dell’abuso dei proprietari terrieri paraguaiani, proprietari della maggior parte del territorio nel loro Paese. Il massacro di Curuguaty è stato uno dei fattori scatenanti che ha segnato la fine del presidente di sinistra Fernando Lugo.

Argentina

  • Gruppi sociali, partiti di opposizione e persino sindacati stanno organizzando manifestazioni contro i piani del presidente Mauricio Macri di autorizzare le Forze armate a intervenire in materia di sicurezza interna. Gli avversari di questa decisione avvertono del rischio che questa implica per il rispetto dei diritti umani e ricordano che, dalla fine della dittatura, i militari sono solo responsabili dei compiti di difesa nazionale.
  • La giustizia argentina sta indagando se la coalizione Cambiemos (guidata dal presidente Mauricio Macri) ha iscritto persone in situazioni svantaggiate come donatori di partito in cambio di sussidi sociali.

Cile

Altre informazioni

  • Due giovani latino americani su tre non sono convinti che «no è no». L’86% dice di non voler intervenire per aiutare una donna aggredita dal proprio compagno. Questi e altri dati sull’atteggiamento della gioventù latinoamericana nei confronti delle donne emergono da un maxi sondaggio condotto da Oxfam.
  • I Paesi dei blocchi del Mercosur (Uruguay, Paraguay, Argentina e Brasile) e l’Alleanza del Pacifico (Messico, Cile, Colombia e Perù) fanno il primo passo verso la firma di un accordo di libero scambio Se materializzato, sarebbe il primo accordo di libero scambio tra i due blocchi economici.
  • Nel giorno internazionale delle donne afrolatinoamericane, il collettivo colombiano-cileno Mujeres con Todas las Letras riscatta la figura di Tereza de Benguela, regina e guerriera di Quilombo nella regione brasiliana del Mato Grosso e figura emblematica della lotta contro la schiavitù.



tratto da lamarea.com
traduzione di Fulvio Perini

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