Rapporto ISPRA 2020. Il cemento avanza ancora

28/07/2020 di:

Come ogni anno, l’ISPRA pubblica il proprio Rapporto sul consumo di suolo (https://www.snpambiente.it/2020/07/22/consumo-di-suolo-dinamiche-territoriali-e-servizi-ecosistemici-edizione-2020/), e ogni anno eccoci a versare lacrime amare (almeno noi che ci teniamo all’ambiente).

Il trend nel 2019 è continuato più o meno sulla falsariga del 2018, con circa 2 mq al secondo persi. Per un totale di 57 kmq. Il Veneto, con +785 ettari, è la regione che nel 2019 ha consumato più suolo, seguita da Lombardia (+642 ettari), Puglia (+625), Sicilia (+611) ed Emilia-Romagna (+404). A dimostrazione del fatto che il partito del cemento è assolutamente trasversale, destra o sinistra non importa. Ma questo lo sapevamo già. Virtuosa la Valle d’Aosta, con solo 3 ettari di territorio impermeabilizzato nell’ultimo anno. Per quanto riguarda le città, Roma, con un incremento di suolo artificiale di 108 ettari, si conferma il comune italiano con la maggiore quantità di territorio trasformato in un anno (arrivando a ben 500 ettari dal 2012 ad oggi), seguito da Cagliari (+58 ettari in un anno) e Catania (+48 ettari). Torino, dopo la decrescita del 2018, nel 2019 riprende a costruire, perdendo 5 ettari di suolo naturale. E si consideri che quest’anno sono state escluse dal computo alcune tipologie (ponti, viadotti, strade forestali in ambito montano e altre strade minori, corpi idrici artificiali e serre non pavimentate).

Nonostante che l’Europa imponga l’azzeramento del consumo di suolo entro il 2050, quindi, il trend continua, e anzi, con il Decreto semplificazioni e le 130 opere da cantierare sicuramente, nei prossimi anni si registrerà un sensibile aumento del consumo dovuto alle cosiddette “opere pubbliche”. Ma i segnali non sono positivi neppure sul lato dell’edilizia privata. Guardiamo, ad esempio, la città di Milano, che fa, tramite il suo sindaco, una costante operazione di greenwashing (cioè di quel metodo che inganna i cittadini spacciando per green pratiche che danneggiano l’ambiente). A Milano, grazie a un cambio di destinazione urbanistica, è stata varata la più grossa speculazione edilizia degli ultimi decenni: 674.460 mq edificati nel giro di qualche anno sulle aree degli ex scali ferroviari (https://www.rai.it/programmi/report/news/2019/12/Milano-e-la-trasformazione-urbanistica-degli-ex-scali-ferroviari-e8676230-fc0e-4227-94dc-7dba35b7518d.html). Perché Milano non soffre la crisi di altre città. Lì il mattone tira sempre e vi si concentrano più che altrove gli appetiti del partito trasversale. Ne è un ulteriore esempio il progetto di nuovo stadio. Non vi è assolutamente la necessità di realizzarlo, ma gli appetiti vanno ben oltre lo stadio, riguardando in realtà, come denuncia il Coordinamento San Siro, tre grattacieli, un centro commerciale, una multisala, un hotel, un centro congressi, con erosione di circa la metà del verde esistente in loco (https://www.firstonline.info/nuovo-stadio-san-siro-le-bugie-di-inter-e-milan/).

Del resto, l’ultima bozza della cosiddetta “legge stadi” ereditata dal precedente Governo, ma resa ancora più “snella” dall’attuale, prevede che non solo con lo stadio si possa realizzare nuova edilizia residenziale, ma addirittura la si possa realizzare non in aree contigue. Quindi, costruisco lo stadio qui e realizzo un nuovo quartiere a enne chilometri di distanza. È così, evidentemente, che i nostri (miei non sono, diciamo “i vostri” o “i loro”) governanti pensano di venire incontro ai futuri vincoli europei, cementificando tutto il possibile entro la metà del secolo! (https://www.ilfattoquotidiano.it/2020/07/23/legge-sugli-stadi-nellultimo-testo-via-il-divieto-di-edilizia-residenziale-ok-a-palazzi-e-appartamenti-anche-lontani-dai-nuovi-impianti/5875868/).

Ultima annotazione. Secondo i dati ufficiali del Ministero delle Finanze, nel 2017 in Italia c’erano sette milioni di alloggi vuoti (https://www.nextquotidiano.it/la-mappa-delle-abitazioni-non-occupate-italia/). Ma se invece di dare i numeri i nostri governanti pensassero a una politica fiscale volta a costringere i proprietari ad affittare o a vendere gli alloggi sfitti? No, eh? Troppo impopolare: meglio lasciare mano libera al partito trasversale. Lasciare che faccia i suoi porci comodi garantendo la perpetuazione del potere ai governi di turno.