Piccola mappa dell’universo neofascista

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Nei giorni in cui si susseguono le inchieste che indagano sul rapporto fra alcuni ambienti del neofascismo e del neonazismo e partiti della destra parlamentare, nei giorni in cui Forza Nuova lancia l’attacco alla sede nazionale della Cgil, è bene riassumere il quadro generale e attuale degli attori dell’estrema destra italiana.

Innanzitutto Forza Nuova. Da tempo cerca di stare alla testa delle proteste contro i provvedimenti per la situazione sanitaria; i toni bellicosi e le azioni violente non sono una novità, sono anzi una cifra del modo di intendere la politica per la formazione capeggiata da Roberto Fiore, sempre sopra le righe – anche rispetto all’ambiente di cui fa parte – negli ultimi tempi ha ulteriormente esasperato i toni in risposta alla pesante crisi che la attraversa. Come abbiamo già raccontato Forza Nuova ha subito una scissione nel 2020, originata dallo scontro interno che ha visto emergere nella leadership personaggi fortemente contestati come Giuliano Castellino. Pesantemente ridotta nel numero dei militanti e nella disponibilità di strutture organizzative è passata da essere una forza di livello nazionale ad avere una presenza significativa solamente a Roma, Verona e poche altre città. L’innalzarsi del livello dello scontro fino agli estremi gravissimi visti nelle violenze alla sede della Cgil sono un segno anche della debolezza e della disperazione dei forzanovisti.

CasaPound Italia, anch’essa per altri versi è stata costretta a ripensarsi. L’accennato avvicinamento al centrodestra tutto e il tentativo analogo a quello di Forza Nuova e altri di intestarsi le proteste alle restrizioni sanitarie con le Mascherine Tricolori e la vicinanza al gruppo di imprenditori della ristorazione di IoApro, i successivi approcci a fini elettorali – in parte falliti – a Fratelli d’Italia e i successivi parziali approdi nelle liste della Lega alle recenti amministrative non hanno ancora delineato un cammino preciso. Pur rimanendo la maggiore forza organizzata del neofascismo italiano, pur godendo di relazioni amichevoli con parti delle forze della destra parlamentare e pur mantenendo le notevoli capacità di dinamismo, azione politica, comunicativa e culturale dimostrate negli anni la tartaruga frecciata pare essere ancora in cerca di una nuova strategia stabile.

In tempi comunque difficili per associazionismo e raggruppamenti di ogni tipo una forza dell’estrema destra che continua a crescere è Lealtà-Azione. Avendo fin dall’inizio della sua esistenza evitato di agire come un partito, puntando invece ad inserirsi con propri candidati in liste elettorali di tutt’altra dimensione, non ha subito grandi contraccolpi dalla pandemia. Anzi, come già visto di recente nel nostro report sulle elezioni amministrative 2021 e come evidenziato dalle inchieste di fanpage, Lealtà-Azione amplia le proprie relazioni politiche con la Lega, potendo contare su vicinanze fortissime con esponenti presenti in tutti i gradi istituzionali, dai consigli municipali al parlamento europeo, passando dai consigli comunali, quelli regionali ed il parlamento nazionale. Come già sottolineato da un nostro report Lealtà-Azione ha riformulato la propria immagine e la propria presenza web e social appunto con l’obiettivo della presentabilità in occasione delle elezioni nazionale 2018.

Pur concentrando le proprie sedi quasi esclusivamente nel nord del Paese Lealtà-Azione ha costruito una rete di relazioni con una quindicina di realtà locali, genericamente riconducibili all’eterogeneo mondo delle comunità militanti, che va sotto il nome di FEDERAZIONE. Di queste ci limitiamo a rammentare i nomi del Foro 753 a Roma e di Spazio Libero Cervantes a Catania, che sono le due esperienze di maggior durata nel tempo.

Gli autori della scissione da Forza Nuova si sono riuniti nella nuova sigla Movimento Nazionale-Rete dei Patrioti, sfilando alla forza madre oltre a intere schiere di dirigenti e militanti anche le organizzazioni metapolitiche, come il gruppo femminile Associazione Evita Peron, Solidarietà Nazionale, il micro-sindacato Sinlai, la Lega della Terra e IncancellAbili. Ancora in fase di definizione stanno orientando la propria identità verso quella dei gruppi pro-Trump autori dell’assalto eversivo a Capitol Hill e stanno intessendo relazioni con altre formazioni dell’estremismo di destra italiano. Soffrono della mancanza di leader storicamente affermati, che in una Forza Nuova dalla gestione padronale erano stati a più riprese messi fuori, con la possibile eccezione di Duilio Canu con una lunga militanza a partire dagli anni ’90 negli ambienti naziskin a Milano e in Forza Nuova poi. Canu, appunto come dirigente di Azione Skinhead e di Base Autonoma, verrà sottoposto a provvedimenti giudiziari quando nel 1993 – tramite l’operazione Runa – la magistratura italiana scompaginerà la galassia naziskin.

A settembre 2021 hanno indetto una manifestazione di piazza per “la Libertà dal Green Pass, la Libertà della Famiglia dalla follia LGBT, la Libertà nazionale dalle catene del Recovery Fund” inneggiando ad Ashli Babbit, la donna assorbita dal cospirazionismo di QAnon e uccisa mentre cercava di forzare l’ingresso nel Campidoglio a Washington. Alla manifestazione hanno aderito CasaPound Italia, Casaggì (che vedremo più avanti), Militia Christi (piccolo raggruppamento del tradizionalismo cattolico interno all’ultradestra), Etruria 14 (gruppo neofascista di Prato) e il Movimento Patria Nostra (fondato da Valerio Arenare – che però adesso è dirigente proprio della Rete dei Patrioti – e che sfoggia nel proprio simbolo l’ascia bipenne, identica a quella che fu di Ordine Nuovo).

Sul fronte dei raggruppamenti locali va segnalata la continua attività del Veneto Fronte Skinhead, unico dei raggruppamenti naziskin storici a sopravvivere all’operazione Runa poco sopra rammentata, che ha appena concluso il proprio raduno Road to Camelot, iniziativa culturale minore in preparazione del più noto Ritorno a Camelot. La formazione Progetto Nazionale, che di fatto è composta dalle prime generazioni di naziskin del VFS che si sono costituite in movimento politico dapprima internamente alla Fiamma Tricolore e poi come soggetto autonomo, ha nel tempo trovato ospitalità nella Lega veronese del sindaco Tosi e adesso ha invece portato la propria matrice ideologica al servizio di Fratelli d’Italia, aderendovi ufficialmente.

Casaggì, altra realtà locale, sebbene con ambizioni ben più ampie, tiene forti contatti con il mondo di CasaPound, della Rete dei Patrioti e dell’appena citato Veneto Fronte Skinhead.

Politicamente interni a Fratelli d’Italia, ma con impressionanti riferimenti ideali ed iconografici al nazismo e ad i movimenti politici di inizio novecento che poi nel nazismo confluirono, sono stati oggetto di un nostro esteso report. Continua la loro attività di scambio con soggetti dell’estrema destra italiana soprattutto grazie alla propria casa editrice, Passaggio al Bosco.

I tentativi di replicare Casaggì al di fuori di Firenze, come Aliud a Torino, sembrano essersi arenati o comunque non sono stati capaci di replicare il successo della formazione originale.

Il microcosmo dei partiti figliati più o meno direttamente dal Movimento Sociale Italiano, in contrasto alla svolta del 1995 che porterà alla nascita di Alleanza Nazionale, è sempre meno rilevante. Già in continua decadenza dovuta alle faide interne e soprattutto alla concorrenza dei raggruppamenti più noti i vari Movimento Sociale Fiamma Tricolore, Movimento Idea Sociale, Movimento Italia Sociale e lo stesso redivivo Movimento Sociale Italiano-Destra Nazionale sono crollati sotto il peso dell’insignificanza, delle inchieste giudiziarie e del ridicolo.

Lo stesso dicasi per altre formazioni microscopiche di vecchio stampo che occasionalmente avevano fatto parlare di sé come Fronte Nazionale, fondato da Adriano Tilgher, Fascismo e Libertà, sepolto nello spiacevole turpiloquio del suo segretario nazionale, Ultima Legione, finita nel mirino della giustizia per odio, violenza e finalità antidemocratiche, Unione per il Socialismo Nazionale o le molte altre sigle composte ognuna da non più di una manciata di persone. Per non dire naturalmente di Nordestra, uno dei gruppi fondati da Jonghi Lavarini, fra i protagonisti – loro malgrado – delle inchieste di Fanpage.

Avanguardia Nazionale, uno dei più importanti gruppi dell’eversione antidemocratica dell’Italia degli anni 60 e 70, si è riformata nel 2015 come associazione culturale dopo essere stata sciolta nel 1976 a seguito dell’applicazione della legge Scelba. Ha tentato, tramite il prestanome dell’Associazione Socialis, la strada delle elezioni amministrative in qualche piccolo comune, poi si è avvicinata a Forza Nuova ed infine nel 2021 è finita – sorprendentemente tardi – sotto la lente delle forze dell’ordine.

È scomparsa la branca italiana di Generazione Identitaria, gruppo presente in varie nazioni europee ma originato in Francia. Dopo il grande clamore – e gli scarsi risultati – del 2016 con la loro nave C-Star che tentò di ostacolare le operazioni di salvataggio di naufraghi portate avanti da alcune ONG europee ha subito una scissione, a seguito di dinamiche interne al gruppo francese, per poi vedere entrambi i tronconi fermarsi e poi scomparire. Nel frattempo Génération Identitaire è stata resa illegale in Francia per incitamento all’odio e per il suo carattere di milizia privata.

In linea generale buona parte dell’estrema destra italiana subisce gli effetti delle restrizioni della pandemia al pari di ogni altra organizzazione, al contempo ha cercato di cavalcare – anche in chiave violenta ed eversiva – le proteste contro alcune delle disposizioni sanitarie del governo. Al di là delle difficoltà che questo o quel raggruppamento attraversa e anche al di là della battuta d’arresto subita da una parte delle maggiori formazioni dopo le elezioni del 2018 e del 2019, non vi sono dubbi che quell’area politica sia vitale. Come già abbiamo avuto modo di sottolineare nelle conclusioni dell’analisi delle recenti consultazioni elettorali vi sono riadattamenti strategici in corso ma le preoccupazioni maggiori vengono, più che dall’area del neofascismo riconoscibile, dalla capacità di permeare i partiti della destra presenti nelle istituzioni, intervenendo nella loro competizione interna spostando preferenze da un candidato all’altro, influenzarne scelte locali e costruire dei “debiti elettorali”.
Debiti che andranno prima o poi onorati.

* L’inchiesta è stata curata dal gruppo di lavoro di Patria Indipendente (periodico dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia) su neofascismo e web.

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