Osservatorio quindicinale

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Le notizie più importanti dall’Africa Subsahariana
31 luglio 2018

La fine dell’epidemia di Ebola nella Repubblica Democratica del Congo; le elezioni presidenziali in Mali e Zimbabwe; la visita del presidente cinese in Senegal, Ruanda e Sudafrica… tra gli avvenimenti degli ultimi quindici giorni a sud del Sahara.

Resumen quincenal: lo más destacado de África subsahariana


Africa Occidentale e Sahel

Senegal

  • Il presidente della Cina, Xi Jinping, ha visitato il Senegal per due giorni per firmare accordi bilaterali. È stata la prima tappa del tour nell’Africa sub-sahariana che lo ha portato anche in Ruanda e in Sudafrica. La Cina è il secondo partner commerciale del Senegal dopo la Francia e il primo del continente africano. Il gigante asiatico è interessato alle sue materie prime, che ottiene in cambio di finanziamenti e infrastrutture.
  • 30 senegalesi sono stati condannati per il tentativo di costituire nel Paese una cellula jihadista legata al gruppo nigeriano Boko Haram. Le condanne vanno da 5 a 20 anni. L’indagine era iniziata nel 2015 dopo una pubblicazione su Facebook che mise in allarme i servizi di intelligence senegalesi.

Guinea Conakry

Mali


Burkina Faso

  • L’esercito del Burkina Faso ha annunciato il 18 luglio di aver arrestato 60 sospetti terroristi durante un’operazione nel nord del Paese. L’operazione ha avuto inizio l’8 luglio con l’obiettivo di smantellare alcune basi terroristiche. Nel frattempo, attacchi, omicidi e sequestri continuano nel nord e si espandono in altre regioni. Il Burkina Faso ha iniziato a soffrire il jihadismo nel suo territorio nel 2015, pochi mesi dopo che Blaise Compaoré, presidente per 27 anni, venne dimesso sotto la pressione popolare dopo aver tentato di modificare la Costituzione. Il governo di Compaoré aveva stabilito un patto di non interferenza con i jihadisti in cambio della liberazione degli stranieri rapiti nella regione del Sahel.

Niger

  • Tre dei 26 attivisti della società civile detenuti da marzo sono stati rimessi in libertà. Il 24 luglio sono stati condannati a tre mesi di prigione, periodo di carcere già scontato prima della sentenza. Il procuratore aveva richiesto una condanna a tre anni di reclusione per aver organizzato e partecipato a una manifestazione non autorizzata contro la legge finanziaria per il 2018. Altri attivisti sono stati condannati a uno o due anni di reclusione e altri ancora sono in attesa della sentenza per mancanza di prove.
  • L’esercito ha annunciato il 21 luglio di aver ucciso dieci terroristi e respinto un attacco di Boko Haram nel sud-est del Paese, al confine con la Nigeria. All’inizio di luglio sei soldati nigerini erano stati uccisi in un attacco del gruppo jihadista e nel mese di giugno tre attentatori suicidi si erano fatti esplodere in diversi luoghi di Diffa, la capitale della regione meridionale, sempre a nome di Boko Haram.

Nigeria

  • Quindici senatori nigeriani hanno abbandonato a causa di discrepanze il partito di governo (APC) per entrare nella principale formazione di opposizione (PDP). Questa decisione ha comportato per il governo la perdita della maggioranza al Senato, ora in mano all’opposizione. Non è la prima frattura interna al partito di governo: a inizio luglio ci fu una scissione con la costituzione di una nuova formazione (RAPC), in vista delle elezioni generali che si terranno nel febbraio 2019.
  • 22 presunti membri di Boko Haram sono stati arrestati dalle forze dell’ordine, secondo quanto riferito dalla polizia nigeriana il 18 luglio. Otto di loro, nell’aprile 2014, sarebbero stati coinvolti nel rapimento, di notevole risonanza mediatica, delle oltre 200 ragazze Chibok. Inoltre, il 27 luglio, undici soldati nigeriani e tre civili sono stati uccisi in un attacco di Boko Haram a un posto militare nel nord-est del Paese.
  • È stato reso pubblico un video che mostra il secondo allenatore della selezione della nazionale nigeriana, Salisu Yusuf, che, nel settembre 2017, sta accettando una tangente di 1000 dollari per includere due giocatori nella lista nazionale.


Africa Centrale

Camerun

  • Sono stati arrestati quattro militari per l’esecuzione di due donne, una ragazza e un bambino, accusati di essere legati al gruppo jihadista Boko Haram. Questi arresti avvengono nell’ambito dell’inchiesta che si sta svolgendo dopo la diffusione di un video sui social network in cui si vedono individui vestiti da soldati camerunensi che compiono gli omicidi.

Repubblica Centrafricana

  • Secondo Europa Press, tre giornalisti russi sono stati uccisi nella notte tra lunedì e martedì 31 luglio da uomini armati non identificati nella città di Sibut, nel centro della Repubblica Centrafricana. Stavano raccogliendo materiale per un reportage sulle compagnie militari private che operano nella regione. La Russia ha contribuito ad armare le forze di sicurezza della RCA e dall’inizio dell’anno ha schierato addestratori militari a Bagui, la capitale. Inoltre, l’attuale consigliere per la sicurezza del presidente, Faustin-Archange Touadéra, è russo.

Repubblica Democratica del Congo

  • Il 24 luglio la Repubblica Democratica del Congo ha dichiarato conclusa l’epidemia di Ebola iniziata l’8 maggio che ha portato a 54 casi (38 confermati e 16 probabili), di cui 33 mortali. È stata la nona epidemia di febbri emorragiche da Ebola dal 1976.
  • Il presidente della RDC, Joseph Kabila, ha pronunciato il 19 luglio un discorso in cui ci si attendeva un annuncio sul suo futuro politico, cioè se intende o meno presentarsi alle elezioni presidenziali del 23 dicembre; pur rimanendo al potere dopo la scadenza del suo secondo mandato terminata nel dicembre 2016 mentre la Costituzione proibisce un terzo mandato. Il capo dello Stato non ha detto nulla al riguardo, ma giorni dopo ha chiesto ai suoi amici di suggerire un “delfino” prima dell’8 agosto.
  • Il 17 luglio il governo congolese è stato invitato a indagare sul sostegno delle autorità provinciali e nazionali alle milizie nella regione del Kasai tra il 2016 e il 2017, secondo un rapporto presentato dal Congo Study Group (GEC) dell’Università di New York.

Congo Brazzaville

  • 13 persone sono state uccise in una stazione di polizia a Brazzaville, nella capitale, secondo diverse testimonianze raccolte dall’Osservatorio congolese dei diritti umani. Le circostanze di ciò che è successo non sono ancora chiare.

Guinea Equatoriale


Africa Orientale e Corno d’Africa

Etitrea

Etiopia

Sud Sudan

  • Il presidente del Sud Sudan, Salva Kiir, e il leader ribelle, Riek Machar, hanno firmato il 25 luglio un accordo “preliminare” di condivisione del potere che ripristina Machar come primo vicepresidente. L’accordo “preliminare” dovrebbe entrare in vigore il 5 agosto e aprire un periodo con un governo di transizione allo scopo di risolvere la guerra civile che è in corso dal dicembre 2013, per contrasti tra i due leader.

Kenya

  • Il ministro del turismo del Kenya ha sospeso sei agenti del Servizio di protezione della fauna selvatica per la morte di 10 rinoceronti durante il loro trasferimento da un parco naturale a un altro. Ha biasimato la negligenza dei funzionari e denunciato la passività del personale. Il ministro ha denunciato che, secondo la ricerca effettuata sulle cause di morte degli animali, si è stabilito che siano morti per «sindrome da stress multiplo intensificata da avvelenamento da sale e per condizioni di disidratazione acuta».
  • Amnesty International ha invitato le autorità keniane a fermare lo sgombero di 30.000 persone dalla baraccopoli di Kibera, a Nairobi, dove è in costruzione una strada per collegare altre due importanti strade della città e alleviare il traffico. Le demolizioni di case, scuole e ospedali di Kibera sono iniziate il 23 luglio. Molti abitanti colpiti dall’azione di demolizione hanno detto di non avere mai ricevuto notizia dell’arrivo dei bulldozer.

Zimbabwe

  • Lo Zimbabwe ha tenuto le elezioni generali il 30 luglio. Sono le prime ad aver luogo senza Robert Mugabe, presidente del Paese per 37 anni fino a novembre 2017, quando ha dovuto dare le dimissioni forzato dai militari, che hanno messo al potere Emmerson Mnangagwa. Mnangagwa era stato vice presidente di Mugabe fino alla sua espulsione nel novembre 2017 e presumibilmente cospirava contro di lui. I principali candidati per le elezioni sono Emmerson Mnangagwa e l’avversario Nelson Chamisa. In una apparizione in conferenza stampa alla vigilia delle elezioni, Robert Mugabe ha dichiarato che non voterebbe per il suo vecchio partito.


Africa Australe

Sudafrica



Madagascar e gli Stati delle isole

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